ERMANNO SALVATERRA CI HA LASCIATI - Up-Climbing

ERMANNO SALVATERRA CI HA LASCIATI

Incidente mortale sulle sue montagne, le Dolomiti di Brenta

Ermanno Salvaterra ci ha lasciati: il celebre alpinista, guida alpina e ex gestore del Rifugio XII Apostoli, è rimasto vittima di un grave incidente sul Campanile Alto di Brenta.

Ieri, 18 agosto, Salvaterra stava scalando sulla via Hartmann-Krauss alla cresta ovest del Campanile Alto insieme a un cliente. Improvvisamente la caduta: un volo di 20 metri, probabilmente a causa della fragilità della roccia. Purtroppo per l’alpinista, classe 1955, non c’è stato nulla da fare.

Ermanno Salvaterra sarà ricordato tanto per le sue imprese sul Brenta, le montagne ai piedi delle quali è nato e cresciuto, quanto per quelle in Patagonia, che era per lui quasi una seconda casa.

Sulle Dolomiti di Brenta Salvaterra ha lasciato la sua firma indelebile aprendo numerosi itinerari d’alta difficoltà, alcuni dei quali si svolgono su cime iconiche del gruppo come il Crozzon di Brenta (vie Super Maria, Ultimo Sole), il Campanile Basso (vie Cheyenne, Duomo dei Falchetti), la Cima d’Ambiez (via Soddisfazione). Ha anche realizzato alcuni concatenamenti importanti, scalando in solitaria e in velocità su vie classiche di sesto grado.

Con le sue imprese in Patagonia si è meritato il soprannome di “Uomo del Torre”, concentrando la sua attività proprio sul Cerro Torre del quale, insieme ad Andrea Sarchi, Maurizio Giarolli e Paolo Caruso, ha realizzato nel 1985 la prima invernale. Con diversi compagni, sempre sul Cerro Torre, ha anche tracciato tre vie nuove: Infinito Sud sulla parete meridionale (senza uscita sul fungo di vetta); Quinque anni ad paradisum in parete est; El arca del los Vientos in parete nord (quest’ultima ripercorre in parte il tracciato della controversa ascensione di Maestri ed Egger del 1959).

In copertina: l’area centrale del Gruppo di Brenta. Foto di Mattia Marinangeli su Unsplash

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