CLIMBING SPOT: SCOGLIO DI MROZ - Up-Climbing

CLIMBING SPOT: SCOGLIO DI MROZ

Storica struttura di bassa quota nel Vallone di Piantonetto

Lo Scoglio di Mroz è una piramide rossastra che spicca sulla destra orografica del Vallone di Piantonetto.

Schema delle vie da Valle dell’Orco

Il nome della struttura si riferisce al forte alpinista polacco Andrzej Mróz, deceduto sul Monte Bianco.

Lo Scoglio è una delle prime strutture di bassa quota esplorate in zona per l’arrampicata moderna. Vi sono stati tracciati numerosi itinerari in fessura su gradi relativamente accessibili. Si scala utilizzando protezioni veloci, anche se alcune vie sono almeno parzialmente attrezzate con spit o chiodi. L’ambiente, lo stile di arrampicata e l’estetica della parete ricordano l’alta montagna. Una possibilità interessante per chi desidera allontanarsi dalle zone più battute della Valle Orco.

Il periodo adatto all’arrampicata va dalla primavera all’autunno, evitando le giornate estive più calde.

ACCESSO

Da Rosone, in frazione di Locana, svoltare a destra in direzione di San Lorenzo (vallone di Piantonetto). Superata la frazione San Giacomo, proseguire lungo la strada per il Lago di Teleccio per 2,5 km e, dopo due tornanti, individuare un bivio sulla sinistra che conduce alla stazione di una teleferica di servizio. Parcheggiare senza intralciare il passaggio (se non ci fosse spazio, cercare posto sulla strada principale).

Dalla stazione della teleferica salire a zig-zag tra i valli di contenimento del pendio, seguendo alcuni ometti e bolli rossi e una ripida traccia nel bosco. Presso un larice caduto, da scavalcare, la traccia si sposta a sinistra verso il canale. Proseguire dritti lungo la pietraia, a destra del canale, seguendo ancora radi ometti e bolli rossi. Prima di arrivare al grande masso che chiude il canale, individuare due ometti sulla destra, all’inizio del fitto bosco. Salire grazie a una corda fissa e, con un ampio semicerchio da destra a sinistra, accedere a un piccolo sperone erboso dove si incontra una seconda corda. Puntare direttamente alla parete, arrivando ad alcuni saltini di roccia, corti ma ripidi. Superare un gradino grazie a una terza corda fissa e, con un arco a sinistra, arrivare alla base della parete (45’).

LE VIE

1 Via dei biellesi. Gianni Lanza, Cesare Gariazzo, Marco Swarzemberg, Luca Formagnana, luglio 1987. Sviluppo: 250m. Difficoltà: ED, 6b+/A3.

Via poco ripetuta a causa della vegetazione che intasa le fessure.

Via Gogna. Foto S. Dalla Gasperina

2 Machetto. Carmelo Di Pietro, Alessandro Gogna, Guido Machetto, Miller Rava, ottobre 1972. Sviluppo: 250m (8L). Difficoltà: 6c (top rope) (obbl. 5b/A1) R2/II. Materiale: portare 2 serie di friend fino al 3, nut, rinvii, 2 corde da 60m, eventualmente qualche chiodo.

È stata la prima via aperta in Valle Orco su una struttura di bassa quota, anticipando di qualche giorno la prima salita di Tempi Moderni. Via raramente ripetuta a causa della vegetazione che intasa le fessure a eccezione delle ultime tre lunghezze, che possono essere raggiunte dalle vie vicine, con una doppia di 25m.

Discesa: come per le altre vie.

3 L’importante è esagerare. Maurizo Oviglia e Patrick Minotti, dal basso (primi 2 tiri Oviglia in solitaria), 29 luglio e 5 agosto 1998. Sviluppo: 150m (5L). Difficoltà: 6c (obbl. 6b+) R1/S1/II. Materiale: portare una serie di friend fino al n. 3, rinvii, 2 corde da 60m o una intera corda da 70m.

Via quasi completamente attrezzata a fix, su una roccia molto lavorata che regala una splendida arrampicata. La via attacca a sinistra della Gogna per un’evidente fessura.

Discesa: lungo la via di salita o lungo la Gogna.

4 Gogna o della torre staccata. Leo Cerruti, Alessandro Gogna, 10 giugno 1973. Sviluppo: 160m (8L, le prime molto corte, si possono unire). Difficoltà: 6a+ (obbl. 5c) R1/II. Materiale: sulla via qualche chiodo normale, soste a fix con catena, portare una serie di friend fino al 3, può essere utile il 4, nut, rinvii, 2 corde da 60m o una da 80m.

Una delle più belle vie della Valle Orco, con una grande varietà di passaggi in puro stile granitico, adatta come introduzione allo stile della zona.

Discesa: in doppia lungo l’itinerario di salita.

Via Gogna. Foto S. Dalla Gasperina

5 Impressioni di settembre. Luigi Casetta, Maurizio Oviglia, le prime tre lunghezze il 9 ottobre 1983. Terminata e chiodata a fix dal basso, dallo stesso Ovi-glia con Giorgio Caddeo, settembre 1997. Sviluppo: 160m (6L). Difficoltà: 6b (obbl. 6a) R/S/1/II. Materiale: soste a fix, qualche fix lungo i tiri da integrare, portare una serie di friend fino al 3, nut, rinvii, 2 corde da 60m o una da 70m.

Bellissimo itinerario su roccia di grande aderenza e bellezza. Il primo tiro può annoverarsi tra le più belle fessure della zona.

Discesa: in doppia lungo l’itinerario di salita.

6 Via Grassi. Gian Carlo Grassi, G. Griseri, 29 maggio 1974. Sviluppo: 120m (4L). Difficoltà: 6a+ (obbl. A1) R1/II. Materiale: portare una serie di friend fino al 4, doppi 0,75, 1, 2, 3, nut, rinvii, 2 corde da 60m o una corda da 70m.

Stupenda sequenza di fessure da proteggere, uniche nel loro genere per la tipologia di difficoltà, un po’ penalizzate dalla vegetazione e dall’esposizione non proprio favorevole. Da non perdere per gli ammanti del genere.

Discesa: lungo la via di salita o lungo la Gogna.

Informazioni e immagini tratte da Valle dell’Orco, di Stefano e Matteo Dalla Gasperina, ed. Versante Sud.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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