GIORGIO TOMATIS SALE ALI BABA IN LIBERA IN GIORNATA - Up-Climbing

GIORGIO TOMATIS SALE ALI BABA IN LIBERA IN GIORNATA

Giorgio Tomatis sale in libera in giornata Ali Baba (250 m, 8a+ max) ad Aiglun, una delle multipitch più difficili della Francia, insieme a Stefano Filippazzi: il racconto del forte climber piemontese tra tentativi a vista e l’intensità della parete.

Giorgio in vetta, ph: Enrico Turnaturi

Il team sulla splendida parete, ph: Enrico Turnaturi

Giorgio Tomatis, il giovanissimo e forte climber piemontese già noto al grande pubblico per prestazioni di altissimo livello in falesia come la storica ripetizione di Lapsus ad Andonno, firma la sua prima grande avventura su una multipitch d’alta difficoltà completando la salita in libera di Ali Baba ad Aiglun (Francia) in cordata con Stefano Filippazzi. Tracciata sulla celebre Paroi Dérobée di Aiglun, Ali Baba è una via lunga d’arrampicata sportiva aperta da Philippe Mussatto e Benoit Peyronnard nel febbraio 2004 in cinque giorni e liberata dallo stesso Mussatto nel maggio 2004. Considerata ancora oggi una delle vie lunghe più difficili di tutta la Francia, sviluppa 250 metri di arrampicata fisica e ingaggiante divisi in 8 tiri, ben sei dei quali pari o superiori all’8a, con una roccia a cinque stelle e continui passaggi obbligati che non concedono sconti. Per Tomatis e Filippazzi si è trattato del coronamento di un sogno rincorso a lungo: «Per parlare del mio progetto di Ali Baba bisogna partire da due anni fa. Per due autunni consecutivi abbiamo provato a pianificare il viaggio a ottobre, ma la pioggia e la via bagnata ci hanno sempre costretti a rinunciare prima ancora di attaccare. Quest’anno abbiamo deciso di tentare a settembre, e finalmente è andata». Dopo due anni di attesa e di preparazione logistica e mentale, i due sono riusciti ad allineare tutti i pianeti. Il primo giorno è stato interamente dedicato alla logistica per trasportare il materiale pesante alla base della parete lungo un sentiero arduo, condividendo poi la pianificazione della serata con l’amico e fotografo Enrico. Sveglia all’alba il giorno successivo e partenza alle 6:15 dal furgone per attaccare alle prime luci del sole. L’intenzione di Giorgio era quella di scalare il più possibile a vista, superando agevolmente l’8a del primo tiro come riscaldamento e proseguendo con grande ritmo nonostante i crampi alle braccia comparsi già sul quinto tiro. La progressione è continuata impeccabile fino al settimo e penultimo tiro, dove un errore di posizionamento gli ha purtroppo pinzato le dita, provocando la caduta. Rientrato in una sosta scomoda sotto il sole battente, Giorgio ha riordinato le idee ed è ripartito al secondo tentativo: «Sulla via la fatica si sentiva rispetto al giro a vista, ma riesco a lottare. In cima mi stavano per aprire le mani, ma riesco a uscire, completando al secondo giro l’ultimo tiro difficile per poi raggiungere la sosta finale». Alle 18:00 la cordata è uscita dalla parete, affrontando poi un lungo e infinito rientro a piedi che li ha riportati al furgone solo alle 21:30, stremati ma con una felicità indescrivibile. Questa esperienza ha segnato una tappa importante nella crescita del climber piemontese, che ha commentato entusiasta: «Questa era la mia prima vera e propria avventura su una multipitch così difficile e le sensazioni erano veramente incredibili. Una via del genere ti fa spingere al 120% su ogni singolo movimento. Ti tira fuori qualcosa che una via in falesia non ti fa fare. Un grande grazie va al mio compagno Stefano: su una multipitch è fondamentale avere un compagno che ti supporti su ogni tiro e ti aiuti ad arrivare al limite senza mai mollare.»

Sosta su Ali Baba, ph: Enrico Turnaturi

Foto di anteprima: Giorgio sulla libera, ph:Enrico Turnaturi

 

 

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Alessandra Prato

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