DRØNEREN, PARETE NORD-OVEST, 1200 m, 7b - Up-Climbing

DRØNEREN, PARETE NORD-OVEST, 1200 m, 7b

Nuova via in Groenlandia per Matteo Della Bordella, Symon Welfringer, Silvan Schüpbach e Alex Gammeter

Matteo Della Bordella, Symon Welfringer, Silvan Schüpbach e Alex Gammeter hanno tracciato una nuova via sulla parete nord-ovest del Drøneren, in Groenlandia: 1200 metri, 35 tiri, difficoltà massima 7b.

La parete. Foto Mike Libecki

La parete era stata individuata in passato dall’americano Mike Libecki. L’alpinista aveva affrontato l’avvicinamento in barca, ritrovandosi poi bloccato dal ghiaccio. Dopo un viaggio tanto complicato, era riuscito ad effettuare solo un timido tentativo di ascensione, senza successo.

Anche per Matteo, Symon, Silvan e Alex non è stato affatto facile organizzare la logistica del progetto. I quattro hanno affrontato un viaggio di circa 300 chilometri in kayak attraverso l’oceano artico, per raggiungere il Drøneren contando soltanto sulle proprie energie.

“Dopo tutti i tentativi andati a vuoto avevamo quasi perso le speranze, invece finalmente le cose sono andate per il verso giusto”. È questo il commento di Matteo Della Bordella poco dopo l’ascensione e la discesa dalla parete. Gli ostacoli incontrati dagli alpinisti, senza contare le difficoltà tecniche, sono stati sempre legati alle condizioni meteo e, in un caso, a una scarica di sassi, che fortunatamente non ha avuto conseguenze.

“La parete è bellissima, con una roccia fantastica. In totale la salita è durata cinque giorni e raggiunge difficoltà fino al 7b” spiega Matteo. “Sono 1200 metri di dislivello su cui abbiamo aperto 35 tiri, tutti scalati in libera. In parete abbiamo lasciato solo le soste e non abbiamo utilizzato spit. Ci sono molti tiri veramente belli, con difficoltà di 7a. Un tiro è invece nettamente più difficile: un 7b su pecker, molto psicologico”. I quattro alpinisti hanno potuto approfittare di una singola, brevissima finestra di meteo favorevole, che ha loro imposto di scalare il più velocemente possibile. “Per questo ci siamo alternati al comando: solo il primo scalava, mentre gli altri risalivano con le jumar”, conclude Matteo.

Tornati ai piedi della parete, i quattro hanno avuto ben poco tempo per riposare. Con le scorte di cibo ormai ridotte all’osso, hanno preparato i bagagli e caricato i kayak, iniziando subito il lungo viaggio di rientro.

In copertina i quattro componenti della spedizione. Foto coll. Della Bordella, Welfringer, Schüpbach, Gammeter

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