KEVIN LINDLAU RIPETE ALETHEIA D16 - Up-Climbing

KEVIN LINDLAU RIPETE ALETHEIA D16

L’americano conferma il grado della via più dura alla Tana del Drago

Il 24 gennaio 2024 Kevin Lindlau ha ripetuto Aletheia alla Tana del Drago, falesia drytooling di Soccher (Ponte nelle Alpi, Belluno).

Matteo Pilon, autore della prima salita della via (vedere qui), racconta:

«Kevin si è preparato per mesi durante l’estate apposta per questo obiettivo, che gli avevo mostrato l’anno scorso. È venuto in Italia ed è stato qui alcune settimane per provare la via una prima volta. Allora ha chiuso Archè, D15+, che ne segna circa la metà».

L’americano è quindi tornato a casa per allenarsi in modo più specifico. Verso la fine di gennaio di quest’anno è tornato e finalmente ha chiuso il tiro completo, confermando il grado D16.

«È la prima volta che uno dei quattro D16 proposti viene confermato. Per un paio di giorni c’è stato qua anche Keenan Griscom che, pochi giorni dopo aver vinto il bronzo in Coppa del Mondo a Champagny, ha fatto la terza ripetizione di Archè».

Dopo la salita di Aletheia, Kevin ha dedicato la seconda settimana del suo viaggio in Italia a Parallel World D15+, nella grotta di Tomorrow’s World, che gli è riuscita proprio all’ultimo giorno. «Quella sera ho cucinato le pizze al forno per tutti ed è finita così l’avventura», conclude Matteo Pilon.

Il commento di Lindlau:

«Aletheia è di gran lunga la mia preferita tra le vie che ho avuto l’opportunità di scalare fino a oggi! Fornisce un nuovo stile di arrampicata, mescolando i movimenti dell’arrampicata moderna da competizione e dell’arrampicata tradizionale su tetto per creare un percorso super emozionante, che richiede allo scalatore di utilizzare una serie di tecniche diverse per superare questo enorme strapiombo! Questo stile di movimento obbliga all’uso sia degli yaniro che dell’arrampicata DTS, cosa molto rara per il drytooling all’aperto, rendendolo un percorso davvero unico e impegnativo. Penso che questo sia il futuro. Al momento è anche il percorso su tetto sostenuto più lungo al mondo, con il suo tetto di 65 metri che offre pochissime opportunità di riposo. Per questi fattori credo che questa via meriti il grado D16 che segna il passo successivo nel nostro sport. Sono entusiasta di vedere cosa penseranno gli altri man mano che la via verrà ripetuta in futuro e non vedo l’ora di vedere come evolverà il nostro sport».

 

In copertina: foto Kara Vogler

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