Fabian Buhl parla di Nirwana - Up-Climbing

Fabian Buhl parla di Nirwana

Doveva essere una giornata di riprese di tentativi per Fabian Buhl ed invece si è rivelata una giornata a sorpresa, con la prima ripetizione di Nirwana (7L, 8c+ max) sulla Sonnwand. Lo abbiamo contattato subito e Fabi non ha nascosto l’evidente soddisfazione, "I also can not explain it;-) but very happy…" ci aveva scritto via facebook e quindi, alla nostra richiesta di scriverci due righe sulle sue impressioni e sensazioni, Fabian Buhl ci ha inviato questo articolo solo poche ora dopo la prima ripetizione della via di Alex Huber.
"Dopo Silbergeier, ho voluto cercare un nuovo progetto multipitch per la prossima primavera. Ero stato sulla via una volta questa estate ma faceva molto caldo, dove ho patito molto la parte bassa, scalando poco rilassato malgrado le difficoltà non elevate. Tuttavia ero rimasto molto impressionato dalla verticalità della parete e dalla scalata dinamica che richiedeva; era decisamente anomalo per una parete alpina.

Con un amico che mi ha fatto sicura, sono andato a fare un giro sulla via per vedere fin dove arrivavo, senza pensare minimente a salire completamente la via. Sapevo di aver lavorato bene le singole lunghezze, provandole da solo, ma anche che ero lontano dal poter concatenare il tutto. Fortunatamente non era così e il mio copro aveva memorizza ed imparato tutte le sequenze. Il mio secondo tentativo sulla lunghezza di 8c+ lunga 50 metri fu come un sogno.
Il tiro può essere diviso in tre boulder separate però da sezioni tecniche e di forza e sempre esigenti. Il boulder finale è il crux della via e richiede molta forza nelle dita; va studiato ogni singolo movimento. Il ringraziamento più grande ed il massimo rispetto va per Alex Huber che ha aperto una via simile con uno stile perfetto, usando solo protezioni veloci e chiodando solo dove necessario. Le soste sono sicure ed in totale ci sono solo 17 arcoraggi. La bellezza del posto sopra Lofer è spettacolare e spero un giorno di realizzare una mia via di pari livello."
Fabian Buhl

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