10 Mag Zombie, VII+/A2
Walter Polidori, in compagnia di vari amici, ha aperto Zombie, un nuovo itinerario su roccia alla Parete di Padaro (Valle del Sarca).
La Parete di Padaro è caratterizzata da buona roccia e morfologia molto varia. Nella parte centrale si evidenzia un grosso scudo di roccia verticale e strapiombante. Zombie segue una linea logica e ardita sullo scudo, disegnata da una fessura. Solo dove la fessura si chiude è stato necessario aggiungere dei fix, mentre il resto della via è di tipo trad, da proteggere con friends. Soste a fix.
Ad eccezione di alcune zone compatte con difficoltà elevate, è possibile spingere molto la libera, perché la fessura presenta roccia spettacolare ed è ben proteggibile.
La salita è fattibile tutto l’anno, ma preferibilmente nelle mezze stagioni: in estate può essere troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
La via è dedicata a Dolores O’Riordan. Zombie è una famosa canzone dei Cranberries, di cui Dolores O’Riordan costituiva la voce. Il testo è impegnato e triste, una forte denuncia contro una delle tante guerre assurde del nostro mondo. La canzone fu ispirata dall’attentato dell’IRA a Warrington, in Inghilterra, nel 1993. Dolores O’Riordan dichiarò che “Zombie parla della lotta per l’indipendenza dell’Irlanda, che sembra durare eternamente”. Il testo dice chiaramente: “È sempre la stessa storia dal 1916”, anno in cui fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all’Inghilterra. “Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia”. I Cranberries affermano di avere inteso Zombie come una canzone di pace tra l’Inghilterra e l’Irlanda.
Materiale: classico da roccia con una serie di nuts e una serie di friends (fino al numero 5 BD, raddoppiare le misure da 1 a 3 BD). Soste attrezzate su fix a eccezione di S5 (fix + clessidra) e delle ultime due (albero e clessidra). Sui tiri si trovano pochi chiodi e fix solo nei tratti improteggibili. La protezione avviene prevalentemente con nuts e friends. Si raccomanda di portare una chiave n.13 per serrare le piastrine dei fix in caso di necessità.
Accesso: da Arco (TN) dirigersi al paese di Padaro e proseguire in auto fino a quando la strada passa proprio sotto la parete omonima. Lasciare l’auto in una delle piazzole sulla strada. A piedi, su traccia, salire in direzione della parete come per le vie La fessura obliqua e Artemis. L’attacco di Zombie si trova tra queste due (scritta rossa), nei pressi di una placca un po’ sporca (visibile il primo chiodo con cordino). 10’.
Relazione:
L9: salire facilmente nel bosco facendo attenzione al terreno delicato con terra e sassi. Sostare su clessidra con cordone presso una paretina. II, 15 m.
Discesa (indicazioni faccia a monte): dalla sosta dell’ultimo tiro traversare a sinistra su roccette (attenzione). Continuare su comoda cengia, inizialmente sotto a un grosso strapiombo, fino a un fix con anello e la scritta “pista per calate”. Seguire le tracce e i segni blu che traversano a sinistra e, con facili passi di arrampicata, conducono nel bosco. Si raggiunge così a un pulpito con una sosta di calata. Fare una doppia da 35 m fino alla successiva sosta di calata, leggermente a sinistra, in corrispondenza di un albero. Fare una seconda doppia da 50 m nel vuoto che conduce a un grosso intaglio. Superarlo e raggiungere un avancorpo staccato dalla parete. Scendere nel bosco verso destra, con qualche facile passo di arrampicata, e tornare alla base della parete.
Relazione e immagini di Walter Polidori.

