Prima traversata completa del Catinaccio - Up-Climbing

Prima traversata completa del Catinaccio

Simon Gietl ha realizzato, in solitaria e in inverno, la prima traversata completa del Catinaccio/Rosengarten (Dolomiti).

Simon è partito dal Passo di Costalunga/Karerpass, al limite sud della catena, e ha percorso la linea di cresta principale, toccando tutte le cime più o meno importanti, per un totale di quasi 5000 metri di dislivello. Non solo Roda di Vaèl/Rotwand, Cima Catinaccio/Rosengartenspitze, Torri del Vajolet quindi, ma anche alcune strutture meno celebri che però contribuiscono a comporre l’evidente linea d’orizzonte. Il punto d’arrivo è stato Malga Ciamin/Tschaminschwaige (Lavina Bianca/Weisslahn, BZ).

Di seguito una mini intervista a Simon.

Per realizzare questa traversata hai collegato parti di vie già tracciate?

Il 95% del percorso che ho seguito coincide con sezioni di vie preesistenti, il 5% è probabilmente nuovo: non ho trovato informazioni né tracce di passaggio o materiale sul posto.

Hai raggiunto tutte le cime principali della catena?

Non conosco bene il Rosengarten, anche se ho sempre ammirato il profilo di queste cime. Per questo ho chiesto al mio amico Egon Resch (guida alpina locale) di individuare le più importanti, quelle che non potevano essere escluse dalla traversata. Le ho scalate tutte, anche se sono così tante che non le ho contate e al momento non riesco nemmeno a elencarle!

Quali sono le difficoltà massime che hai incontrato?

VI su roccia e M4/M5.

Quanto tempo per la traversata completa?

Tre giorni con due bivacchi. Non ho preparato depositi di materiale lungo il percorso e non ho ricevuto supporto esterno. Nello zaino avevo messo il necessario per essere autonomo quattro giorni e tre bivacchi. Pesava diciotto chili!

Sei salito slegato o in autosicura?

Per lo più slegato. Nello zaino avevo una mezza da 8 mm. Sulle sezioni più dure ho utilizzato questo metodo: lasciavo lo zaino alla base del tiro e salivo portando solo la corda. Alla fine della difficoltà facevo sosta, mi calavo e recuperavo lo zaino. Quindi non mi sono mai veramente assicurato, ma ho fatto in modo di scalare leggero sui passaggi più difficili, dato che lo zaino era pesantissimo! Ho utilizzato questo metodo circa dodici volte su tutta la traversata.

La solitaria faceva parte del progetto fin dall’inizio?

No, all’inizio dovevamo essere in tre: Egon, Daniel Haböck e io. Abbiamo fatto insieme un primo tentativo che però si è concluso con un piccolo incidente: Egon si è fatto male a una mano. Dato che la guarigione avrebbe richiesto un po’ di tempo, ha detto a me e Daniel di ritentare senza di lui. Daniel però aveva poco tempo e non era convinto di riuscire solo in due. Così alla fine sono andato da solo.

 

MR. Informazioni e immagini di Simon Gietl.

Condividi: