Prigionieri dei sogni, Pizzo d'Eghen - Up-Climbing

Prigionieri dei sogni, Pizzo d’Eghen

Giovedì 19 luglio Matteo Piccardi con Adraino Selva ha realizzato la prima ripetizione in lbera della via Prigionieri dei Sogni al Pizzo d’Eghen (Gruppo delle Grigne), aperta dallo stesso Selva con Andrea Spandri nel 2005 e valutata 7c+ (7b obb.)/S4/IV

Si tratta di una placca verticale, compatta e perfetta di 300 metri, su una montagna tra le più isolate e solitarie, con avvicinamento lungo e laborioso.
Riceviamo e pubblichiamo il ruspante ma efficace e divertente resoconto pubblicato da Matteo Piccardi sul suo blog.
La relazione e le notizie sulla via si possono trovare sulla guida LARIO ROCK PARETI di Pietro Buzzoni e Eugenio Pesci, Versante Sud 2011, la cui copertina è dedicata proprio a questa via.
 
Con Adri era un po’ che se ne parlava anche se non abbiamo avuto tante occasioni di vederci in questi ultimi anni.
L’ultima volta che ci siamo legati ad una corda è stato il 24 agosto 2003…da allora non abbiamo più scalato insieme.
Adriano ha continuato la sua impressionante progressione, ed è diventato uno dei più forti scalatori lecchesi e non solo, io ho smesso di arrampicare per quattro lunghissimi anni…le nostre strade si sono separate fino all’altro giorno, (19/07/2012) quando forti dell’amicizia, che, a prescindere dal tempo che scorre, ci lega, siamo tornati a scalare insieme.
L’obbiettivo è ambiziosissimo per me; ripetere la via "Prigionieri dei Sogni" al Pizzo d’Eghen, aperta da Adriano con un socio d’eccezione, Andrea Spandri nel 2005 e liberata sempre da Adri nello stesso anno.
Dopo la RP di Adriano, nessuno è più passato in arrampicata libera su questo vertiginoso pilastro, ( non che ci fosse mai stata la coda all’ attacco ) ad esclusione di un tentativo nel 2006, poi l’oblio
…e ti credo; il marchio della premiata ditta Selva/Spandri, è garanzia di altissimo livello in arrampicata e grande distanza tra le protezioni.
Ad aggiungere pepe al tutto, l’avvicinamento quanto meno misterioso e "l’ambiente Eghen"…
Mercoledì sera rientro a casa, reduce da una scammellata lavorativa in quota, mi sento un po’ marcio e a onor del vero anche un poco teso per questa supervia…parlo un po’ con Ale delle mie paure e dei dubbi amletici che mi attanagliano…ovviamente lei mi dice…il dado ormai è tratto – si usa dire no?-piantala di fare l’asino e vai a preparare lo zaino.
Giovedì mattina ore 5, Adriano ed io ci vediamo al Bione e partiamo in direzione Valsassina.
Adri guida tranquillo e mi dice ghignando che oggi lui farà da cliente ( è guida alpina pure lui )… già mi preoccupo a palla…un “cliente” come Adriano è uno esigentissimo…e mi manda subito in ansiadaprestazione!!!
Prima sosta al bar di Michele a Introbio per il rituale caffe!
Proseguiamo fino al parcheggio prescelto, Adrianoski pianta l’auto in bello stile, scendiamo e come due indemoniati ci lanciamo su per la strada che poi porta al sentiero dell’ Eghen.
Passiamo le successive due orette a parlare di cazzate immani, non siamo cambiati di una virgola, tutto come prima, tutto ok.
Dopo un po’ di giri-in-giro e mezzacosta seguendo tracce di selvatici e dei loro nemici, arriviamo precisi all’ attacco dello zoccolo. ( se andavo con qualcun’ altro ero ancora là a vagare nel bosco )Il tanto temuto zoccolo dell’ Eghen, fila via che è una meraviglia, addomesticato quà e là da qualche corda fissa.
Mangiamo comodamente sulla cengia erbosa alla base della parete, ci raccontiamo ancora qualche puttanata di dimensioni colossali giusto per stemperare un po’ la mia tensione. ( che non è poca )Facciamo da bravi guidoni l’ultimo pezzo di avvicinamento a Prigionieri in conserva, assicurandoci vicendevolmente.
"Bon adesso è tutta tua" così Adri mi fa capire che è calata la bandiera verde è terminato il tempo per le cazzate…
Mi lego, infilo le scarpette, oggi ho portato quelle delle grandi occasioni..passo le corde al master…e…abbiamo perso il reverso!!!! puttanapanicopaura!! Adriano torna al punto di partenza sulla cengia, cerca disperatamente dove immagina possa essergli sfuggito stò aggeggio, ma niente… e mò? no problem! mi assicura alla "moda antica", mezzo barcaiolo e via andare!
Si parte!! Linko primo e secondo tiro 6b e 6c buoni per scaldarsi e prendere le misure, sul tratto di 6c mi rimane in mano un appiglio e opp che si decolla! va beh il mezzo vadadio!
