Campo de Hielo Norte 2022 - Up-Climbing

Campo de Hielo Norte 2022

La stagione patagonica che si è appena conclusa è stata una delle più memorabili nella storia dei Ragni, segnata da momenti esaltanti e, purtroppo, da vicende terribili.

Abbiamo già parlato di ciò che è accaduto sul Cerro Torre. Sia del terribile incidente di cui è stato vittima Corrado “Korra” Pesce, sia delle nuove vie aperte: La Norte, di Korra e Tomás Aguiló, e Brothers in arms, dei Ragni Matteo Della Bordella, David Bacci e Matteo De Zaiacomo. A breve pubblicheremo anche un resoconto tecnico di quest’ultima via.

Nel frattempo in Patagonia erano attivi anche altri Ragni. Si tratta di Luca Schiera e Paolo Marazzi, che hanno realizzato una spedizione esplorativa sul Campo de Hielo Norte. La spedizione non ha portato successi immediati, ma rappresenta comunque un passo avanti verso l’obiettivo finale: le pareti sperdute nell’immensa e selvaggia estensione glaciale del Campo de Hielo Norte.

Luca Schiera racconta:

Come sempre le cose non sono andate come avevamo previsto. Una cosa che ho imparato in Patagonia è che bisogna sempre essere pronti ad adattarsi alle forze della natura, che spesso è un vento feroce…

Questa volta volevamo attraversare il Campo de Hielo Norte da nord a sud per arrivare alle grandi pareti da scalare fra le montagne che si trovano nell’infinita distesa di ghiaccio.

Era la nostra terza esperienza in questo posto e sapevamo abbastanza bene cosa avremmo trovato, ma fin dal primo giorno non sono mancati gli imprevisti. Però, comunque sarebbe andata, sapevamo che avremmo trovato l’avventura totale e il senso di incertezza che cercavamo.

Con il prezioso aiuto di Andrea, scalatore italiano trasferito in Patagonia proprio per esplorare lo Hielo, siamo arrivati sulle rive del lago Leones da dove abbiamo iniziato a traghettare tutta la attrezzatura fino all’inizio del ghiacciaio.

Il 16 gennaio abbiamo iniziato a camminare sullo Hielo. La prima sorpresa è stata trovare subito uno spesso strato di neve fresca, che ha reso pericoloso oltre il ragionevole la salita per arrivare sul Campo de Hielo, dopo diversi consulti e un tentativo anche di notte siamo scesi per sperare in un miglioramento. Così abbiamo passato lunghe giornate nella tenda scossa dal vento prima di un’altra finestra di bel tempo.

Siamo partiti il 25 gennaio per un giro di quattro giorni: all’alba del secondo finalmente abbiamo salito il passo, da lì ci siamo goduti una lunga discesa sugli sci. Poi il resto del giorno lo abbiamo passato tirando la slitta fino ad arrivare sotto alle prime pareti di roccia.

Al terzo giorno è iniziato il conto alla rovescia: entro l’alba successiva saremmo dovuti essere già fuori dal ghiacciaio per non rimanere bloccati dal brutto tempo. Abbiamo quindi scalato una via semplice, 300 m fino a 6a, dalla cui cima ci siamo fatti una idea del percorso migliore da seguire al ritorno e siamo scesi alla nostra tenda.

Dopo una breve pausa guardando il tramonto siamo ripartiti verso sud. L’idea era di “pellare” intorno a questo gruppo di montagne, sperando di trovare un percorso più semplice rispetto a quello di andata. Ci aspettavano ancora decine di chilometri e dovevamo salvare il più possibile le energie. Abbiamo passato tutta la notte cercando i crepacci sotto agli sci e navigando con gps e cartina nel buio totale su terreno sconosciuto.

Il piano funzionava alla perfezione ma più ci avvicinavamo al passo più la mancanza di sonno, unita allo stress costante nel trovare la via più sicura, ci stava portando al limite. In passato ci è capitato più volte di camminare o arrampicare di notte, ma questa situazione è stata del tutto surreale.

Quattro giorni più tardi eravamo sulle rive del lago ad aspettare la barca per il ritorno.

 

MR. Fonte comunicato Ragni di Lecco.

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