Della Bordella libera anche l'ultimo tiro di "Genius" - Up-Climbing

Della Bordella libera anche l’ultimo tiro di “Genius”

A gennaio di quest’anno è stata completata “Genius” sulla parete sud est del Monte Ginnircu, una vertiginosa scogliera situata sulla costa orientale sarda e denominata “Amor de mi vida”,
I lavori erano iniziati nel 2007 con Fabio Palma e Matteo Della Bordella e proseguiti nel 2008 e 2009 sempre con lo stesso Palma e Domenico “Dodo” Soldarini, coadiuvati da Paolo Spreafico, Luca Matteraglia e dal fotografo Riky Felderer. Sulla parete ci sono altre due linee impegnative aperte da Fabio Palma e compagni, “E non la vogliono capire” e Oltre confine” quest’ultima a 15 metri circa a destra di Genius.
Pochi giorni fa Matteo Della Bordella è riuscito a venire a capo dell’ultimo tiro da liberare della via.
Ecco il suo racconto: “Dopo essere sbarcati dalla nave sabato ed aver fatto una giornata di riscaldamento nella bella falesia di Su Telargiu, il giorno seguente ci caliamo sulla via Genius con l’idea di provare in libera il tiro duro, ancora non liberato ma stimato intorno all’8a+/b. La giornata è fresca e piove, ma la cosa non è un problema perchè il tiro resta asciutto, forse il vero problema è il vento che c’è ma è quello sbagliato, ovvero lo Scirocco, che da queste parti non è sinonimo di buon grip.
E così il primo giorno le mie sensazioni sul tiro sono pessime, mi sento molto legato e non riesco a scalare fluido, mi ghiso in fretta e temo sempre che mi si rompano appigli ed appoggi…un disastro insomma! Infatti dopo un giorno di tentativi non riesco nemmeno ad arrivare alla fine del tiro e decido che quel tiro e quindi la via è troppo dura per me da fare in libera e che per il resto della vacanza mi sarei dedicato ad altro.
Dopo una giornata di falesia, ripetiamo la via Intelligenza Emotiva sulla punta Giradili e con mia sorpresa, nonostante un paio di resting le sensazioni sulla roccia sono buone, molto meglio dei primi giorni, mi sento bene e stranamente ho ancora abbastanza pelle sulle dita, inoltre il vento è cambiato e per il giorno successivo si annuncia il maestrale. Fabio invece sembra avere la pelle in condizioni peggiori delle mie e visto che decide di riposare gli propongo il giorno successivo di andare a riprovare il secondo tiro di Genius per vedere se le sensazioni anche li sono migliori di prima.
Apriti cielo! Basta poco certe volte! Mente libera, scarpette più precise e grip migliore cambiano completamente le mie impressioni su quel tiro: quel passo che prima mi sembrava impossibile è sì duro ma arrivando con l’avambraccio tonico e sentendo bene gli equilibri del corpo si fa. Si fa ma è duro e bisogna arrivare lì freschi.
Questo secondo tiro praticamente è composto da una prima parte di una quindicina di metri sul 7b, piuttosto fisica con degli allunghi in strapiombo, quindi un riposo su una buona presa rovescia, ma senza grandi piedi, diciamo un riposo discreto, ma non certo uno sghiso totale, quindi inizia la super sequenza intensa ed esplosiva di 8 movimenti che è il chiave del tiro, i movimenti più duri sono gli ultimi due, il penultimo in particolare è quello in cui serve l’avambraccio destro tonico. Quindi un riposo discreto ed ancora 8-10 metri tecnici per arrivare in catena, non facili ma per fortuna non più così fisici. Vedo che il tiro è possibile e Fabio mi convince a riposare un giorno per tornare a riprovarlo.
Due giorni dopo torno, complici le dieci ore abbondanti di sonno che mi faccio tutte le sere (non è che ci sia molto altro da fare di sera in Sardegna in questo periodo) mi sento bello fresco e riposato. Ripasso i movimenti sul boulder chiave con una ricognizione top rope, quindi sono pronto per il primo vero tentativo. Il sole va dietro una nuvola e le mie sensazioni non sono male, arrivo al riposo piuttosto fresco quindi al chiave.
Parto ma, accidenti a me, proprio sul passo chiave mi lascio distrarre da una fettuccia penzolante e complice un po’ di ghisa la acchiappo al volo. Mi arrabbio con me stesso per averla lasciata in quella posizione e la levo per il tentativo successivo. Purtroppo o per fortuna adesso è uscito il sole pieno e fa troppo caldo, scendiamo quindi alla base della parete e sono costretto ad aspettare il fresco per un paio d’ore abbondanti.
Quando la parete va in ombra sono di nuovo alla carica, mente sgombra e concentrazione alta questa volta, fisso la tacca del chiave per un pelo ma la tengo. Sento che sto cadendo al moschettonaggio successivo e lancio un urlo, non voglio cadere proprio lì, non posso e piuttosto annebbiato dalla ghisa riesco in qualche modo a rasparmi al riposo, per fortuna che il resto del tiro è più verticale e con delle belle arcuate violente risolvo anche l’ultima sequenza prima delle zanche che mi portano in catena.
Tutti i tiri di Genius sono stati liberati, è stata un po’ la “Tough Enough dei poveri” con il secondo tiro liberato da me,il terzo (7b+) da Fabio, il due 7c+ da Paolo Spreafico ed il 7c di tetto finale da Dodo. Adesso aspettiamo “l’Ondra dei poveri” che ci fa la prima Rp in giornata. La via è comunque stupenda e molto impegnativa, personalmente devo ringraziare Fabio Palma per aver creduto in questo progetto, in questa linea ed aver investito tanto tempo e voglia nella sua apertura. Quando iniziammo nell’autunno 2007 dopo un tiro io mollai subito il colpo ed è stato Fabio che qui ha fatto il grosso del lavoro di apertura insieme a Dodo, quindi il merito per questa super via ritengo sia prima di tutto suo.”
Ecco infine il racconto di Fabio Palma: “Genius è nata dall’intuizione mia e di Matteo nell’Autunno 2007, in cui in ben 2 giorni aprimmo un solo, miserabile tiro,il futuro L5, perchè decidemmo di iniziare dalla cengia mediana.
Dodo è stato un grande ad accettare di continuare ad aprire insieme a me, e a resistere allo stress di Pasqua 2009, quando in 10gg aprimmo soltanto L2, la lunghezza appena liberata da Matteo. Quell’avanti e indietro lungo il sentiero senza riuscire praticamente ad avanzare non fu facile da accettare per entrambi, soprattutto per Dodo, mentre io in fondo ero impegnato nel finale del mio romanzo, Genius appunto, e guardavo a quelle giornate semi-infruttuose in maniera diversa. E poi ho un ricordo bellissimo di Maggio 2009, quando tornammo con Paolo e Luca Matteraglia, vedere un Paul in grande spolvero attaccare la via mentre io e Dodo finivamo di aprirla è stato molto, molto intrigante.
Una grande settimana dedicata all’arrampicata. Personalmente non vedo l’ora che qualcuno parta dal basso e la salga in giornata: quel qualcuno non posso essere io, non ho assolutamente il livello. Mi piacerebbe fosse uno di noi, un Ragno, ma sarei felicissimo se riuscisse anche qualcun altro.”
Fonte: UpClimbing/Ragni di lecco

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