Intervista: Fabian Buhl - Up-Climbing

Intervista: Fabian Buhl

Con la modestia e la riservatezza di un ragazzo che per la prima volta scrive ad un sito di informazione, qualche mese fa Fabian Buhl ci aveva contattato per sapere se ci poteva interessare qualche suo boulder risolto. Inutile dire che lo stupore fu più nostro e la persona ci piacque fin da subito perchè più che un atleta di punta del boulder mondiale sembrava un ragazzo qualsiasi che ogni tanto sale qualche sasso. Siamo stati quindi ben felici di pubblicare le sue news ed ancora di più quando abbiamo visto che dopo vari 8b+ e oltre di blocco, ha spaziato per il trad e le multipitch, realizzando un progetto importante come Silbergeier. Conoscere meglio Fabi quindi era un dovere.
Iniziamo naturalmente da Silbergeier: ho letto sul tuo blog che è stato un primo passo importante per diventare un “allrounnd climber”, cosa intendi?
Sono cresciuto attorniato dalle montagne ed è l’ambiente che amo di più. Dopo la seconda frattura alla caviglia, non potevo più cadere sui crash e allora ho cercato nuove alternative. Prima ho fatto un po’ di trad e dopo mi sono dedicato in estate alle multipitch. E’ sempre bello mischiare stili differenti così non rischi mai di annoiarti. Sono molto felice che tutto sia andato per il meglio; a gennaio non avrei mai creduto di poter fare tanto…
Hai iniziato con il boulder giusto? Poi sei passato all’arrampicata sportiva, al trad e ora alle multipitch: cosa ti ha fatto cambiare interesse?
Ho iniziato con l’arrampicata sportiva veramente ma dopo una visita in Ticino mi sono dedicato al bouldering e ogni fine settimana libero andavo in Svizzera in cerca di blocchi. Per un po’ mi sono dedicato solo a questo. Questo inverno ho provato il trad su Prinzip Hoffnung che è la via più dura che abbiamo fatto e la più lunga da tre anni a questa parte. All’inizio non sapevo se la mia testa poteva sopportare quelle protezioni e quella distanza tra esse ma in qualche maniera questo mi stimolava ed è stato allora che ho iniziato a pensare alle multipitch.
Chi ti ha ispirato in queste fasi differenti?
Sicuramente tutte quelle persone cariche di entusiasmo che provano a far diventare realtà i loro sogni come Martin Scheel o Tommy Caldwell per le multipitch. Nel boulder certamente Fred Nicole era ed è sempre un punto di riferimento e non solo per le sue linee ma per il suo stile di vita.
Ma quando e come è nata la tua passione per l’arrampicata?
Dopo aver fatto scialpinismo nel 2006, un amico mi ha portato fuori a scalare la prima volta e ne sono rimasto folgorato. Amo davvero scalare e viaggiare e al momento cerco solo di migliorare e divertirmi il più possibile.
Sei molto giovane, come vedi il tuo futuro?
In arrampicata voglio sicuramente migliorare nel bouldering. Amo sempre lavorare sul gesto e su problemi al mio limite. Penso che essere più forti aiuti mi aiuterà a migliorare in tutti i campi. Quest’anno mi sono divertito tanto a cambiare i vari terreni di gioco ed in futuro continuerò a farlo, seguendo le varie stagioni e quello che offrono. Mi piacerebbe anche aprire delle vie nuove piazzando protezioni proprio solo dove serve stile Martin Schell o Beat Kammerlander.
Chi sono I tuoi sponsor ora? Ti è possibile dedicarti interamente all’arrampicata?
Sono sponsorizzato da La Sportiva, Petzl, Climb On e Dav Kempten. Sono molto felice di stare con loro e di avere il loro supporto e li ringrazio. Provo a scalare il più possibile dividendomi con lo studio. Ho anche un piccolo lavoro per pagarmi qualche viaggio.
L’inverno arriva: che programmi hai a breve termine?
Sto lavorando un’altra multipitch e spero di chiuderla prima dell’inverno. Intanto devo anche tenermi in allenamento per la prossima stagione di boulder, aspettando le giuste condizioni, e devo anche studiare…
 
Intervista di Stefano Michelin
 

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