"One", integrale alla Nord della Sfinge - Up-Climbing

“One”, integrale alla Nord della Sfinge

"One", integrale alla Nord della Sfinge (Val Codera, Alpi Centrali. Gruppo del Ligoncio, Q.2802)
di Rossano Libera
La prima via a percorrere la liscia parete, è la leggendaria "Oppio" 600mt. VI e A2/A3 (S.Duca e N.Oppio 3/4 agosto 1941) aperta dal fortissimo e visionario Nino Oppio, è stata a lungo la via estrema di riferimento in Alpi centrali e una delle più difficili vie rocciose delle Alpi intere! Sale all’estrema destra della parete. Tutt’ ora conta solo due di ripetizioni (Airoldi, Piazza, Gallieni ed Osio nel ’58 e Teo Colzada con R. Libera per la prima salita in libera nel 2006)
La seconda via tracciata, all’ estrema sinistra, è del 1976, la storica e famosa "Via del Peder" , 400 mt. VI e A0 o VII aperta dal 3 al 5 agosto da G.Alippi,L.Gilardoni,M.Lanfranconi e R.Snider, è stata dedicata a Pietro Gilardoni, protagonista più accanito nei numerosi tentativi precedenti, scomparso prima che la via fosse terminata.
Del 1984 è la via "Graziano Bianchi", 450mt. VI e A3 (Assi, Bortoli e Colombo) che percorre inizialmente i tetti e strapiombi basali a sinistra della Oppio, dopodichè sale con andamento molto diagonale verso destra per "fuggire" dalla teoria di compatte placche soprastanti.
Placche che vengono affrontate solo nel 1990 da "Leggende del Liss" 550mt. VII+/A2 aperta dal 21 al 23 luglio con rocambolesco bivacco, dai fratelli R.e V. Libera con Pietro Nonini e Teo Colzada. La prima parte ripercorre, con arrampicata faticosa in artificiale, gli strapiombi bagnati della sopracitata "Graziano Bianchi".
E’ però del ’92 il vero salto in avanti, con "One", 350mt. VIII/VIII+ aperta in più riprese da Davide Biavaschi ed i fratelli Libera. Vengono salite direttamente le compatte placche in centro parete, raggiunte ogni volta tramite una cengetta servita da una corda fissa.
Vi si accedeva dal lato sinistro della parete, evitando così gli strpiombi basali.
Da allora, proprio grazie a questo accesso facilitato, "La via del Peder" non credo sia più stata ripetuta nella sua versione originale, privandola così della sua parte più alpinistica e sottraendole impegno. "One" risultava essere una via tronca.
Quegli strapiombi sono stati ripresi solo per la prima ripetizione di "Leggende", nel 2000, quando ripercorsi in solitaria le nostre tracce. Poi più…
Quello che segue è il racconto di un nuovo modo di affrontare il "One" ora, a venti anni di distanza dalla sua apertura…
 
VENTI ANNI DOPO
Dalla cresta poco sotto la cima, lascio cadere lo sguardo ; ad una quindicina di metri più in basso scorgo l’anello di calata che dovremo raggiungere per scendere in corda doppia.
In questo istante capisco che è finito anche questo sogno, covato a lungo e durato poco, come tutti i sogni…
24 ore prima…
Siamo appena giunti al Rifugio Omio, accolti calorosamente da Giacomina e da questa Valle che mi ha sempre suscitato emozioni positive. Il ricordo va subito all’ ultima volta che sono stato qui; allora conobbi il mitico Dino Fiorelli, papà di Giacomina, storico gestore di questo Rifugio e leggendaria Guida alpina.
Dino ci ha lasciati pochi giorni fa. Forse anche per questo ‘vuoto’ ho deciso di salire nel suo regno, a casa sua.
Rincorro emozioni da quando capisco che con una ferrea volontà si possono acciuffare; questa situazione mi carica di forza emotiva, quella che domani mi servirà quando avrò terminato quella fisica.
E la ‘benzina’ finirà presto, lo so; questi ultimi due mesi li ho trascorsi lavorando molto, davvero tanto.
Il mestiere di Guida sa essere logorante, specialmente se fatto nella sua accezione più classica, ovvero l’ accompagnamento per montagne, cime o pareti.
Lo ha capito anche Sabina, che ha dovuto sopportare i miei malumori dovuti anche ad un carattere troppo simile all’ aspetto di queste montagne, le montagne dove sono nato…
Inganno l’ attesa dissimulando la preoccupazione che accompagna ogni giorno precedente una salita importante. Lo faccio sfogliando il diario delle salite. Con grande stupore ritrovo le relazioni originali delle vie aperte nei primissimi anni ’90 sulla Parete Nord della Sfinge (Liss de l’Arnasca, per noi “locus”) con mio fratello Valentino e compagni. Che emozione!
L’idea per domani sarebbe proprio quella di salire “ONE”, ma farlo dalla base della parete, anziché dall’inizio delle placche.
Questo comporterebbe lo sforzo ulteriore di superare tre lunghezze in artificiale lungo un tetto e strapiombi, con l’ intenzione di percorrerli in completa arrampicata libera.
Ecco il perché di tutta la mia tensione…
Proprio quest’ anno, in cui ho scalato poco, o nulla. Inoltre so di avere solamente questa chance, anche se mi sento davvero stanco; ecco il perché di tutta la mia preoccupazione…
Mi illudo di voler fare un regalo a Sabina, lungamente trascurata per il lavoro, ma capisco che il regalo sarebbe per me, per riempire quel vuoto lasciato in sospeso da tanti anni. Salire in libera tutta questa via, staccando i piedi dal ghiacciaietto basale e non la “longe” dalla corda fissa che attraversa sopra gli strapiombi, ridarebbe dignità e completezza a “ONE”. Un sogno che accarezzo dai giorni della sua apertura…
La sveglia delle 5.00 mi libera da una notte disturbata. Rapida colazione e via!
Il tempo impiegato per raggiungere il punto in cui cominciano le calate ribadisce il mio timore: non sono proprio in forma!
Ma è qui che sento succedere in me ciò che speravo: la vista della parete mi scuote prepotentemente, è una sorta di atavico richiamo. I ricordi si mescolano a velocità folle, le azioni intraprese lungo la discesa in doppia dal colle sono una sorta di deja vu.
La frenesia si impadronisce dei miei gesti; incito Sabina a fare presto. Lo sguardo dalla base della parete è mozzafiato!
Eccomi qui, eccomi a casa!…
Con un unico, lungo tiro raggiungiamo la base del tetto, inizio vero e proprio delle difficoltà.
Il tetto è incredibilmente asciutto. L’estate estremamente secca ha anche dei lati positivi…
Il primo tentativo sul traverso orizzontale mi consente di piazzare le prime protezioni, pulire ed asciugare alcuni tratti.
Un profondo, intenso sguardo d’intesa a Sabi e parto. Qui comincia la nuova storia di questa via; se ne avrò la forza…
 
 

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