Torre Egger parete Ovest - Up-Climbing

Torre Egger parete Ovest

Tomas Franchini, Paolo Grisa, Ermanno Salvaterra e Francesco Salvaterra hanno compiuto un audace tentativo sulla parete ovest della Torre Egger, provando a passare per il cuore della parete, dritto al centro. Saliti in stile capsula, hanno trascorso 11 giorni in parete.
Malgrado il meteo orribile, hanno salito circa 2/3 di parete, proseguendo per quella linea tentata da Nadali, Dal Prà e Sarchi nel 1996.
I dati sono ancora da definire; appena avremmo informazioni più dettagliate le riporteremo perché con questa salita, anche se non conclusa, si è aggiunto un tassello fondamentale a quella che sarà probabilmente una delle conquiste più importanti di tutta la storia dell’alpinismo.
La sfida con la Ovest della Egger ha radici lontane ed è una storia che ancora deve vedere un lieto fine. E’ una storia fatta di ritiri e di morte, una storia di sogni infranti.
Nel 1986 ci fu il primo tentativo da parte di alcuni alpinisti di Valmadrera: Gianbattista Crimella, Maurizio Maggi, Domenico Chindamo, Paolo Crippa, Gianbattista Villa e Paolo Cesena, che dopo 150 metri si ritirano.
Pochi anni dopo, nel novembre 1989, Maurizio Maggi e Paolo Crippa ritornano; con loro c’è anche Eliana De Zordo. Ad inizio anno, era il 1990, Moggi rientra i Italia ma Paolo ed Eliana proseguono nel tentativo. Il 7 del mese partono da El Chalten ma a fine mese i biglietti del rientro non vengono ritirati. Maurizio Maggi, Luca De Zordo, fratello di Eliana con Casimiro Ferrari, Mariolino Conti e Dario Spreafico partono per capire cosa sia successo. Trovano i corpi nella crepaccia terminale ed il loro recupero risulta oltretutto impossibile.
Nel novembre del 1992, sulla stessa via, sono Maurizio Giarolli, Andrea Sarchi e Odoardo Ravizza a tentare la salita. 200 metri dall’attacco trovano lo zaino di Paolo Crippa, appeso ad un moschettone. Raggiungono il colle che prenderà il nome di Colle dei Falchetti ma a causa del maltempo non raggiungono la cima Herron. La via è dedicata a Paolo ed Eliana e prende il nome di Gracias alla Vida.
Nel 1996 sono Lorenzo Nadali, Pietro Dal Prà ed Andrea Sarchi a provarci e senza compromessi: si deve passare per il cuore della parete. Ma dopo pochi tiri di corda rinunciano.
Nel 1997 Ermanno Salvaterra e Adriano Cavallaro tentano una linea più a sinistra rispetto alla Nadali, Dal Prà, Sarchi ma dopo soli 300 metri abbandonano per le scariche di sassi.
Nel 1999, ancora Ermanno Salvaterra e Mauro Giovanazzi aprono in condizioni assurde la via Gioconda alla Punta Herron, impiegandoci 10 giorni. Raggiunto il Colle dei Falchetti dove il maltempo ancora una volta li costringere a rientrare.
In tre spedizioni, tra il 2011 ed il 2013, i Ragni di Lecco Matteo Della Bordella, Matteo Bernasconi e Luca Schiera, passando sempre per il grande sistema di diedri, aprono Notti Magiche e arrivano in Vetta alla Torre Egger. Saranno solo Della Bordella e Schiera a giungerci poiché Bernasconi deve rientrare anticipatamente. E’ la prima volta che una cordata riesce ad arrivare in vetta alla Torre Egger dalla Parete Ovest.

Il cuore della Ovest, lentamente, spedizione dopo spedizione, si sta lasciando tagliare. Tomas, Poalo, Ermanno e Francesco hanno dato una “bella botta” a questo zoccolo duro che sta resistendo oltre misura. Si arriverà ad una conclusione? Ancora presto per dirlo. Lo sviluppo di una possibile linea raggiunto con questa spedizione è stato incredibile ma ogni metro della Ovest della Egger è veramente un metro di più verso l’ignoto perché poche altre pareti al mondo sono tanto pericolose e complesse, sia tecnicamente che dal punto di vista climatico.
Tante spedizioni. Tanti alpinisti di calibro mondiale. La Ovest è ancora là.

Nell’immagine, gentilmente concessa da PATAclimb.com, come ci ha confermato lo stesso Rolando Garibotti la linea è stata tracciata dallo stesso Ermanno e riproduce fedelmente il percoso ed il punto massimo raggiunto.


fonte
pataclimb.com

alpinesketches.wordpress.com
matteobernasconi.com


















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