SALE TEMPS POUR LES VIEUX, ED+, 250 m - Up-Climbing

SALE TEMPS POUR LES VIEUX, ED+, 250 m

Nuova via sulla Pointe de Tierce

Sylvain Thiabaud e Mathieu Brignon hanno tracciato Sale temps pour les vieux, una nuova linea di misto e dry sulla Pointe de Tierce (Haute-Maurienne, Francia).

Sale temps pour les vieux affronta direttamente le due grandi bastionate rocciose sovrastanti il canale che ospita la ben nota Goulotte Grassi. Qui gli stessi Thiabaud e Brignon avevano già tracciato una linea (Bal masqué, 2021), ma una linea di fessure che incide la seconda bastionata come un “colpo di cutter” ha attirato la loro attenzione e li ha spinti a ritornare. Di seguito il racconto di Sylvain Thiabaud.

«Inizio dicembre 2025, Bessans, terra di freddo e sciatori in calzamaglia. Fa un freddo cane, circa -15°C. Sembra perfetto, non abbiamo previsto di passare meno di due ore a ogni sosta… partiamo carichi come muli: friend, chiodi, spit, trapano e qualche batteria di ricambio per questo freddo. Risaliamo il conoide fino alla bella candela d’inizio della Goulotte Grassi. Abbiamo così tanto materiale che siamo costretti a parancarlo. C’è stato un soccorso il giorno prima sulla Grassi, per cui ci sono le tracce e non affondiamo troppo. Scaliamo sette tiri per raggiungere la base della seconda bastionata. Non so perché, ma abbiamo pensato di iniziare con la seconda bastionata, almeno quella sarebbe fatta! Ah sì, me lo ricordo! Il “colpo di cutter” che ci attraeva è sulla seconda bastionata. Non abbiamo guardato tanto la prima, ma troveremo qualcosa!».

«Matt parte. Una prima sezione ripida prima che la parete inizi a strapiombare, lentamente ma inesorabilmente. Eccolo lì, agganciato a una piccozza, a piantare il primo spit. Pochi gelidi minuti dopo è in sosta e sono contento di partire e scaldarmi. L’ambiente sul tiro successivo è… diverso. È davvero strapiombante! Un primo salto su roccia friabile si passa bene, poi un secondo bombé mi fa tornare indietro di diversi metri. Non ho mai aperto o scalato una linea così verticale in inverno, l’atmosfera è pazzesca! Proseguiamo lungo questo “colpo di cutter” fino a una nicchia provvidenziale. Una sosta da cinque stelle! Matt si prende una bella bastonata sullo strapiombo, poi libera la seconda parte. Inizia a risalire il diedro strapiombante che segue. Alla fine la salita si svolge principalmente sul lato destro del diedro e ci porta in piena esposizione sulla prua. È davvero ripida e ci sono delle fessure, fantastico! Dopo aver aspettato veramente troppo a lungo in sosta, mi lancio a mia volta sul tiro e arrivo in sosta esploso, le dita congelate, le braccia come gelatina. Il resto della salita procede bene fino alla sosta, dove tiriamo fuori le frontali. Ci resta un tiro per uscire e non ci rimangono molti spit. Non è tanto difficile, ma nemmeno facile: M5 circa. Fine del ballo, ce ne andiamo. Siamo troppo contenti di aver scalato questa bastionata, ci restano ancora alcune calate per scendere lungo Bal Masqué e tornare belli stanchi a casa. È davvero fantastico, dobbiamo trovare una prima parte originale, se possibile, per la prima bastionata».