Mi faccio calare in sosta e riparto questa volta senza intoppi!
Adri mi raggiunge, ci facciamo quattro risate e ricomincio a scalare, quà la difficoltà cambia marcia, questo è il primo tiro di 7b e a detta di Adrianoski abbastanza obbligato…mi preparo a riempire i pantaloni e invece tutto sembra andare benone…ma grazie ad un altro appiglio bastardo riprendo il volo e vai!! Mi calo in sosta, riparto e liquido anche questa lunghezza.
Siamo sotto al tiro chiave di 7c+, parto e provo a vista ma al 2 fix mi areno su di una pinza sporca e svasa. va beh provo il tiro fino in sosta e a parte l’uscita in catena tutto và alla grande; tribulo un po’ a trovare la metod ma poi scovo un paio di prensioni a sx e con un gioco di piedi risolvo il passaggio.
Il tiro è lungo 45 m quindi dalla sosta superiore devo fare una doppia fin da Adriano, preparo il tutto a modino e poi mi calo, pulendo gli appigli e segnando un paio di appoggi a scanso di equivoci…e calandomi mi dimentico che stiamo scalando con due mezze, cosi ripasso i rinvii in tutte e due le corde…della mia mega cazzata ce ne accorgiamo solo quando è il momento di recuperare la gialla!!!
Adri con grande spirito di sacrificio risale le corde e le libera dai rinvii…non ho parole tra tutt’e due abbiamo mezzo neurone funzionante…
Bon superato anche questo piccolissimo intoppo, son di nuovo legato e pronto per partire sul tiro;
questa volta il boulder iniziale lo supero senza problemi, e proseguo a balla fino al traverso dove c’è il chiave del tiro; decontraggo e vado deciso senza problemi.
Mi ritrovo ad un buon riposo che precede la sosta, ho chiaro in testa tutta la sequenza da eseguire, quà c’è un giro di piedi da non sbagliare altrimenti sono fritto…è che quando prendo l’appiglio che prima mi pareva buono, come un fulmine a ciel sereno mi monta una ghisa atroce nell’ avambraccio…puttana noooo!!
Sto sui piedi un po’ per miracolo, un po’ per disperazione, respiro, decontraggo il braccio e la testa, cerco di riprendere il controllo della situazione…riprovo…niente ancora ghiso…decontraggo ancora in equilibrio instabile, per un istante, una frazione di secondo,penso all’ultima protezione, sufficientemente lontana, ma poi ritorno in me e al mio problema dell’ avambraccio ghiso…non posso cadere!!
Ritrovo la concentrazione e quel briciolo di energia che mi permettono di fare il movimento ed agguantare l’appiglio risolutore e da li moschettonare la sosta!!!
Un urlo liberatorio scappa a me ma anche all’ Adri che da sotto ha vissuto tutte le emozioni in presa diretta! Puttana ce l’ho fatta!!!
Adri mi raggiunge in sosta, guardandolo scalare questo tiro mi rendo conto del suo grandissimo livello tecnico, e rimango affascinato dalla sua capacità di vedere, intuire e soprattutto salire una linea come questa.
Pacche su pacche, beviamo qualcosa e mangiucchiamo come due ebeti quel che ci capita in mano…
ma la salita è ancora lunga e i tiri a venire son solo "più facili" sulla carta; 6c da meditare, 7a+ duro, 7b, 6c, e infine 7b spaccacaviglie…
Galvanizzato dalla scalata, mi lancio all’ inseguimento del nostro sogno, ancora un attimo di antenne dritte in uscita del tiro di 6c con roccia delicatuccia e fix lunghetto.
Poi è un susseguirsi di passi obbligati bastardi, placche da urlo, e fix lunghi da cacarsi in bragha; infilo tutti i tiri a vista compreso l’ultimo che è un bel bastone chiodato decisamente lunghetto…
Alle 16.47 sbuchiamo all’ ultima sosta in cima al pilastro dell’ Eghen,io incredulo ed euforico, Adry felicissimo e orgoglioso del suo capolavoro!!!
Sotto ai piedi un sogno cullato per anni, dentro di noi una giornata dal sapore unico ed inconfondibile, una giornata in cui abbiamo vissuto, sognato, lottato, ma soprattutto una giornata vissuta all’insegna del bene più grande, vissuta all’ insegna della nostra amicizia.
E poi via giù in doppia per questa vertigine di 300 m, Adry con il freno moschettone io con un altro aggeggio…alle 18 siamo con i piedi in cengia, ritorniamo agli zaini per poi scendere lo zoccolo; sto risalendo l’ultimo tratto quando all’ improvviso l’occhio viene attratto da un qualcosa di verde in mezzo all’erba, ma di un verde metallico…il reverso dell’ Adri!!!!
A conclusione di una giornata perfetta! telefoniamo alle nostre rispettive mogli e le invitiamo a cena…e soprattutto a bere!!
 
 

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