CLIMBING SPOT: ANDONNO SEMPREVERDE - Up-Climbing

CLIMBING SPOT: ANDONNO SEMPREVERDE

LA CULLA DELL’ALTA DIFFICOLTÀ ITALIANA

Climbing spot: alla scoperta della sempre attuale falesia di Andonno con il local Matteo Gambaro, scalatore e chiodatore.

Andonno è la falesia più iconica e storica delle valli cuneesi, nonchè una delle poche pareti che hanno saputo attraversare generazioni e generazioni di scalatori rimanendo sempre attuali. Le pareti attirarono gli arrampicatori già dalla metà degli anni ’60, ma fu negli anni ’70 che vennero aperte le prime vie in artificiale con chiodi da roccia. Con gli anni ’80 arrivò lo spit e l’arrampicata sportiva: in pochi anni furono chiodati e liberati la maggior parte dei tiri oggi esistenti, grazie a nomi come Claudio Calì, Cesare Ravaschietto, Angelo ed Ernesto D’Angelo, Antonio Stazio, Giovanni Massari, Federico Bausone e Luca Salsotto. Furono aperte linee al limite della massima difficoltà per l’epoca, che ancora oggi impegnano i più forti. Negli anni ’90 arrivò Severino Scassa, giovane atleta di livello internazionale, che chiodò e liberò numerosi itinerari di grado 8, consolidando la reputazione internazionale della falesia e regalando al Bel Paese il primo 8c+ con la FA di Noia. Dopo il 2000 furono Matteo Gambaro e il torinese Stefano Ghisolfi a spingere ulteriormente il limite, con connessioni tra le vie più impegnative che hanno portato alla nascita di capolavori come Lapsus (9a+), oggi tra le vie più ambite d’Italia.

ACCESSO

Da Borgo San Dalmazzo risalire la Valle Gesso in direzione Valdieri. Dopo l’abitato di Madonna Bruna percorrere ulteriori 2km e superato il tunnel svoltare a destra in salita (Via della Perassa) fino a raggiungere il cimitero di Andonno. Attenzione! per chi possiede un mezzo di grosse dimensioni o con passo lungo è sconsigliato proseguire (posteggiare a sinistra di fronte al cimitero e continuare brevemente a piedi). Oltre il cimitero si entra nell’abitato ed in corrispondenza di un pilone votivo (fontana) si svolta su stretto tornante a destra in salita. Proseguire poche decine di metri e posteggiare sul lato sinistro della strada. Dal punto in cui finisce l’asfalto si diramano tre diversi avvicinamenti a piedi per raggiungere i vari settori. Per l’anfiteatro, continuare sulla strada superando la prima salita, al termine della quale si svolta a destra verso un torrente. Il sentiero poi, in circa un quarto d’ora, conduce in centro all’impressionante settore.

Queste e le altre falesie della zona sono recensite nella guida Cuneo Rock edita da Versante Sud nel progetto Book for bolting.

Alessandro Palma

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