13 Set CIVETTA: PRIMA LIBERA INTEGRALE DEL PILASTRO RENATO
Alessandro Baù e Nicola Tondini realizzano la prima libera integrale del “Pilastro Renato” sulla parete Nord-Ovest del Civetta: 670 metri fino al IX+, una salita trad da sogno.

In portaledge, ©Alex Faedda/Enrico Veronese

Pilastro Renato FFA ©Alex Faedda/Enrico Veronese
Un’impresa straordinaria arricchisce la storia dell’alpinismo sulle Dolomiti. Tra il 22 e il 23 luglio 2026, le guide alpine Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno completato la prima salita in libera di “Pilastro Renato”, una via di 670 metri con difficoltà fino al IX+ (17 tiri), situata sulla leggendaria parete Nord-Ovest del Civetta. Salita rigorosamente dal basso e senza spit, la via era stata aperta dagli stessi alpinisti tra il 2024 e il 2025 ed è dedicata alla memoria di Renato De Zordo, storico gestore del Rifugio Coldai. Il successo è arrivato in stile “team free”, con entrambi i componenti della cordata che hanno salito ogni singolo tiro in libera, coronando così un progetto durato tre estati. L’ultimo atto di questa avventura è iniziato all’alba del 22 luglio, quando Baù e Tondini hanno lasciato il Rifugio Tissi per dirigersi all’attacco della parete. Accolti da un’aria gelida che ha garantito roccia asciutta e ottima aderenza, hanno superato rapidamente le prime sette lunghezze fino al VI+. Dall’ottavo tiro la parete ha cambiato registro, presentando una fessura di VIII- interamente da proteggere con i friend. Sul nono tiro (IX+), caratterizzato da un muro giallo esposto con run-out aerei che in fase di apertura sembrava inscalabile senza spit, Tondini ha superato il passaggio da primo al primo tentativo, seguito da Baù da secondo. Dopo aver risolto rapidamente un volo di Tondini sul decimo tiro (VIII+), Alessandro Baù ha preso il comando sull’undicesimo tiro (IX), un diedro con 15 metri di fessura su roccia compatta, anch’esso salito al primo colpo da entrambi. Prima che calasse la sera, Baù ha perlustrato i movimenti della prima parte del dodicesimo tiro (IX+), la lunghezza chiave che durante l’apertura aveva richiesto l’uso dell’arrampicata artificiale. Dopo una notte passata in portaledge, la mattina del 23 luglio, con una temperatura di quattro gradi, Nicola Tondini ha salito il tiro decisivo al primo tentativo. Alessandro Baù, fermato inizialmente dalla rottura di un appiglio nel crux, è ripartito dopo una breve pausa firmando la rotpunkt al secondo giro. Da lì alla vetta, la cordata ha scalato al primo tentativo i quattro tiri rimanenti, portando a termine la libera integrale.

©Alex Faedda/Enrico Veronese; ©Alessandro Baù/Nicola Tondini

Tracciato della via, ©Alex Faedda/Enrico Veronese
La storia di “Pilastro Renato” ha radici lontane. Già nel 2009 Nicola Tondini e Alessandro Baù avevano accarezzato l’idea di una linea sulla sezione sinistra della Nord-Ovest del Civetta, per poi ripiegare su Punta Tissi dove aprirono “Colonne d’Ercole”. L’intuizione è tornata a galla solo nel 2023 grazie a una luce trasversale che ha rivelato l’itinerario a Tondini. Nel luglio 2024 è iniziata l’apertura dal basso: superati i primi otto tiri, la cordata si è spinta fino all’undicesimo prima di doversi fermare per mancanza di energia e chiodi. Nel luglio 2025, insieme ad Alessandro Beber, i due sono tornati in parete superando il tiro chiave – con Baù che aveva dovuto ricorrere a tre metri in artificiale dopo un volo di dieci metri – fino a essere bloccati da un temporale. Fine luglio 2025 ha visto finalmente la conclusione dell’apertura fino in cima. Proprio durante la discesa dalla prima salita è arrivata la notizia della scomparsa di Renato De Zordo, storico custode per 45 anni del Rifugio Coldai insieme alla moglie Enza. La decisione di dedicare la via alla sua memoria è stata immediata, trasformando questo itinerario trad in un tributo permanente a una figura simbolo del Civetta.

Selfie di vetta, ©Alessandro Baù/Nicola Tondini
Foto di anteprima: FFA Pilastro Renato ©Alex Faedda/Enrico Veronese; ©Alessandro Baù/Nicola Tondini
Alessandra Prato

