CLIMBING SPOT: TEMPI MODERNI - Up-Climbing

CLIMBING SPOT: TEMPI MODERNI

La scoperta del Caporal in Valle Orco

Il Caporal è una delle principali e più storiche strutture d’arrampicata in Valle Orco. La Via dei Tempi Moderni è il primo itinerario tracciato su questa parete.

Gli apritori Flavio Leone, Ugo Manera, Guido Morello e Gian Piero Motti hanno battezzato la loro via in riferimento all’evoluzione dell’arrampicata che si stava manifestando in quegli anni e al movimento detto “Nuovo Mattino”.

A Ugo Manera si deve invece il nome della struttura. Il forte scalatore racconta, nell’intervista a Climbing Radio, di aver detto ai suoi compagni, dopo aver completato la Via dei Tempi Moderni e degnamente festeggiato con una bottiglia di Barbera: «Questa parete sicuramente non è meno bella di El Capitan in Yosemite, è solo più piccola. Allora la chiamiamo Caporal, perché nella scala militare è un grado più basso».

Valle Orco, Alpi Graie (Piemonte)
Caporal, parete sud
Via dei Tempi Moderni
Flavio Leone, Ugo Manera, Guido Morello, Gian Piero Motti, autunno 1972. Prima libera Michel Faquet,1983.
230m (6L), 6c+ (5c obbl.)/R2/II

Materiale: classico da roccia, una serie di friend, nut e 12 rinvii, 2 corde da 60m.

Accesso:

A) Dal parcheggio del Sergent, di fronte al Campeggio la Peschiera, seguire la vecchia carrozzabile in discesa in direzione Noasca. Oltrepassare la sbarra che impedisce l’accesso alle auto e seguire la strada, con due tornanti e una breve galleria di roccia, per circa 1,5km fino all’ultima apertura del tunnel (cartello con indicazione Caporal sul muro della galleria). Da qui imboccare un’evidente sterrato in leggera salita in direzione Noasca, girare a sinistra seguendo la strada poi subito a destra (ometto e sasso con gradino metallico). Seguire l’evidente traccia e i numerosi ometti di pietra. Attraversare verso destra (faccia a monte) una lunga placca, proprio sotto la verticale della parete. Al termine della placca, tenendo a sinistra, per tracce, portarsi alla base del Caporal. 35/45 minuti dal parcheggio, altrettanti al ritorno.

B) Seguendo la strada che porta Ceresole Reale, dopo i tornanti di Noasca, non imboccare il tunnel. Seguire la strada in salita a destra e poi subito a sinistra in discesa, per raggiunge la frazione Pianchette. Parcheggiare e seguire la vecchia strada per circa 1,5km, passando sotto la zona dei Massi del Caporal. Dopo un paio di tornanti, di fronte all’apertura del tunnel, girare a destra e imboccare un evidente sterrato in leggera salita in direzione Noasca e seguire le indicazioni precedenti. 40/50 minuti da Pianchette, un po’ meno in discesa.

Relazione:

La prima parte della Via dei Tempi Moderni è stata fin da subito abbandonata, svolgendosi in camini spesso umidi. Solitamente se ne percorre solo la seconda parte (L4-L6), in combinazione con i primi tre tiri di Itaca nel sole (Gian Piero Motti, Guido Morello, 1975). Vie n. 15+17 nello schema.

L1: portarsi all’attacco della Via dei Tempi Moderni, in un grande antro nero a sinistra della Via dei Camini. Salire per una rampa/fessura (sovente bagnato) fino a un terrazzino. Traversare a destra, lasciando i Tempi Moderni originale che sale dritta, e salire un bel diedro, uscendo su una placca. Non continuare dritti (spit di Tapis Roulant), ma traversare a destra per facile placca fino alla S1 su fix. 5b, 30m;

L2: salire la bellissima fessura fino al vertice dove, dopo la caduta del blocco sommitale, si è formato un gradino netto. Spostarsi un poco a sinistra per proteggersi su friend (BD n. 4), fare un passo difficile in aderenza e proseguire per fessure parallele fino a S2 su fix. 6b o 5a/A0, 30m;

L3: scalare una fessura fino al suo esaurimento presso una placca argentata. Superare la placca (fix) e, all’ultimo fix, traversare a sinistra su cornice fino a una sosta. Ignorarla e salire sulla cengia soprastante. 6c/AE, 5b obbl., 40m;

L4: dalla S3 di Itaca, all’estremità sinistra della cengia, superare il breve diedrino inizale di Rattle Snake o affrontare un muretto a sinistra (via originale, A1 o 6c); proseguire per diedrini verso sinistra, sostando a metà di un diedro non visibile da subito. 5b, 35m;

L5: risalire il diedro, uscire in placca e sostare a sinistra su pulpito. 6a, 30 m;

L6: scalare una placca con fessurina e, a partire da un chiodo a pressione, traversare a destra nel diedro. Salire il diedro strapiombante (6c+ o A1, chiodi), uscendo nuovamente su una placca, incisa da un’altra fessurina obliqua. Seguirla fino a una lista che permette di uscire sulla placconata finale. 5c/A1, 50m.

Discesa: il percorso più frequentato consiste nella calata in doppia lungo le vie Rattle Snake+Camini. Dall’uscita di Tempi Moderni traversare a destra (faccia a monte) con un largo semicerchio, attraversando una placca e seguendo una rampa diedro in discesa (I-II, esposto, conviene stare legati), per raggiungere un evidente pulpito dove è attrezzata la prima sosta delle calate in doppia. (ultima sosta di Rattle Snake). Prima doppia 35m alla cengia, I sosta di Rattle Snake, gruppo sosta Raumer. Seconda doppia 35m alla grande cengia, faccia a monte andare a destra, gruppo sosta Kinobi. Terza doppia 35m sulla verticale, fino a una sosta a sinistra dei Camini, gruppo sosta Fixe. Quarta doppia 45m alla base della parete.

Informazioni e immagini tratte dalla guida Valle dell’Orco, di Stefano e Matteo Dalla Gasperina, edizioni Versante Sud.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.

 

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