Corno Stella update - Up-Climbing

Corno Stella update

Ancora aggiornamenti sulla vetta regina delle Alpi Marittime, il Corno Stella: due nuove vie sulla parete sud-ovest.
Orazio Pellegrino, Ivo Barbarito e Jean-Luc Toesca, nel mese di luglio, hanno aperto "A… Vale", all’estremità sinistra della parete meridionale, per poi proseguire sulla parete opposta. La via, già
più volte ripetuta, è completamente attrezzata, ed è percorribile con corda singola da 60 metri. Difficoltà massima di 6c, con 6b obbligatorio, per 175 metri di sviluppo.
La seconda via si situa a sinistra della "Italo" (apprezzato itinerario classico), con arrampicata atletica e molto ben protetta, tutta a spit. "Un giorno ti avrò, Barone Rosso!", tracciata tra luglio e agosto da Pierluigi Amalberti, Flaviano Bessone e Alessandro Cariga, offre una lunghezza stimata intorno al 7c e due altre di 7a e 7a+ (180 metri, 6b obbligatorio, corda da 70 metri minimo). Per finire Bessone, dall’alto, a settembre ha iniziato una variante ("Tipperary") al tratto più difficile, che offrirà (nel 2013, info al rifugio Bozano) difficoltà massime stimate di 6c/6c+.

Flaviano Bessone

UN GIORNO TI AVRO’, BARONE ROSSO! ****
Pierluigi "Bigi" Amalberti (capo; L2, 4, 6), Flaviano "Fla" Bessone (direzione lavori; L1, 3, 7), Alessandro "Giovane" Cariga (trapano; L5, dall’alto per motivi logistici), luglio-agosto 2012.
180 m (7L)
?(probabile 7c) (6b obbl.)/S2/II (ED)
Scalata risolutamente sportiva sul pilastro più ripido del Corno. Le lunghezze più difficili si svolgono su sezioni strapiombanti, in particolar modo quella chiave. Ottima roccia e chiodatura a fix lunghi (10 mm x 9,5 cm). Consigliata corda singola da 80 m, possibile da 70 m; 14 rinvii.
In ricordo del sublime Schulz.
Attacco: qualche metro a destra e più in basso della Via del Diedro Sud (itinerario 47 della guida Corno Stella, Versante Sud), su un piccolo speroncino (sosta, anche di calata, con due spit con cordone e maillon).
Relazione:
L1: salire lo speroncino facilmente per superare poi un tratto strapiombante che immette su una placca tecnica, andando a sostare scomodamente sotto una fessurina strapiombante (7a, 7 spit + 2 di sosta, 27 m).
L2: risalirla con arrampicata sostenuta obliqua a destra (7a+), poi proseguire per un bel diedro che porta alla sosta su un piccolo gradino (6b, 12 spit + 2 di sosta, 30 m).
L3: facile diedro che porta sotto una lama più impegnativa e in breve alla sosta su gradino (6a, 3 spit + 2 di sosta, 13 m).
L4: in marcato strapiombo verso sinistra e poi diritti per fessurina; la parte finale verticale più facile in fessura porta alla sosta su discreto gradino (7c?, 14 spit + 2 di sosta, 32 m).
L5: diritti sul muro sovrastante di bellissima roccia, oltrepassando la vena di quarzo e giungendo per placca inclinata ad una magnifica sosta su terrazza (6a+, 8 spit + 2 di sosta, 30 m).
L6: una facile fessura immette su una placca tecnica, cui segue un muro strapiombante a lame (allungare i rinvii) che porta alla sosta su placca (6b+, 7 spit + 2 di sosta, 23 m).
L7: diritti con bell’arrampicata su placca quasi verticale scolpita dall’acqua sino ad uscire dalle difficoltà (6b, 9 spit + 2 di sosta, 27 m).
Discesa: con 5 calate in doppia sulle soste della via, saltando le soste 1 e 3. Con corda da 70 m, attenzione alla quarta calata, di 34 m esatti e quasi tutta nel vuoto: indispensabili autobloccante e nodo a fine corda! Dalla sosta 2 altra calata nel vuoto per arrivare direttamente a terra, a poca distanza dalla sosta 0.
Note: nel mese di settembre Flaviano Bessone, dall’alto, ha iniziato una variante ("Tipperary") che si stacca in L3 verso destra, per poi sostare (in comune con "Ge.la.mo e rampichiamo") e proseguire nel muro sovrastante verso sinistra raggiungendo la sosta 4 (ultimazione nel 2013, difficoltà massima stimata di 6c/6c+, info al rifugio Bozano).
 

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