Giapponesi sul Mount Logan - Up-Climbing

Giapponesi sul Mount Logan

 
 
 
I giapponesi Katsutaka Yokoyama e Yasushi Okada hanno aperto un grandioso itinerario in stile alpino, sulla repulsiva e inviolata parete sud est del Mount Logan 5959 metri.
 
Il Mount Logan si trova nello Yukon ed è la cima più alta del Canada, la seconda del Nord America, superata solo dal famoso e più frequentato McKinley o Denali 6194m che, seppur a soli 500km di distanza, è in Alaska (USA). La via chiamata – I-TO – è lunga 2500 m, ed ha difficoltà di WI5 e M6, complessivamente ED+.
 
La muraglia aveva attratto molti pretendenti, negli ultimi due decenni, tra cui lo specialista americano di queste aree sperdute, Jack Tackle che, nel corso di 10 anni, l’ha tentata due volte, ma non è mai riuscito a portare a termine le sue intuizioni. Tackle, che non è più un ragazzino, considerava la soluzione della parete sud est del Mt. Logan il suo “ultimo grande progetto”, ma nonostante ciò ha aiutato il duo giapponese con consigli e foto; il nome della via “I-TO”, ovvero “filo, relazione, linea” è un omaggio che il team del sol levante ha voluto fare al veterano.
 
I due alpinisti si sono acclimatati percorrendo l’infinita cresta est che ha richiesto ben 8 giorni tra andata e ritorno. Dopo questa escursione si sono detti che il momento era giunto, ed hanno attaccato l’impressionante muro che guarda a sud est. Era il 4 maggio 2010 e l’altimetro segnava quota 2600m.
 
Dopo tre giornate di dura scalata e bivacchi non troppo confortevoli hanno raggiunto la cresta est a quota 5100m. Il giorno successivo hanno toccato la cima est a 5900m. A questo punto rimaneva loro la discesa che già conoscevano, facilitata dalle tracce fresche di due altri alpinisti transitati lungo il crinale, ma è stata ancora molto lunga. (30 km) e al campo base sono arrivati solo il giorno 8 maggio.
 
Katsutaka, 31 anni, soprannominato Jumbo, per la sua altezza e corporatura fuori dagli standard in Giappone, non è nuovo ad avventure di spessore a queste latitudini: si è aggiudicato nel 2005, con Fumitaka Ichimura, la seconda ripetizione della difficile Denali Diamond e nel 2008 l’impressionante concatenamento, con Ichimura e Sato, di Isis Face, Ramp Route e Diretta Slovacca. Queste ascensioni gli sono valse la nomination al Piolets d’Or del 2009.
 
Okada ha al suo attivo significative ascensioni in Himalaya, tra cui una salita al Meru Shark’s Fin in India e una nuova via al Tengkangpoche in Nepal. Sono entrambi membri del cosiddetto Giri Giri-Boys, un gruppo di scalatori di alto livello che si ingaggiano in aperture e ripetizioni di vie impegnative nei luoghi più inospitali del pianeta-
 
"Sono felicissimo di questo successo su una montagna così importante.", ha detto Yokoyama. "Avevo sentito alcuni racconti da Jack (Tackle) e Jay (Smith), e sembrava piuttosto diverso da altri luoghi come l’Alaska Range. Il cattivo tempo, l’isolamento, un sacco di pericoli come le valanghe, e la stessa grandiosità della montagna. Così, ho pensato che per noi sarebbe stata una bella sfida nella grande natura. Proprio l’alpinismo che cerco io… Il punto cruciale è stato un tratto di 200 metri di arrampicata sui ghiaccio sottile, e misto di M6 . Sopra questo, la difficoltà tecnica si è attenuata, ma la pressione psicologica è cresciuta, anche perché eravamo consapevoli di non poter ritornare in doppia sulla stessa via”.
 
ms
Fonte: Climbing

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