CLIMBING SPOT: ARCHITETTURA GIALLA - Up-Climbing

CLIMBING SPOT: ARCHITETTURA GIALLA

La delicata “costruzione” di Grill, Holzer e Kluckner sulla Punta Emma (Catinaccio)

Architettura gialla è un itinerario tracciato da Heinz Grill, Barbara Holzer e Florian Kluckner sullo strapiombante versante est di Punta Emma, in Catinaccio (Dolomiti).

Cosa nasce prima? L’idea di una via nella mente dell’uomo, oppure la via esiste già come disegnata sulla roccia, sulla montagna? Secondo la concezione filosofica di Heinz Grill, che vive l’arrampicata e l’alpinismo con un approccio profondamente spirituale, l’idea nasce innanzitutto nello spirito umano. Se l’idea è “giusta”, ovvero in armonia con la montagna e il suo contesto ambientale e culturale, la montagna stessa si aprirà all’idea, permettendone la realizzazione.

Architettura gialla è un esempio di questa concezione. Nel libro Dolomiti 53 itinerari raccontati, a presentazione della via, si legge: «Una via di arrampicata è come una specie di opera architettonica e artistica, deve arricchire la montagna e non denaturarla in nessun modo. Idealmente, il tracciato dovrebbe inserirsi nelle strutture esistenti e utilizzare i punti più deboli della parete. Ma si può ancora trovare un tracciato arrampicabile sulla Punta Emma, in questa zona gialla e a strapiombo? Come la costruzione di un bell’edificio richiede molta fantasia, se non si vuole che questo snaturi il paesaggio e la cultura locale, allo stesso modo l’apertura di una via richiede un grande sforzo creativo, messo poi in pratica con azioni delicate».

L’itinerario, tracciato in stile alpinistico, nel rispetto della tradizione locale, impone solo due passaggi in artificiale. Secondo Grill è molto consigliabile, ben raggiungibile, con un percorso di discesa relativamente rapido. L’itinerario “scorre bene” tra gli strapiombi, senza forzature, alla ricerca delle zonte “deboli”, favorevoli all’arrampicata. Grill afferma, nell’intervista a Climbing Radio: «Penso che questa via, Architettura gialla, sia ottima: ci sono fessure, strapiombi, traversi; ci sono belle forme nel giallo e tre tiri nelle placche grigie all’inizio».

Gruppo del Catinaccio, Dolomiti (Trentino Alto-Adige)
Punta Emma 2617 m, versante est
Architettura gialla
Heinz Grill, Barbara Holzer, Florian Kluckner, giugno 2018
300 m + 100 m facili per l’uscita in vetta. VI+, due passaggi A1

Materiale: classico da roccia. Le soste sono attrezzare su spit con anelli o clessidre; le protezioni intermedie consistono di 2 spit, numerose clessidre nelle placche della parte bassa e una quantità sufficiente di chiodi. Per una maggiore protezione si consiglia una serie di friend.

Avvicinamento: da Vigo di Fassa salire al Rifugio Gardeccia (è possibile salire in seggiovia fino al Rifugio Ciampedie, quindi a piedi al Rigugio Gardeccia in 30-40 min). Dirigersi quindi al Rifugio Vajolet (ca. 1 h). Dal rifugio salire di poco e traversare sulla sinistra sotto la Punta Emma sulle tracce di un sentiero fino alla vistosa rampa inclinata (10 min).

Relazione: vedere immagini. Tempo di salita: 4-5 h.

Discesa: dalla vetta segire gli ometti di pietra e il crinale, poi scendere arrampicando verso nord (I-II) fino al punto dove è possibile calarsi in doppia per 25 m. Seguire il canalone e lasciarlo sulla sinistra (rispetto al senso della discesa) per raggiungere il sentiero proveniente dal Rifugio Re Alberto I. Tramite questo sentiero tornare a valle. Tempo di discesa: 1 h 30 min.

Relazioni e immagini tratte da Dolomiti 53 itinerari raccontati, ed. Versante Sud

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
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