28 Mag OBIETTIVO K7 PARETE EST PER DELLA BORDELLA, DUCOLI, GRASSO E MAURI
Matteo Della Bordella, Giacomo Mauri, Luca Ducoli e Mirco Grasso uniscono le forze in Pakistan per aprire un nuovo, ambizioso itinerario sulla Parete Est Del K7 Main (6.934 metri) nella Valle di Charakusa.
È ufficialmente partita la spedizione che vedrà quattro dei nomi più interessanti dell’alpinismo italiano contemporaneo uniti verso un obiettivo di altissimo livello. Matteo Della Bordella e Giacomo Mauri (Ragni di Lecco), insieme a Mirco Grasso (alpinista veneto) e a Luca Ducoli (membro della prima edizione del CAI Eagle Team), sono volati in Pakistan con l’ambizioso progetto di tracciare una nuova via sul pilastro est del K7 Main (6.934 metri). Il progetto, che gode del prestigioso patrocinio del Club Alpino Italiano (CAI), terrà il team impegnato sul campo fino al prossimo 15 luglio. L’itinerario della spedizione prevede l’arrivo a Islamabad e il successivo trasferimento a Skardu, l’ultimo avamposto prima di addentrarsi nella spettacolare e selvaggia Valle di Charakusa. Da lì, i quattro alpinisti affronteranno un trekking di tre giorni per stabilire il campo base. Una volta montate le tende, inizierà la vera e propria partita con la montagna: il team ha stimato una finestra di circa 35-40 giorni da dedicare interamente alla fase di acclimatamento e ai tentativi decisivi sulla parete est.
Il K7 non è una montagna qualsiasi; rappresenta un vero e proprio tempio per l’alpinismo esplorativo moderno. Con i suoi 6.934 metri di quota, la cima principale offre un terreno d’avventura straordinariamente severo, caratterizzato da elevate difficoltà tecniche che fondono roccia, ghiaccio e misto d’alta quota. La storia di questa montagna è legata a doppio filo con alcune delle pagine più belle degli ultimi quarant’anni di alpinismo: dalla prima ascensione assoluta, firmata da una spedizione giapponese nel 1984, alla leggendaria salita in solitaria e in stile alpino operata da Steve House nel 2004, fino all’epica via aperta sulla parete est nel 2012 da Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak.
Per Matteo Della Bordella si tratta di un progetto accarezzato e immaginato per anni, preparato meticolosamente attraverso una serie di salite di altissimo livello tecnico completate negli ultimi mesi sulle Alpi. E i compagni scelti per questa avventura non sono certo una sorpresa, ma il frutto di un’affinità di cordata collaudata sui terreni più severi del Monte Bianco. Negli ultimi mesi, infatti, questo gruppo ha messo a segno realizzazioni di rilievo come la Via “Mutante” (M8, 6c, AI4+, 520 m), una nuova linea aperta sulla parete sud delle Petites Jorasses da Della Bordella, Grasso e Mauri. A questo si aggiungono la prima ripetizione della via “Elios & Super Elios” sulla parete sud-est della Tour des Jorasses, effettuata da Della Bordella insieme a Tommaso Vection, e lo straordinario concatenamento di Divine Providence e del Pilone Centrale del Frêney sul Monte Bianco, completato in velocità dal trio Grasso, Ducoli e Mauri.
Questi exploit dimostrano che il team non solo ha il livello tecnico necessario per affrontare l’inviolato pilastro est del K7, ma possiede anche quel feeling e quella velocità di movimento indispensabili quando si decide di scalare in stile pulito sulle montagne più difficili del pianeta.
Foto di anteprima: Il team italiano in partenza per il Pakistan, fonte: archivio Matteo Della Bordella
Alessandra Prato

