16 Apr CLIMBING SPOT: PUNTA GIRADILI, VIA CRYSALIS
Una linea “possibile” su una delle pareti più iconiche del Mediterraneo
Nel mese di dicembre 2022, una nuova linea è stata completata sull’iconica parete della Punta Giradili, in Sardegna: la via Crysalis.
Aperta e attrezzata da Davide Lagomarsino con gli amici Alviero Garau e Stefano Lentis, la via Crysalis si caratterizza per una difficoltà non “estrema”, pur restando esigente dal punto di vista del contesto ambientale, della lunghezza e della severità del grado.
L’itinerario è ben attrezzato e, secondo l’apritore, è ideale per chi scala bene, con continuità, sul 6a+/6b. I periodi consigliati per affrontarla sono fine settembre-fine novembre oppure metà marzo-fine maggio.

Traverso di L11
“Un viaggio nella natura che può essere fatto anche in un week end per godersi appieno lo spettacolare panorama. Una via sempre ben protetta di cui, volendo, si può salire solo il primo risalto fino alla cengia, con rientro in 6 doppie alla base e l’ultima spettacolare doppia di 60 m in pieno vuoto, andando a toccare terra proprio con gli ultimi metri di corda”.
Punta Giradili, parete sud-est
Crysalis
Davide Lagomarsino, Alviero Garau, Stefano Lentis. Completata il 18 dicembre 2022
550 m, 16 tiri, S1+; 7a+ max o 6a+/A0 (6a+ obbl)
Materiale
Interamente attrezzata a fix inox 316L. Portare 15 rinvii e mezze corde da 60 metri. Per chi ama integrare, anche se non indispensabili, portare una serie di friend (#0.4 #0.75 #1 – #2).
Accesso
Per scalare solamente primo risalto si consiglia di lasciare la macchina a Pedralonga e seguire il sentiero del Selvaggio Blu fino alla cengia mediana del Giradili (ore 1). In caso di ripetizione integrale, parcheggiare all’ovile Us Piggius e scendere alla base della parete (40 minuti). L’attacco si trova a circa 15 metri a destra della via The old days, all’estrema destra della parete sud. Subito dopo aver lasciato il sentiero principale della cengia mediana, si arriva all’attacco di Crysalis in 3 minuti (nome alla base).
Relazione
L1: 5c, 35m. Dall’attacco via salire un breve muro grigio ben lavorato per circa due metri, da lì piegare decisamente verso destra a prendere un muro verticale che porta a una piccola cengia. Continuare dritti per una placca di roccia lavoratissima fino all’inizio di un facile diedro che permette di raggiungere una placca sotto degli strapiombi e la sosta.
L2: 6b, 35m. Effettuare un traverso tecnico di circa 8 m, dopodiché il tiro sale un muretto verticale e una placca lavorata che porta ad un piccolo terrazzino vicino a una pianta dove si sosta.
L3: 7a+ / A0, 25m. Dopo un primo tratto facile il tiro si fa molto più impegnativo, con una prima sezione su roccia verticale a piccole concrezioni, per poi impennarsi e diventare leggermente strapiombante. Usciti dallo strapiombo si raggiungere facilmente la sosta.
L4: 6a, 30m. Superare un muretto verticale e seguire il diedro grigio lavoratissimo fino a una cengia. Attaccare il muro a buchi soprastante fino alla sosta.
L5: 6b, 35m. Traversare in obliquo su placca abbattuta fino alla base di un muro grigio. Risalirlo dritti superando la sua parte più verticale. Alla fine del primo risalto traversare leggermente a destra fino all’attacco di un muro grigio da affrontare direttamente fino a raggiungere una la sosta.
L6: 6a, 35m. Risalire per circa 3 metri sopra L5 fino ad arrivare con i piedi sopra uno sperone, traversare con decisione a sinistra e risalire un muretto verticale fessurato fino ad un grande albero, di lì salire su un muro a buchi verso destra fino alla placca verticale e al successivo facile diedro che porta in sosta.
L7: 6a, 25m. Salire dei risalti prima verticali poi abbattuti fino alla base di un muro grigio. Vincerlo risalendo su splendide concrezioni fin sotto un albero da dove, con traverso delicato a destra, si raggiunge la sosta sulla cengia mediana di Punta Giradili. Dalla sosta di L7 uscire in cengia seguendo le tracce e gli ometti che conducono all’attacco della seconda parte (nome della via alla base di L8).

L8: 6a+, 35m. Seguire una serie di salti di roccia grigia e affrontare una placca a buchi e tacche, sempre dritti ci si ritrova di fronte a un muretto verticale ben appigliato che conduce alla placca di una decina di metri sopra la quale si trova la sosta.
L9: 6a, 20m. Proseguire verticalmente in placca e poi piegare a destra su diedro, risalirlo fino alla fine e poi tendere decisamente a sinistra sotto un piccolo muro bombato che si affronta direttamente per poi traversare verso sinistra. Arrivati ad una fessura obliqua molto grande riprendere a salire verticalmente fino alla sosta.
L10: 6b+, 30m. Alzarsi su splendide tacche e gocce fino a raggiungere un muro verticale tecnico, risalirlo fino alla sommità che termina come la punta di un pilastro grigio, affrontare una fessura verso sinistra per circa 4 m e la successiva placca che conduce al caratteristico arco e alla sosta.
L11: 6a, 27m (Il pendolo) – Si segue in discesa il filo del caratteristico arco verso sinistra, per poi iniziare a salire il lato opposto dell’arco lungo splendide fessure superate le quali, per balzi di roccia, si raggiunge lo spuntone staccato dalla parete principale dove di trova la sosta.
L12: 6a, 37m. (La Tormenta) Il tiro prende il nome dal fatto di essere stato attrezzato in condizioni patagoniche… Risalire il diedro fessurato per poi proseguire su una rampa grigia in obliquo fino a un terrazzino. Ristabilirsi seguendo una fessura verticale su un tratto di roccia non perfetta fino al terrazzino superiore dove incomincia un aereo e sottile pilastro che conduce con una placca a buchi verticale a un piccolo terrazzino dove si sosta.
L13: 4, 20m. Salire verticalmente seguendo una placca abbattuta. Piegare a destra fino alla base di un breve muretto verticale fino in sosta.
L14: 4, 60m. Salire in verticale fino a una terrazza, piegare a destra aggirando il pilastro seguire sempre il filo della cresta (qualche fix messo giusto per non perdersi). Raggiungere la sosta in una nicchia alla base di un canale di rocce compatte.
L15: 5c, 30m. Salire il canale e uscirne alla fine a sinistra. Affrontare i due muri di ottima roccia fino ad arrivare in sosta.
L16: 4, 30m. Per facili balze si raggiunge l’ultimo fix della via posto su un masso di roccia grigia. Libro della via alla base.
Discesa
Possibile in doppia sulla via se ci si ferma a L7. Altrimenti a piedi dalla vetta, su percorso escursionistico poco segnalato. Una mappa della discesa, disegnata dall’apritore, si trova nel libro di via: basta fare una foto e seguirla.
Informazioni e immagini tratte da UP CLIMBING 30. Foto archivio D. Lagomarsino e R. Felderer.

