È solo un passo, 225 m, VI+/A1 - Up-Climbing

È solo un passo, 225 m, VI+/A1

Walter Polidori, Alessandro Pelanda e Luca Carnelli hanno aperto È solo un passo, una nuova via sul Becco del Pezol (toponimo proposto).

La Parete di Pezol, già visitata da Polidori e compagni (apertura della via L’euforia di Susy, 2017), si trova in una zona un po’ defilata rispetto alla Valle del Sarca dell’arrampicata “di massa”. La parete gode di un panorama fantastico sul Lago di Garda e di un’esposizione particolarmente favorevole che permette di arrampicare in tre stagioni: primavera, autunno, inverno. La roccia, a tratti veramente bella, è stata ripulita dagli apritori ma in alcune zone è ancora leggermente sporca (probabilmente la via non è ancora stata ripetuta).

Il cosiddetto Becco del Pezol (toponimo proposto) è una struttura che culmina con un pilastro aggettante e molto estetico, mai salito prima.

La via è stata dedicata a una persona speciale che non condivide più con noi la gioia di arrampicare: Fabrice Calabrese. Come diceva lui “è solo un passo, però bisogna farlo quel passo”.

 
Valle del Sarca, Prealpi Bresciane e Gardesane (Trentino-Alto Adige)
Becco del Pezol (toponimo proposto), 900 m ca., versante sud
È solo un passo
Walter Polidori, Alessandro Pelanda, Luca Carnelli, 14 aprile 2018
225 m, 8L, VI+/A1 max., in libera ultimo tiro probabilmente VII/VII+, R3

 

Materiale: classico da roccia con 12 rinvii, una serie di friend (fino al n°3 BD, doppiare le misure dalla 0,75 alla 3 BD). Friend n° 5 e 6 BD non indispensabili ma utilizzabili nella fessura dell’ultimo tiro. Consigliati anche martello e qualche chiodo. Soste attrezzate su chiodi e alberi, tutte con cordone. Sui tiri chiodi e qualche cordone.

Accesso: da Arco (TN) dirigersi verso la frazione Bolognano. Prendere la strada per il Monte Velo e Gazzi. Dopo 3,7 km dalla chiesa si arriva ad un tornante che piega a destra, dove si vede una forestale con sbarra e cartello indicatore “Eremo di S. Giacomo”. Parcheggiare nei pressi della sbarra evitando di ostacolare il passaggio. Seguire la forestale, quindi prendere un sentiero a sinistra nei pressi del cartello “Garda Trek”. Il sentiero scende e poi risale. Continuare fino a individuare, dopo una zona con massi, una traccia che sale a destra rispetto al sentiero principale. Seguire la traccia fino ad arrivare di nuovo al sentiero, nei pressi di un ulteriore cartello “Garda Trek”. Qui salire a destra e arrivare a un caratteristico grosso tronco decorato con pendagli. Dopo di questo si trova un tratto di sentiero in piano, all’incirca sulla verticale del Becco del Pezol. Lasciare la traccia e salire nel bosco verso la parete, senza percorso obbligato, cercando i punti più facili e muovendosi leggermente in diagonale verso destra. Costeggiare verso destra un tratto ripido e in parte roccioso fino a individuare un canalino erboso che facilita la salita. Uscirne a destra e continuare nel bosco fino a un altro breve salto a sinistra. Trovare un altro passaggio facile che permette di accedere a un pendio erboso a sinistra e porta a un punto ripido con roccette. Attraversare con attenzione verso sinistra e raggiungere così il bosco che si trova ai piedi del Becco. Traversare a sinistra, in discesa, fino a un tratto che scende ripido. L’attacco si trova presso un muretto roccioso con grossa edera (cordino sul tronco dell’edera). Attenzione: avvicinamento poco evidente, non segnato, su terreno insidioso. Circa 1 h.

