01 Ott IL NODO INFINITO, 480 m, 7b
Relazione della nuova via di François Cazzanelli, Michele Cazzanelli e Stefano Stradelli
Nel mese di agosto 2025 i tre cugini François Cazzanelli, Michele Cazzanelli e Stefano Stradelli hanno tracciato una via sul Pic Tyndall del Cervino: Il Nodo Infinito.
La nuova linea corre sul cosiddetto Scudo, una parete particolarmente compatta e strapiombante che si trova tra la Cresta de Amicis e la via Casarotto-Grassi.
Lì François Cazzanelli ha aperto in vari tentativi, con Roberto Ferraris, Emrik Favre, Marco Farina e Francesco Ratti, la Diretta allo Scudo. Conclusa nel settembre 2018, comprende 13 lunghezze e una difficoltà fino al 7a.
Tra la Diretta allo Scudo e la via Innocenzo Menabreaz (H. Barmasse, P. Poletto, 2000) François Cazzanelli, Michele Cazzanelli e Stefano Stradelli hanno trovato abbondanza di spazio roccioso, libero da altri tracciati, dove disegnare il loro Nodo Infinito.

Foto Damiano Levati
Di seguito il racconto a tappe apparso sui social network di François Cazzanelli.
«Dopo una lunga attesa finalmente l’8-9 agosto si attacca! Il primo giorno nonostante il gran caldo apriamo i primi 6 tiri. Soddisfatti ci caliamo per goderci una bella notte al “Grand Hotel De Amicis”! Le notti sul Cervino hanno sempre qualcosa di magico e il nostro bivacco è semplicemente perfetto! Il giorno dopo con i primi raggi di sole ripartiamo e nel tardo pomeriggio arriviamo alla base del penultimo tiro. Lì arriva la beffa, dopo qualche metro mi ritrovo a scalare sotto una cascata d’acqua! Il tiro non era difficile ma era impossibile continuare. Decidiamo di scendere per tornare a chiudere i conti con condizioni migliori! La discesa non è stata facile, le doppie sono molto aeree e non permettono errori».
«Il terzo giorno in parete le cose sono state decisamente più semplici del previsto. Abbiamo liberato tutti i tiri al primo colpo. Nonostante la fitta nebbia ci ha avvolto da metà mattinata, siamo riusciti ad aprire le ultime due lunghezze che ci hanno fatto sbucare sulla Cresta De Amicis. Per ritornare agli zaini ci siamo calati sulla via Innocenzo Menabreaz».
«É sempre difficile raccontare le avventure sul Cervino. Le emozioni sono talmente forti che si fatica a metterle in ordine… e questa volta ancora di più! È stato semplicemente splendido passare tre giorni con i miei cugini sulla nostra montagna facendo ciò che più amiamo!».
Il nome della via si riferisce al simbolo del nodo infinito tibetano. Cazzanelli afferma: «È una potente rappresentazione di eterna interconnessione, crescita spirituale, armonia cosmica e buon auspicio. Per noi tre rappresenta la grande fratellanza che ci unisce. Quest’anno ricorrono i 160 anni della prima salita del Cervino e della fondazione della Società delle Guide del Cervino di cui tutti e tre facciamo orgogliosamente parte. Ci piace immaginare che questo simbolo rispecchi il forte legame che da 160 anni unisce le Guide del Cervino con la loro montagna. Sono passati tanti anni ma lo spirito con il quale le Guide vivono su questa montagna è rimasto immutato e speriamo rimanga tale per le generazioni avvenire».
Alpi Pennine (Valle d’Aosta)
Pic Tyndall 4241 m, parete sud-est
Il Nodo Infinito
François Cazzanelli, Michele Cazzanelli, Stefano Stradelli
8, 9 e 18 agosto 2025
480 m, 11 L, 7b max, 6c obbl.
Materiale: classico da alpinismo (materiale da ghiacciaio) per la Cresta de Amicis e da roccia. Serie di friend (fino a n. 3 BD) e almeno 8 rinvii. Le prime tre soste sono attrezzate con un solo spit da integrare, le altre con due spit.
Accesso: percorrere la prima parte della Cresta De Amicis fino alla cengia che conduce, verso destra, all’attacco della Via Innocenzo Menabreaz. Presso la cengia è stata attrezzata una calata che porta a un’altra cengia più in basso, sopra il canale che fiancheggia lo Scudo. Seguire questa cengia verso destra fino all’attacco de Il Nodo Infinito.

Relazione. Foto Damiano Levati
Relazione: vedere immagine.
Discesa: L12 conduce nuovamente sulla Cresta De Amicis, lungo la quale si può continuare. Altrimenti è consigliabile calarsi in doppia sulla via Innocenzo Menabreaz (calate più dirette e più facili da effettuare). Attenzione alla prima calata, a rischio incastro. È anche possibile scendere sul Nodo Infinito fino alla cengia d’attacco della via Innocenzo Menabreaz, ma le calate sono molto aeree, nel vuoto, quindi occorre rinviare le corde.

Foto Damiano Levati
In copertina: foto Damiano Levati

