Questione di rischi - Up-Climbing

Questione di rischi

di Elena Corriero
 "Sì, penso che il tempo di salita possa essere ridotto di molto", dice Mayan Smith-Gobat. "Ma per quanto ne so", continua, "le ragazze del Colorado che hanno infranto il record prima di noi l’hanno fatto durante un tentativo buono, non durante una sessione di pratica; almeno, questo è quello che ho capito io."

Due giorni fa, Mayan Smith-Gobat ha infranto il record di velocità femminile sul Nose durante una sessione di allenamento, portandolo a 10 ore e 10 minuti, 9 minuti in meno rispetto al record precedente. Ma che cosa implica esattamente una salita in velocità su una big wall come quella de El Capitan?

E di quanto può essere ridotto il tempo di salita? “Il tempo delle donne potrebbe facilmente scendere intorno alle 4 ore, ma potrebbe volerci un po’ di tempo prima di abbattere quel limite: le donne in generale non sono disposte a prendersi dei rischi come gli uomini, e scendere sotto le 4 ore richiederebbe certamente prendersi dei rischi!” spiega Mayan.

Come viene eseguita la salita del Nose, a livello tecnico? Mayan Smith-Gobat spiega che lei e Chantel si erano divise la salita in blocchi: ognuna delle delle due ha tirato da prima più lunghezze di fila, in modo da darsi il cambio solo quattro volte in totale. Mayan e Chantel hanno anche deciso di utilizzare una tecnica chiamata “short fixing”. “Quando il capocordata arriva in sosta, recupera la corda, la fissa in sosta e riprende la salita. Questa tecnica è un po’ rischiosa, perché a questo punto il capocordata rischia una grossa caduta, ma permette di risparmiare molto tempo, visto che in questo modo possiamo muoverci entrambe in contemporanea.”

Mayan e Chantel si stanno preparando a una salita in velocità collegando il Nose e l’Half Dome: il loro obiettivo è di scalare le due big vie una dopo l’altra, nel giro di 24 ore. Qualcosa che non è mai stato fatto da una cordata femminile.

Ma che senso ha la scalata in velocità? Mayan risponde: “Che senso ha arrampicare? Che senso ha partecipare a una gara? Che senso ha cercare di vincere o di infrangere un record? Veramente, non so come rispondere a queste domande… Penso che sia qualcosa che ha che fare con la nostra natura umana, il fatto di voler vincere… con il nostro ego.”

Come si affrontano concretamente il rischio e il pericolo insiti in una salita in velocità? In che modo è possibile rendere più sicura una scalata di questo tipo? “È solo questione di valutare il rischio, e quanto uno sia disposto a rischiare”, risponde Mayan. “Personalmente mi trovo a mio agio ad arrampicare con quello che viene definito il “death loop” (o lasco della morte) e in queste situazioni semplicemente scalo come se fossi in solitaria: una caduta non è contemplata, faccio solo ciò che posso fare in sicurezza, o altrimenti tiro le protezioni.”
“Comunque”, conclude Mayan, “il rischio esiste, ed è forse per questo motivo che poche donne fanno cose di questo tipo”.

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