Piccardi, prima libera alla Via dei Ragni - Up-Climbing

Piccardi, prima libera alla Via dei Ragni

 Il Ragno di Lecco Matteo Piccardi è riuscito nella prima libera della Via dei Ragni ai Magnaghi, con l’aiuto di Gerardo "Gerri" Redepaolini, con cui ha potuto pulire e provare la via per il tentativo in libera.
Ecco la descrizione tecnica che Matteo ci ha dato dell’itinerario:
Via dei Ragni
Prima salita: Casimiro Ferrari, Giuseppe Conti – 26 aprile 1960.
150m circa – 4L – VI-/A2
Prima RP Matteo Piccardi (29 agosto 2012) accompagnato da Alessandra Bolis dopo precedente attrezzatura e sistemazione della via con Gerardo Re Depaolini.

Tra le vie della Grigna, forse una delle linee più belle, impegnative, ed estetiche; una piccola perla fuori della porta di casa.
Linea logica ed esteticissima che incide, con andamento diagonale da destra verso sinistra, tutta la parete sud est del secondo Magnaghi.
La linea arditissima – per l’epoca – era stata aperta in artificiale da un giovane Casimiro Ferrar; la via originale nel corso degli anni è stata purtroppo abbandonata a favore della più facile scappatoia sulla destra, a due terzi della seconda lunghezza.
Il lavoro di sistemazione della chiodatura è per lo più merito di Gerri che, con sapiente arte di chiodatura, ha sistemato buona parte dell’ itinerario originale.
Abbiamo dedicato una giornata intera alla pulizia della via, al collegamento dei chiodi e alla ricerca delle giuste sequenze per la libera.
LA descrizione delle lunghezze:
L1 Seppur inizialmente con sezioni di roccia delicata, dopo una buona pulizia è risultato essere uno dei tiri più belli che abbia salito in montagna; strapiombante per un buon due terzi su appigli buoni, per terminare in placca su roccia monolitica a buchetti e liste.
I collegamenti tra i chiodi e i rinvii attualmente sono ancora sul tiro.
N.B. attenzione perché sopra la sosta di L1 c’è un buco, dal quale anche in condizioni ottimali cola acqua che bagna la sezione chiave del primo tiro.
Inoltre, su questa lunghezza sono presenti alcuni fix di un precedente tentativo di libera.
Noi non li abbiamo usati, ognuno è libero di decidere se servirsene o meno.
L2 parte nervoso, placca verticale leggermente strapiombante, la sezione difficile è lunga una decina di metri poi molla, passo obbligato per arrivare in sosta ma su buoni appigli e roccia bella.
L3 il tiro più alpinistico della via, molto estetico e più facile di quanto non si immagini guardandolo da sotto. Si può integrare la chiodatura con un paio di Alien rosso e viola.
Uscita dallo strapiombo fisica ma su roccia ottima.
L4 dalla sosta si sale verticalmente fino ad un ottimo bong e poi si va qualche metro a sinistra, poi su dritti a una clessidra con fettuccia, fino alla sosta su terrazzino erboso.
Discesa:
con una corda da 70 metri in doppia sulla via di salita, moschettonando qualche chiodo su L3 e L2
con due corde da 60: da S4 doppia da 25m a S3, poi da S3 doppia da 60m alla S1 della normale; da S1 (normale) doppia da 25 fino a terra.
Difficoltà in libera proposte.
L1 IX 25 m
L2 IX-/IX 30 m
L3 VII+ 30 m
L4 IV+ 20 m + 50 m di facili roccette per la vetta

Un particolare ringraziamento al Gruppo Ragni della Grignetta, Skylotec, Adidas
Il blog di Matteo
 
Il racconto sul sito dei Ragni di Lecco

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