A piede libero, nuova via in Presolana - Up-Climbing

A piede libero, nuova via in Presolana

 UNA GRANDE CORDATA
Di Maurizio Panseri

Ormai da cinque anni Giangi Angeloni e Daniele Calegari fanno cordata insieme, quando si tratta di aprire vie nuove con elevato contenuto tecnico. Dalla loro prima realizzazione, chiamata "Dilettanti allo Sbaraglio" (2008), ne hanno fatta di strada e a sentire loro,  "A piede Libero" è la linea più bella che abbiano sinora creato. Entrambi modesti e di poche parole, è sulla roccia si esprimono al meglio.
Generalmente rivolgono le loro attenzioni ai luoghi più remoti della Presolana e dove la roccia è più compatta (link alla guida di Versante Sud). Sull’Antifupù, dove hanno tracciato la prima delle loro due nuove vie, nessuno aveva mai aperto una linea. Sulla Nord e sulla sud di Castione si sono avventurati sui pilastri dalla roccia più compatta. Generalmente salgono utilizzando i fix ma con un’etica rigorosa, piantando i fix solo dove si appendono su un cliff. Tra un fix e quello successivo si deve scalare in libera e sapersi proteggere con dadi, frend e tricam. Non immaginatevi quindi vie "plasir", giusto perché ci sono dei fix: basti pensare che sul primo tiro dell’ultima loro linea si deve sapere scalare per ben 45 metri sul 6c, a tratti sostenuto, e di fix non ce n’è nemmeno uno.
Probabilmente non ci sarà la fila alla base di "A piede libero", ma sarebbe bello che qualcuno abbandonasse i luoghi più alla moda e raccogliesse l’invito di venire ad accarezzare la roccia della Regina, proprio lì dove Giangi e Calega si sono messi in gioco, spingendo i loro limiti ancora un poco più in là.
A PIEDE LIBERO
La coppia Giangi-Calega ha già lasciato il segno sulle pareti della Regina. Dopo avere disegnato due linee sulla parete dell’Antifupù, “Dilettanti allo Sbaraglio” e “Nel dubbio allenarsi!”, hanno lasciato un segno anche sulla sud della Presolana di Castione con “Col senno di poi”. Sulla stessa parete, Giangi aveva già aperto "EN.YU.DAN.CE. with friends". Inoltre, in compagnia del “Parimba”, i due hanno tracciato “Il senso della misura” sulla mitica nord della Presolana Occidentale.
Rieccoli in azione ora sulla parete più recondita di tutto il massiccio: la Corna delle Quattro Matte. Nasce così “A piede libero” dove continua la loro ricerca di linee da salire in libera con l’utilizzo di protezioni veloci e pochi spit. Linee dove serve una grande capacità di leggere la roccia, saperla interpretare e sapersi proteggere. Secondo loro questa è: “La nostra miglior via, una piccola e interminabile (quasi) avventura”.
La via richiede un avvicinamento di due ore e mezzo, ha uno sviluppo di 280 metri, e tocca difficoltà di 7c+, con un obbligatorio di 7a. Obbligatorio padroneggiare il grado per non esporsi al pericolo di lunghe cadute.
Vai alla relazione

LE VIE DI GIANGI
Chi è Giangi Angeloni? Come già detto, non è nuovo a questo tipo di salite e sulle pareti della Presolana sono numerosi i segni del suo passaggio. E’ sua la prima ripetizione invernale di “Grande Grimpe”, una linea prestigiosa che sale la parete nord della Presolana Occidentale.
 Nel 2006, in compagnia di Ennio Spiranelli, è sulla cosiddetta Ovest, ovvero la parete Nord della Presolana di Castione, dove inizia la sua attività d’apertura con la nascita di “In cammino con Marco e Cornelio”. Una via a chiodi (pochi) decisamente alpinistica, bella ed impegnativa, di cui Ivo Ferrari realizza la prima ripetizione e la prima solitaria. In sei anni sono sei le cordate che la ripetono, confermandone la bellezza e l’impegno. Poi Giangi sviluppa una sua idea in merito all’etica e allo stile di apertura di nuove linee. In questi sei anni confeziona altre 6 linee, dove impegno, padronanza del grado e capacità di sapere leggere la roccia si fondono. Le ripetizioni delle sue vie non sono numerose ed alcune attendono ancora la prima ripetizione, ma chi si è avventurato in questi viaggi verticali ne ha apprezzato la bellezza e lo stile rigoroso.
Vai alla galleria delle vie di Giangi Angeloni e al suo articolo sull’etica
La guida di Versante Sud

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