18 Giu LARA NEUMEIER SCALA SILBERGEIER
L’atleta tedesca ripete in libera l’iconica via in Rätikon, Svizzera
Lara Neumeier ha ripetuto Silbergeier (6 tiri, 240 m, 8b+), una delle vie a più tiri più iconiche e impegnative delle Alpi.
L’ascensione è stata completata il 10 giugno, dopo soli tre giorni e mezzo di preparazione e un ultimo giorno per la libera.
Situata sulla Kirchlispitze, nel massiccio del Rätikon in Svizzera, Silbergeier è stata scalata per la prima volta da Beat Kammerlander nei primi anni ’90. Da allora si è guadagnata uno status leggendario per la sua difficoltà tecnica, l’impegno e la posizione suggestiva sopra la valle.
La via conta sei tiri, tutti sostenuti (8b, 7c+, 8a+, 7a+, 8b+ e 7c+/8a), che richiedono sia potenza fisica che precisione mentale.
Neumeier si unisce alla breve lista di climber d’élite che hanno completato la via e segue le orme della sua compagna di Arc’teryx, Nina Caprez, che ha effettuato la prima salita femminile. La salita di Lara sottolinea il crescente interesse delle scalatrici più forti per le vie impegnative in ambiente.

Lara Neumeier su Silbergeier. Foto Ray Demski
Lara ha commentato:
«Ho provato Silbergeier per la prima volta all’inizio di maggio. In tre giorni e mezzo, ho studiato la via lentamente, imparando le sequenze, abituandomi allo stile tecnico e a placche, cercando di gestire al meglio la pelle sottile e dolorante. Sono riuscita a concatenare i primi quattro tiri, ma non ho mai chiuso il tiro chiave e ho a malapena osservato l’ultimo.
Poi sono arrivate tre settimane di tempo brutto e instabile. Ho usato quel tempo per riposarmi, farmi crescere la pelle e prepararmi – mentalmente e fisicamente – per una possibile salita.
Quando finalmente sono tornata, ho pensato: forse. Ma, il giorno prima, tutto andava nella direzione opposta. Mi era appena arrivato il ciclo, avevo ricevuto una dolorosa fattura per la riparazione dell’auto e alcuni amici mi avevano chiamata per dirmi che avevano appena rotto una presa chiave nel tiro chiave. Poi, pochi chilometri prima del parcheggio, la mia auto si è rotta di nuovo. Onestamente non ero nemmeno sicura di arrivare in parete. Ma, in qualche modo, ce l’ho fatta.
La giornata è iniziata lentamente. Mi sentivo stanca, non ancora pronta. Il primo tiro sembrava difficile, molto fisico, ma ce l’ho fatta. Poi qualcosa è cambiato. Ho iniziato a muovermi con concentrazione e precisione. Quando ho raggiunto il tiro chiave, ho rielaborato la sequenza e, anche se una presa importante si era rotta il giorno prima, la mia sequenza funzionava ancora. Ho aspettato l’ombra. Ho fatto un respiro profondo e sono riuscita a liberare il tiro.
Rimaneva l’ultimo. Movimenti insidiosi e boulderosi. Ci ho messo un po’ a capirlo, ho dato tutto quello che avevo e sono arrivata in cima!
Silbergeier, che via. Incisiva, tecnica e assolutamente bellissima. Ci sono giorni in cui ti ricordi che non è questione di condizioni perfette o di tempismo perfetto, ma di provarci comunque e dare tutto».
La salita di Silbergeier rappresenta, per Lara, anche il primo passo verso un obiettivo ancora più grande: completare la Trilogia Alpina, tre delle vie multipitch più difficili delle Alpi, tutte con difficoltà fino all’8b+ e note per la loro audacia, bellezza e importanza storica. Prossime tappe: End of Silence, a Berchtesgaden, in Germania, e Des Kaisers neue Kleider a Wilden Kaiser, in Austria.
In copertina: foto Ray Demski

