Dramma sul Goat Wall, muore uno scalatore di 20anni - Up-Climbing

Dramma sul Goat Wall, muore uno scalatore di 20anni

Un tragico incidente sul Goat Wall, Washington, ha ucciso il giovane scalatore Shelby Withington, studente 20enne di Seattle, che è precipitato per 150 metri a causa di un banale quanto fatale errore che purtroppo ancora si commette, il nodo in fondo alla corda durante la calata. Pare infatti che Shelby avesse salito con tre altri compagni tutti molto giovani, di 21, 22 e 27 anni, i primi sette tiri di Sisyphus, una nota via del Goat Wall, per poi ridiscendere. Questa è una pratica diffusa su questa via poiché gli ultimi tiri della via sono di terzo grado e inferiore e vengono talvolta ignorati.

Niente di male fino ma qui ma in seguito Withington ed un socio sono scesi con la pratica del simul-rappeling, ossia la calata contemporanea di due persone sui due capi di una stessa corda al fine di risparmiare tempo. E’ fondamentale però, una volta arrivati alla base o comunque su un punto d’appoggio, toccare terra grosso modo simultaneamente altrimenti viene da sé che lo scarico improvviso di peso da parte di uno scalatore può riversarsi improvvisamente sul’altro che non ha più “contrappeso”. Il primo scalatore che “atterra” insomma, si trova a dover far sicura in un certo senso al compagno e l’assicuratore che prima utilizzava per calarsi diventa un discensore per il compagno. Questo infatti è quello che è successo allo sventurato Withington. La persona con la quale si stava calando infatti, una volta arrivato ad appoggiare i piedi su un punto fermo, non ha più frenato la corda, il perché è tutto da vedere, ed in aggiunta a fine capo…non era stato fatto il nodo.

Tutto il peso del corpo di Shelby si è trasferito in tempo zero sul suo capo che è partito come un proiettile verso il basso facendo sfilare la corda dall’assicuratore del compagno. Dalla ricostruzione sembra che Withington si precipitato per una novantina di metri senza toccare roccia per poi impattare e fermandosi 150 metri sotto.

Una leggerezza, una pratica conosciuta male, una distrazione, un fraintendimento…posso essere decine le ragioni di questo incidente che pone però attenzione sulla pratica della calata in simultanea e soprattutto del nodo a fine corda. Questa è forse la cosa più facile da fare ma che può fare la differenza fra la vita e lo morte anche nella semplice calata in doppia.

Tempo fa avevamo raccontato la sventurata vicenda di una donna che aveva fatto una calata in doppia terminata nel vuoto, senza machard o altri nodi e con i due capi in fondo. Giunta a fine corda, si aera resa conto delle due leggerezze ma non poteva fare assolutamente nulla poiché con le due mani frenava lo scorrimento delle corde. Dopo interminabili minuti di panico ed agonia, sotto gli occhi del marito che era impossibilitato ad intervenire, non ha potuto fare altro che mollare la presa, stremata, e lasciarsi precipitare nel vuoto.

Facciamo questo nodo. Punto.

news methowvalleynews.com

Condividi: