Nina Caprez chiarisce la questione "Orbayu" - Up-Climbing

Nina Caprez chiarisce la questione “Orbayu”

In una intervista alla rivista spagnola Desnivel, la scalatrice svizzera Nina Caprez ha smentito si spera una volta per tutte le voci che la volevano in lotta con Sasha DiGiulian per la prima femminile di Orbayu, la via dei fratelli Pou sul Naranjo de Bulnes.
“Non ci sono divieti, non ci sono lotte, non ci sono guerre, non c’è niente!” dice Nina. “Credo che ad alcuni media piacciano le storie drammatiche ma questa non lo è. Sono bastate un paio di telefonate con Sasha per chiarirci, nient’altro”.
In sintesi, anche l’americana aveva in progetto la salita della stessa via ed intendeva muoversi in un periodo molto vicino a quello scelto dalla svizzera. Le due scalatrici si sono quindi confrontate e Sasha ha cambiato programma, lasciando a Nina strada libera per il suo progetto con il compagno Cedric Lachat (per la cronaca, la DiGiulian sembra abbia già comunque messo in cantiere un’altra supervia).
“Credo che il problema sia solo sul post che ha messo Sasha sul suo blog ed un giornalista di una testata americana che ha introdotto termini come “stanno combattendo” ed altri simili ma non è assolutamente vero" ha proseguito Nina.
Questo il post di Sasha sul suo blog.”Io ho un incredibile rispetto sia per Nina che per Cedric come climbers professionisti. Proprio per questo, ho deciso che non andrò a fare questa via (Orbayu) questa estate poiché la loro programmazione del film sembra già preconfezionata; ma, forse, se stai realizzando un film, dopo hai una fase di programmazione per le riprese e non scali e riprendi nello stesso momento. I progetti in multipitch sono complessi perché le persone non possono scalare tutte nello stesso momento ma ci possono essere finestre di possibilità come una possibile soluzione, ad esempio. Poi, progetti come questi sono forse vere sfide…chi la fa per prima, fa la prima (femminile).
Nessuno dovrebbe avere il diritto di rivendicare una prima salita, se si tratta di un progetto ancora aperto. Ma a che punto il progetto può dirsi sviluppato abbastanza da far sì che un altro climber professionista, rispettando i tentativi dell’ideatore originario, lasci perdere per dedicarsi a un’altra via?

Detto questo, ho un totale rispetto per chi chioda per primo un progetto. Credo che questa persona abbia assolutamente il diritto di rivendicare la precedenza sulla linea che ha chiodato, per un certo periodo di tempo. La questione però diventa più complessa se un’altra persona ha chiodato una via e lascia gli altri liberi di provarla.”
 

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