01 Ott DANSE ESCALADE, 280 m, 6c+
Nuova via in Val Adamé (Val Camonica, Gruppo dell’Adamello)
Sarah Haase, Alessandro Sesana e Mattia Tamborino hanno tracciato “Danse Escalade”, una nuova via sulla tonalite del Gruppo dell’Adamello.
Perché “Danse Escalade”? «Perché, più che una successione di tiri, questa linea ci è sembrata una vera e propria danza verticale» affermano gli apritori. «Una danza che cambia continuamente ritmo, fatta di movimenti diversi, da leggere e concatenare cercando fluidità, equilibrio e armonia».
Di seguito il racconto di Sarah Haase.
«Agosto. Il mio cliff, dimenticato nell’auto di Ale, diventa una buona scusa per trovarci e organizzare qualcosa. Quale occasione migliore di una scalata? Parto con le varie vie che vorrei ripetere nelle adorate valli adamelliche… e finisco con: “Vorrei anche andare a vedere una parete dove ho adocchiato una linea”.
Ale mi dice che non ha mai aperto una via, ma che gli piacerebbe molto. È super entusiasta, quindi colgo la palla al balzo e decidiamo di andare a metterci il naso, insieme all’amico Mattia.
Già da lontano si scorge la parete e, soprattutto, quell’impressionante placca sommitale. La guardo, sogno, spero… Pur essendomi informata sulla parete, la paura di trovare una linea già esistente c’è, vista anche la vicinanza con il frequentato sentiero n. 1 dell’Adamello. Le informazioni raccolte dicono che l’unica via su quella porzione di parete è “La Piramide” di Ballerini, che sale tutta a sinistra.
Siamo sotto e la vista della placconata iniziale mi fa cadere la mascella dalla bellezza. E poi c’è quella lunga fessura a metà parete, che già sogno di salire trad. Parto correndo su placche appoggiate di tonalite eccellente, che mi gasano ad ogni movimento. La parete si concede e inizia una meravigliosa danza verticale, interrotta però dal temporale delle 15, che ci costringe a scendere a metà del terzo tiro. Forse una benedizione: la testa ci stava friggendo per bene su quella fessura, totalmente improteggibile e difficile da chiodare, in equilibrio precario su prese svase e qualche piedino concesso dalla roccia.
Dobbiamo tornare. Per forza. Ma quanti dubbi, quante incognite… Passano due settimane, durante le quali continuo a guardare la parete, cercando di decifrarla il più possibile. Ed eccoci, il 24 agosto, di nuovo sotto. Ale, nonostante il malore del giorno prima, con grande maestria e passi da gatto sprotetti, ci porta fuori dalla terza lunghezza. GRANDE MAN! Urliamo tutti, super entusiasti.
Arriviamo finalmente alla tanto sognata placca sommitale. Dentro di me si accende un fuoco quando la vedo. Parto con un passo non banale, per poi lasciarmi trasportare in una danza sinuosa, fatta di movimenti diversi ed eleganti, su una roccia libidinosa. Quasi senza accorgermene, mi ritrovo già a 45 metri, su un piccolo ripiano perfetto per fare sosta. Siamo a metà placca. Lascio il comando ad Ale, che prosegue la danza su queste ondine lavorate, sempre più piccole, fino a diventare quasi lisce. La roccia ci spinge allora a spostarci verso destra, fino a raggiungere la cima. Abbracci, felicità, urla!
Dall’alto le emozioni si mischiano all’entusiasmo e alla soddisfazione. Come le nuvole che da una valle passano all’altra, proprio su questa linea di confine che lascia spazio alla vista, alla mente, al cuore e all’immaginazione. Perché da quassù i sogni si amplificano e si moltiplicano».
Val Adamé, Gruppo dell’Adamello, Alpi Retiche Meridionali (Lombardia)
Cima Meridionale di Poia, 2933 m, versante sud
Danse Escalade
Sarah Haase, Alessandro Sesana, Mattia Tamborino, 10-24 agosto 2026
280 m, 7 L, 6c+ (6b obbl.), RS2+
Materiale: classico da roccia, friend piccoli (fino all’1, molto utili i micro ed eventualmente il n. 2). La chiodatura, ravvicinata nei tratti più difficili e distanziata nei tratti più facili, è prevalentemente a fix da 10 mm e qualche chiodo.
Accesso: dalla Val Camonica salire in Valle di Saviore fino alla Malga Lincino, raggiungibile in auto (parcheggio). A piedi raggiungere il Rifugio Lissone in Val Adamé, quindi proseguire fino al Rifugio Baita Adamé. Prendere il sentiero n.1 per il Passo di Poia e seguirlo fino a 2650 m ca. (1 ora). Arrivati a una freccia su masso con indicazione del sentiero n.1, abbandonarlo e deviare orizzontalmente verso destra su grossi massi in direzione dell’evidente parete (10 min). L’attacco si trova sotto la verticale di uno spuntone con cordone viola, visibile a circa 15 metri da terra. 1h10 dal Rifugio Baita Adamé (480m D+); 2h40 dall’auto (1100 D+).
Relazione:
L1: salire su facile placca appoggiata, solcata da due fessure ascendenti verso sinistra, fino a raggiungere un diedro fessurato. Deviare quindi a destra, seguendo i fix che conducono alla sosta, attrezzata su comoda cengia erbosa. 6a, 40 m;
L2: tiro chiave. Salire dritti per placca con passi delicati fino a un diedrino (chiodo) che porta, più facilmente, alla sosta. 6c+ (6a+ A0), 25 m;
L3: salire dritti sopra la sosta, poi traversare verso sinistra con passo delicato. Proseguire per placca fessurata su bellissima roccia. 6b+, 60 m;
L4: tiro di raccordo. Salire dritti per placche appoggiate fino a un primo fix, posto a circa 8 m dalla sosta. Continuare per cengia erbosa, puntando a uno spigolo sulla destra, sopra al quale si trova la sosta. 40 m;
L5: dalla sosta spostarsi a destra e salire l’evidente e bellissima placca lavorata fino in sosta. 6a+, 45 m;
L6: puntare a un chiodo arancione, poi deviare in placca verso sinistra, per un sistema di fessure, fino al primo fix (7 m). Continuare in verticale, obliquando leggermente a destra, fino a raggiungere lo spigolo che delimita la placca sulla destra. Seguirlo fino a una sottile lama a destra, entrare in un diedro (chiodo) e scalarlo per uscire in sosta. 6b, 50 m;
L7: spostarsi leggermente a sinistra e puntare a un cordino verde su spuntone. Continuare, superando alcuni blocchi incastrati, fino a un fix sullo spigolo; proseguire dritti fino alla sosta. 5c, 20 m
Discesa: in corda doppia lungo la via di salita, saltando solo S1.

Tutte le immagini: coll. Haase, Sesana, Tamborino.
Gli apritori ringraziano Vertical Evolution e Raumer Italia per l’eccellente materiale inox e Claimb per i chiodi, HDry, Karpos, Petzl, Dinamiche Verticali, Scarpa, Samaya, Prusik Outdoor, Lab209, MTBness sport.

