15 Lug HISTOIRE SANS FIN, 200 m, 8b+
Camilla Moroni e Pietro Vidi ripetono la via di Berthe e Vanhee al Petit Clocher du Portalet
Camilla Moroni e Pietro Vidi hanno ripetuto “Histoire sans Fin” (8b+, 200 m), sul Petit Clocher du Portalet, nell’area svizzera del Monte Bianco. Moroni ha realizzato la prima libera femminile della via.
Estetica e impegnativa, “Histoire Sans Fin” è stata salita in libera per la prima volta da Sébastien Berthe e Siebe Vanhee nell’estate del 2021. La via è composta da otto tiri, con difficoltà fino all’8b+, ed è considerata una delle migliori vie multipitch su granito di questo grado in Europa.
Moroni e Vidi sono arrivati alla base del Petit Clocher du Portalet il 1° luglio e hanno lavorato la via per tre giorni, provando i singoli tiri, tra i frequenti temporali pomeridiani.
Dopo alcuni giorni di riposo, hanno perfezionato le loro sequenze il 9 e il 10 luglio, prima di tentare una salita completa il 12 luglio. Subito Vidi ha salito con successo ogni tiro da capocordata, senza cadere. Moroni ha dovuto lottare un po’ di più, ma è riuscita anche lei a concludere l’ascensione in libera e da capocordata.
Camilla Moroni racconta:
«Dopo la stagione agonistica ho deciso di prendermi tre settimane di pausa per dedicarmi all’arrampicata su roccia. Avevo già individuato questa linea l’anno scorso ma, a causa delle gare e degli allenamenti per le Olimpiadi, non avevo avuto tempo di provarla. Quest’anno ho deciso di affrontarla senza una preparazione specifica. Erano passati circa sei mesi dall’ultima volta che avevo indossato un’imbracatura o che mi ero allenata per la resistenza.
Devo ammettere che, due giorni prima della salita, non mi sentivo molto sicura di riuscire a chiudere la via. Ma, dopo un giorno di riposo, ho regolato il mio assetto mentale sulla “modalità competizione”.
Ho scalato la fessura di 7c+, ghisandomi parecchio, poi sono caduta tre volte nel traverso di 7c a causa di alcuni stupidi errori. Il tiro successivo è un 8b+ tecnico che inizia su uno spigolo e termina con una piccola sezione boulder. A causa della mia statura, ho dovuto studiare un movimento per raggiungere una presa lontana. Ringrazio Pietro per avermi aiutata a trovare questa sequenza alternativa! Quel giorno le condizioni erano buone e i movimenti sembravano più facili del solito, ma comunque i miei piedi sono scivolati tre volte.
Dopo aver finalmente chiuso quel tiro, abbiamo continuato fino allo spigolo di 8b, il tiro che temevo di più. Pietro l’ha superato al primo tentativo ed è rimasto lì a sostenermi. Al primo tentativo sono caduta solo un paio di movimenti difficili prima del riposo. Questo tiro è stata una vera battaglia mentale. Stavo iniziando a stancarmi. Sono riuscita a chiuderlo al secondo tentativo e sapevo che la via era quasi fatta.
Foto Andrea Cossu – Onsen Productions
L’ultimo tiro è una placca di 8a+, che non richiede molta forza, solo concentrazione e calma. L’ho chiuso al primo tentativo e poco dopo eravamo in cima. Che soddisfazione!
Durante i giorni trascorsi a lavorare sulla via, ho dovuto imparare a usare scarpette più rigide per gli appoggi minuscoli. Di solito sono abituata a scarpette più morbide, quindi mi ci è voluto un po’ per adattarmi. Ho alternato le Instinct VS e le Vapor S lungo la via.
Voglio davvero ringraziare Pietro per il suo supporto eccezionale».
Pietro Vidi ha aggiunto:
«Da quando Camilla mi ha mostrato una foto della via, la scorsa stagione, sapevo di voler scalare questo spigolo dall’aspetto pazzesco, e questa stagione abbiamo finalmente deciso di provarlo.
Siamo saliti ai piedi della parete una prima volta per tre giorni, dormendo in tenda, ma siamo stati piuttosto sfortunati con il tempo, che ci ha permesso di arrampicare solo un paio d’ore ogni mattina.
Siamo tornati la settimana successiva, con condizioni decisamente migliori, e abbiamo trascorso due giorni a provare tutti i tiri, chiudendone la maggior parte ed essendo abbastanza fiduciosi per un tentativo nei giorni successivi. Abbiamo iniziato ad arrampicare sabato dopo un giorno di riposo e, dopo una bella lotta sul primo tiro di 45 metri in fessura, tutto è filato liscio. Ho superato il tiro chiave di 8b+ senza troppi problemi, inaspettatamente i miei piedi non sono scivolati sullo spigolo super tecnico di 8b e ho continuato fino in cima senza cadere.
Per me è stata una salita fluida e veloce, ma sono rimasto in parete per quasi 12 ore, aiutando Camilla nella sua lotta.
Dopo aver scalato questa via e “Lurking Fear”, posso sicuramente dire che la mia tecnica in placca non è poi così male!».
In copertina: foto Andrea Cossu – Onsen Productions.