Relazione:

L1: salire a sinistra dell’edera per poi spostarsi ulteriormente a sinistra a raggiungere una spaccatura, che si utilizza per uscire dal muro. Superare una caratteristica lista rocciosa e raggiungere la base di un altro muro (ch.). Attaccarlo verso sinistra per bella fessura-lama (fettuccia su alberello in uscita). Continuare su roccette facili e, dopo pochi metri, traversare verso destra su cengetta fino alla sosta su due chiodi, vicino allo spigolo di una paretina. V+, 25 m;
L2: scalare un bellissimo muretto lavorato sopra la sosta e continuare su terreno facile ed erboso (cordone su albero). Passare tra alcuni alberi, poi puntare verso destra e salire a un albero con cordone sotto una placconata, dove si sosta. IV, poi II, 30 m;
L3: dalla sosta salire verso destra per un muretto con fessura (ch. e cordone su alberello). Continuare su placca, seguendo una fessura che la incide fino a un alberello con cordone. Traversare facilmente a sinistra (ch.) e raggiungere un sistema di fessure diagonale a destra. Seguirlo (cordone su cl.) fino ad arrivare sotto uno strapiombo (chiodo). Qui traversare con difficoltà verso destra (ch. con cordone dietro lo spigolo) per accedere a un buon ballatoio che si trova alla base di un diedro. Sosta su tre chiodi. VI+, 30m;
L4: seguire il breve diedro (ch.) e continuare più facilmente su terreno abbattuto a raggiungere una cengia con albero (cordone). Traversare a destra su una zona terrosa e sostare su albero con cordone. V+, 20m;
L5: seguire una spaccatura con albero (cordone) e arrivare a un terrazzino (altro albero con cordone). Attenzione: grosso masso appoggiato in uscita sul terrazzino. Superare un muretto (ch.) e raggiungere una lama sotto uno strapiombo. Seguirla verso sinistra, procedere brevemente in un canale e sostare su albero con cordone. V, 30 m;
L6: continuare sulla parete di destra, in corrispondenza di una fessura (tronco tagliato con cordone). Traversare a destra (ch. con cordone) e doppiare uno spigolo, tenendo un grosso albero in basso all’altezza dei piedi. Salire per roccette a una cengia e sostare su alberello basso con cordone, sotto la verticale della cuspide sommitale. V, un passo VI, 25 m;
L7: traversare a destra (ch. con cordone che indica la direzione), raggiungere e seguire un diedro (due chiodi con cordone, quello di sinistra è meno affidabile). Uscire su cengia dove si trova la sosta su albero con cordone. V+, 30 m;
L8: salire lungo la fessura di destra. Al suo termine traversare a sinistra, su buone lame, arrivando allo spigolo di sinistra. Superare un muretto (ch.) e traversare a sinistra su ripiano, oltrepassando una larga fessura. Salire alla base di un camino superiore ed entrarci. Il camino è stretto, ma è possibile camminare sul suo fondo terroso, superando un paio di piccoli massi. Alla fine del camino salire verso sinistra e sostare su albero. VI/A1 la fessura, in libera probabilmente VII/VII+. Poi V+/VI. 35 m.
Circa 5 metri sopra si trova un albero con cordone, sotto il quale c’è un buco con il libro di via.
Variante: sopra S8, invece di salire la fessura di destra, è possibile salire la fessura di sinistra. Si tratta di una fessura larga, proteggibile con friend maxi. Dopo la fessura si arriva al camino e si continua come descritto sopra (soluzione non verificata).
Tempo salita: in apertura 8 h, per una ripetizione calcolare circa 5 h.
 

Discesa: dall’ultima sosta salire per tracce verso il bosco, poi in diagonale verso sinistra. Scendere per un tratto ripido, dritti e poi a sinistra, quindi continuare verso destra (fino a qui bolli gialli su alberi e qualche raro ometto. All’inizio della discesa si trovano anche alcuni segni blu e rossi). Si arriva a un albero con tre bolli gialli da cui si ritrova la discesa della via L’euforia di Susy (S. Martinelli, I. Moscardi, W. Polidori, 23 dicembre 2017). Seguire alcune tracce in discesa (bolli grigio-argento su alberi), poi verso sinistra, in direzione del sentiero proveniente dal Monte Pezol (individuabile per un traliccio sulla cima). Seguire il sentiero verso sinistra arrivando a un cartello indicatore per il sentiero “Garda Trek”. Qui scendere a sinistra (ometto), per traccia, fino ad arrivare di nuovo al sentiero. Seguirlo a sinistra per tornare al parcheggio. Circa 1 h.

La ritirata in doppia sulla via è possibile ma sconsigliabile perché laboriosa e a rischio di incastro.

Condividi: