Pilastro nord-est del Tengkangpoche per Tom Livingstone e Matt Glenn - Up-Climbing

Pilastro nord-est del Tengkangpoche per Tom Livingstone e Matt Glenn

Tom Livingstone e Matt Glenn hanno realizzato la prima ascensione del Pilastro nord-est del Tengkangpoche (6487 m, Nepal).

I due sono usciti in vetta il 30 ottobre dopo sette giorni d’arrampicata. La via tracciata dai due è stata battezzata “Massive Attack”, è lunga 1400 metri e impone alcuni tratti in artificiale.

Per il momento non ci sono informazioni precise a proposito del grado di difficoltà attribuito all’itinerario. Questo il commento di Livingstone: «Non posso proporre un grado più elevato di quello che altri hanno suggerito e lo troverei comunque eccessivamente riduttivo. Posso solo dire che siamo molto contenti».

Il pilastro nord-est del Tengkangpoche faceva gola a molti ed era stato messo in cantiere dal canadese Quentin Roberts. Quest’ultimo aveva già tentato l’ascensione negli ultimi tre anni, prima con il finlandese Juho Knuuttila, poi con Jesse Huey (Stati Uniti). Nel 2019 Quentin e Juho sono arrivati a meno di 100 metri dalla sommità del pilastro ma sono stati respinti da una ripida placconata liscia, compatta e senza ghiaccio. Fino a quel punto le difficoltà incontrate dai due erano di M7, A3, 5.11. Livingstone e Glenn hanno evitato la placconata seguendo un sistema di fessure verso destra.

Sicuramente le precedenti incursioni di Quentin Roberts in parete hanno fornito a Tom Livingstone e Matt Glenn numerosi spunti per il successo. Ma non solo: sembra che i due abbiano utilizzato non solo le informazioni ma anche cibo, gas e materiali per l’arrampicata artificiale che Roberts aveva lasciato in parete in vista del prossimo tentativo (vedere qui un articolo sulla questione).

Tom Livingstone si è scusato per aver utilizzato i materiali senza chiedere il permesso (vedere il suo blog) ma, chiaramente, ormai i materiali non sono più là e, se Roberts vorrà tornare in parete, dovrà portarli di nuovo nello zaino.

Questo, unito al fatto che la sua cordata ha “soffiato” la via a quella di Roberts e Knuuttila, è un ottimo spunto per una polemica che farà divertire chi ama battagliare su questioni di etica nell’alpinismo.

MR. Fonti: vedere link citati nell’articolo.

 

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