Grandes Jorasses, via Groucho Marx - Up-Climbing

Grandes Jorasses, via Groucho Marx

Groucho Marx- PareteEst – GrandesJorasses
 
Ripetizione di Giulia Venturelli, Mauro (Gibe) Gibellini, Tito Arosio il 10-11/08/2013
Testo di Tito Arosio


La parete Est delle Grandes Jorasses, anche se meno imponente e conosciuta della famosa parete Nord, mi ha sempre affascinato per l’ambiente remoto e la poca frequentazione degli alpinisti. La via diretta, GruchoMarx, sulla carta sembrava una bellissima via avvolta di mistero visto le poche informazioni che la riguardano. L’unica ripetizione certa è la invernale del marzo 2012 ad opera di Sébastien Bohin, Dimitry Munoz e Sébastien Ratel del GMHM. 

Questa primavera dopo un infruttuoso tentativo alle Droites mi reco alla Maison de la Montagne, dove trovo uno schizzo di Grucho Marx fatta durante l’invernale. Lo schizzo è essenziale, dà solo i gradi e segna qualche chiodo in loco.

Le informazioni sono poche ma sufficienti, ad agosto il bel tempo è stabile e l’idea nella mente riaffiora: Grandes Jorasses parete Est. Sento Giulia e Gibe, giro loro le poche info che ho e accettano subito, si va! Dopo varie discussioni su quanto materiale portare decidiamo nel rimanere abbondanti, d’altronde l’A3 segnato sulla relazione crea timori.

Con zaini non certo leggeri ci avviamo lungo il sentiero per andare prima al bivacco Gervasutti e poi al Col de Hirondelles. Da lì con qualche tiro in traverso siamo direttamente all’attacco della via. Il posto del bivacco è perfetto, dopo aver spianato la cengia ci dedichiamo al bere, mangiare e soprattutto riposare per l’indomani. Il bivacco è super confortevole e al primo sole siamo già operativi.

I primi 3 tiri nel diedro procedono senza grossi problemi su difficolta contenute. Quindi un tetto orizzontale di alcuni metri ci sbarra la strada, solcato nel mezzo da una sottile fessura da cui sbucano due chiodi a testa in giù; Gibe con abili passaggi su staffe passa senza problemi il tetto e recupera prima il saccone e poi me e Giulia.

Da qui un bellissimo tiro che segue ina fessura ci conduce alla base di un altro diedro. L’arrampicata è stupenda, solo interrotta da due passaggi su copperhead (in loco) e da un po’ di ghiaccio dentro la fessura. Arriviamo all’ottavo tiro, sicuri di dover affrontare un tiro facile deduzione tratta dal fatto che nella relazione dell’invernale fosse non gradato, invece sono due strapiombi, da fare completamente in artificiale in quanto sulla roccia scorre un sacco di acqua!

Arriviamo in sosta con mani e piedi completamente insensibili, oltretutto da qualche tiro siamo in ombra e le temperature sono notevolmente scese. A questo punto manca solo un tiro impegnativo dato A1, ma la linea originale è piena di neve e ghiaccio, decidiamo di traversare più bassi lungo delle placche poco proteggibili ma asciutte, la scelta si rivela corretta anche se il tiro presenta passi in libera non banali.

Da qua finalmente ci possiamo mettere gli scarponi e proseguire su terreno più facile fino in cresta e poi in vetta. Siamo in vetta alle 19, finalmente la salita è finita ma non perdiamo tempo, sappiamo che la via di discesa è lunga e complessa e la possibilità di arrivare stasera ai letti del rif. Boccalatte ci ravviva. Arriveremo a notte fonda, stanchi ma felici al rifugio Boccalatte.
 
Informazioni per la ripetizione:
Abbiamo scelto la strategia dormire nella cengia alla base della parete, arrivandoci dal Col de Hirondelles.
Per una ripetizione servono due serie di friends fino al giallo Camalot, un 3Camalot, 2 serie di microfriend, nuts e qualche chiodo per ogni eventualità.

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