«Torniamo al 3 gennaio 2026. Stesso posto, stessa atmosfera: fa sempre così freddo qui! Carichi come muli, stesso percorso dell’ultima volta. Anzi no, c’è una piccola differenza: le condizioni della neve non sono ottime, con il vento degli ultimi giorni. Non siamo molto entusiasti di risalire la Grassi per raggiungere la prima bastionata: saliamo tra gli alberi e le fasce rocciose appena a sinistra. Una volta sul risalto strapiombante, non c’è molto di cui preoccuparsi… È il mio turno di attaccare. Qui niente “colpo di cutter”, sicuramente dovremo farci strada in funzione delle prese e delle protezioni disponibili. Dopo qualche metro di arrampicata, un bel placage facilita la progressione e riesco perfino a mettere una protezione: viva le viti da 7 cm! Parto sullo strapiombo, il trapano ronza. Questo blocco incastrato sembra tenere, gli do un bel colpo per testarlo, nessun problema, chiudo il braccio e, mentre guardo più in alto per cercare un incastro di lama, BAM! Il blocco decide di staccarsi… un bel volo di 8 metri, per fortuna in grande strapiombo. Trovo un’altra bella nicchia per la sosta (come tutte le soste della via, in realtà!). Matt mi raggiunge, facendo involontariamente ancora un po’ di pulizia, e riparte a sua volta, scalando all’inizio su roccia che suona un po’ a vuoto, poi su una placca con percorso tortuoso. Dopo aver passato un bel po’ in sosta (gli apritori capiranno), con ogni sorta di pensiero che mi attraversava la mente, finalmente parto e posso scaldarmi. Ben presto sono surriscaldato e molto contento di chiudere questo tiro. È il mio turno di salire da primo. Matt aveva adocchiando un diedro sommitale che sembrava davvero bello da scalare, ma sfortunatamente è inaccessibile. La linea di prese mi porta verso destra, fuori dalla bastionata. Pazienza per il diedro, è comunque un percorso di classe e si scala in libera, questo è ciò che conta! Un ultimo tiro per raggiungere la sosta di calata su albero di Bal Masqué e poi è il momento della discesa. Attenzione a tutti gli appassionati di calate in corda doppia in piena esposizione: questa è una vera chicca, soprattutto perché di solito si fa di notte…».

«Sono molto felice di aver scalato di nuovo insieme a Matt e di aver svelato una bellissima nuova linea in Maurienne! Avviso appassionati di drytooling: la prima salita in libera è ancora da fare».

Linea generale della via (in giallo). In nero la Grassi, in bianco Bal masqué

 

Haute-Maurienne, Alpi Graie (Savoia)
Pointe de Tierce 2973 m, versante nord-ovest
Sale temps pour les vieux
Mathieu Brignon, Sylvain Thiabaud, dicembre-gennaio 2026
250 m, ED+, M8+ (da confermare)

Materiale: classico da ghiaccio e misto, due corde da 60 m, due viti corte, serie di friend (da micro a 3), nut, 10 rinvii, attrezzatura per abalakov.

Accesso: dal centro dello sci di fondo di Bessans come per la classica Goulotte Grassi (Gian Carlo Grassi, Jean-Noël Roche, anni ‘80). Percorrere i primi due/tre tiri di tale goulotte (breve candela e pendio nevoso) fino alla base della prima bastionata rocciosa compatta che si eleva al di sopra della stessa. Lasciare a destra la Grassi (4° tiro, “placage”) e affrontare direttamente la bastionata rocciosa.

Relazione: vedere immagini.

Discesa: in doppia lungo la vicina Bal masqué. Dalla sommità della bastionata superiore: prima calata da albero, seconda calata da sosta a spit, spostamento con risalita per raggiungere la cima della prima bastionata, terza calata da albero (calata a pendolo di 50 m, grande esposizione, puntare alla Goulotte Grassi), quarta calata da sosta a spit, quinta da clessidra a 50 m sulla sinistra orografica, infine sesta e settima calata da abalakov.

Alla fine della via è anche possibile raggiungere la Goulotte Grassi e seguirla fino in cima, per poi scendere a piedi. Se si sceglie questa opzione, valutare le condizioni generali del manto nevoso, della Goulotte Grassi e del percorso di discesa e prevedere un maggior numero di viti da ghiaccio.

Gli apritori ringraziano PETZL e RAB

Immagini: coll. Thiabaud-Brignon. Schemi della via: Mathieu Brignon

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Condividi: