KALYPSO, 600 m, M4/V - Up-Climbing

KALYPSO, 600 m, M4/V

Nuova via nella catena degli Sharphu (Nepal)

Silvia Loreggian e Stefano Ragazzo hanno aperto Kalypso, una nuova via sulla Sato Pyramide (6100 m).

La Sato Pyramide, così battezzata da Loreggian e Ragazzo per la sua forma aguzza, è un’anticima del del Sato Peak (6200 m). Entrambe le strutture fanno parte della catena degli Sharphu, situata nella valle del Kangchenjunga e ricca di cime inesplorate che raggiungono e superano i 6000 m di quota.

Avvicinamento in ambiente selvaggio. Foto coll. Loreggian/Ragazzo

 

Dopo un lungo avvicinamento svoltosi in parte su terreno selvaggio, senza sentieri o tracce, con la sola compagnia di alcuni yak e relativo “yak man”, i due alpinisti hanno raggiunto il luogo prescelto per il campo base: una valle raramente frequentata, visitata solo dai pastori in cerca di nuovi pascoli per le proprie bestie.

Da soli, senza l’aiuto di guide locali o portatori, Silvia Loreggian e Stefano Ragazzo hanno allestito campo base e campo base avanzato a quota 5380 m. In seguito hanno effettuato le prime ricognizioni dei versanti del Sato Peak per individuare una linea di salita.

Sato Pyramide. Foto coll. Loreggian/Ragazzo

 

«L’idea iniziale era quella di provare a scalare la parete nord ma una volta lì ci rendiamo conto che sarebbe stato impossibile, in quanto non c’era traccia di ghiaccio o neve pressata ma solo di neve non trasformata, cristalli sfaccettati che avevano la consistenza di piccoli granelli di zucchero e che ci facevano sprofondare da mezzo metro a un metro andando a toccare con i ramponi la roccia che stava sotto. Così dopo qualche tentativo decidiamo di riposare un paio di giorni e provare poi a salire lungo la cresta sud-est, decisamente più rocciosa e forse per questo più sicura».

Il 31 ottobre Silvia e Stefano superano il faticoso percorso di avvicinamento alla cresta, sprofondando in tanta neve inconsistente e sopportando temperature fino a -20°.

Arrampicata divertente sulla Sato Pyramide. Foto coll. Loreggian/Ragazzo

 

«Dopo qualche tentativo di attacco alla cresta, individuiamo il punto migliore dove salire ed inizia la scalata. Anche qui nei tratti più ripidi la neve non permette una salita agevole e cerchiamo sempre dei punti dove prevalga la roccia, anche se non sempre di qualità. La salita alterna tratti di roccia appoggiata dove procedere in conserva, a tratti più ripidi dove è richiesta invece una progressione a tiri».

«Tentiamo ripetutamente di testare la tenuta della neve nel versante nord che consentirebbe una progressione molto più veloce ma siamo sempre costretti a ricorrere alla roccia, dove riusciamo almeno a piazzare qualche friend o spuntone. L’arrampicata è varia e divertente, salvo qualche tratto di massi instabili e roccia marcia».

Dopo sei ore di viaggio in cresta i due alpinisti arrivano sull’anticima del Sato Peak, a quota 6100. Raggiungere la cima principale (6200 metri) purtroppo non è possibile a causa delle cattive condizioni della neve. L’ascensione quindi si conclude sull’anticima, che sarà battezzata Sato Pyramide. La discesa è stata fatta lungo la via di salita.

I due alpinisti in vetta. Foto coll. Loreggian/Ragazzo

 

Il racconto completo e tutte le foto dell’avventura di Silvia e Stefano si trovano qui.

MR. Informazioni e immagini di Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian.

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