APERTA "MAMMA ANNA", MISTO NELLE DOLOMITI DI BRENTA - Up-Climbing

APERTA “MAMMA ANNA”, MISTO NELLE DOLOMITI DI BRENTA

Silvestro Franchini, Emanuele Andreozzi e Ruggero Samaden aprono Mamma Anna sulle Punte di Campiglio. Una linea di misto (380m, WI5, M6) nata da un’intuizione “di casa” e dedicata al supporto fondamentale delle madri e compagne degli alpinisti.

Apertura su misto, fonte: S. Franchini

Il caratteristico camino della via, fonte: S. Franchini

Un camino scuro, una scommessa vinta e una dedica speciale: l’8 aprile 2026, il trio composto da Emanuele Andreozzi, Silvestro Franchini e Ruggero Samaden ha tracciato una nuova linea di misto sulla parete Nord-Ovest delle Punte di Campiglio. L’idea nasce proprio davanti alla casa dei genitori di Franchini; ironia della sorte, è stata proprio sua madre a tracciargli la linea e la discesa con precisione quasi profetica. Il team è partito alle 4 da Vallesinella. Nonostante la dimenticanza dei chiodi da roccia al Rifugio Casinei, la cordata ha proseguito sotto una luna bellissima lungo il sentiero SOSAT, puntando a quel camino che d’estate appare poco attraente ma che Andreozzi, amante del freddo,  aveva intuito potesse nascondere tesori di cristallo. Con sorpresa, i tre hanno trovato ghiaccio abbondante e continuo lungo i circa 380 metri di sviluppo, grazie all’esposizione a ovest che protegge le colate formate dal pendio sommitale. Le difficoltà tecniche, stimate in WI5 e M6, hanno trovato il loro culmine in un tiro chiave strapiombante superato da Franchini con un’arrampicata lenta e sicura. La salita, che include un passaggio di speleo-arrampicata ormai marchio di fabbrica di Andreozzi, si è conclusa con la discesa dal canale invernale classico.

Canale sommitale, fonte S. Franchini

Splendida goulotte, fonte S. Franchini

In linea con un’etica di rispetto, il team ha scelto uno stile pulito lasciando in parete soltanto un cordino, invitando i futuri ripetitori a non aggiungere materiale. Il nome “Mamma Anna”, scelto da Franchini, trasforma la performance in un tributo profondo: una dedica alla sua compagna Anna, che cura le bambine durante le sue assenze, e a tutte le mamme e compagne degli alpinisti e delle guide alpine, pilastri solidi e silenziosi che permettono a chi ama la quota di continuare la propria attività in sicurezza e libertà.

“I miei compagni mi chiedono di dare un nome alle via e decido di dedicarla alla mia compagna Anna, madre delle mie bambine”. Ma più in generale questa è una dedica “a tutte le mamme degli alpinisti e a tutte le compagne delle guide alpine, sappiamo quanta fatica fate!”.

Un alpinismo di ricerca che, tra ghiaccio verticale e legami familiari, restituisce il senso dell’esplorazione nel cuore del Brenta.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Silvestro Franchini (@silvestrofranchini)

Foto di anteprima: i tre alpinisti in cima alla via, fonte S. Franchini

Alessandra Prato

Condividi: