FRAGILI EQUILIBRI, 220 m, 8b+ - Up-Climbing

FRAGILI EQUILIBRI, 220 m, 8b+

Nuova via in Verdon per Leonardo Gheza e Luca Ducoli, liberata con Iris Bielli

Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025 Leonardo Gheza e Luca Ducoli, con il contributo di Daniele Lorusso, hanno tracciato Fragili Equilibri in Verdon.

Nel mese di settembre dell’anno scorso, durante gli esami del corso guide, Gheza aveva adocchiato la possibilità di una nuova linea sulla parete dell’Estellié.

«Ho avuto l’opportunità di vedere vari settori e buttare l’occhio qua e là, nella mia testa ovviamente c’era già l’idea di trovare un possibile spazio libero», racconta Gheza. «Lasciare una nostra traccia in Verdon non ha prezzo! È una meta famosissima tra i climber, ricca di storia dell’arrampicata. Nonostante le aspettative fossero altissime, è stata certamente all’altezza. Le pareti più belle sono ormai sature di vie, ma il versante a nord offre ancora parecchie possibilità».

Fragili Equilibri si sviluppa su sette tiri e alterna passaggi tecnici a sezioni più fisiche. Gocce, tacche, buchi e canne si susseguono lungo una parete leggermente strapiombante, dove precisione e capacità di adattamento sono fondamentali.

«È nata una super via, non solo per l’impegno tecnico, ma anche per la qualità dell’arrampicata! Entusiasmante, varia sempre in leggero strapiombo, passa da piccoli appigli su gocce, tacche e buchi a canne più fisiche strapiombanti. Nel complesso molto varia».

L’apertura è stata realizzata dal basso in condizioni meteo non sempre favorevoli. Forti piogge e raffiche di vento fino a 70 km/h hanno scandito le giornate in parete, alternandosi a brevi periodi di calma. La roccia, però, è rimasta abbastanza asciutta da permettere al gruppo di completare il lavoro di apertura.

Il progetto si è concluso pochi giorni fa, insieme a Iris Bielli, con la prima libera completa: «Grazie alla super Iris Bielli che ha risolto e danzato sul tiro chiave», commenta Gheza sui social. Il tiro chiave è stato valutato 8b+.

Il nome Fragili Equilibri si riferisce proprio a quel tiro: «Durante i tentativi di decifrarlo, sia io sia Iris abbiamo rotto qualche appoggio abbastanza importante, ma non fondamentale. Ogni volta che un appoggio saltava, i movimenti andavano impostati in maniera diversa», afferma Gheza.

Foto Enrico Polo (@theclicknclimb)

Fonte: Salewa

Condividi: