Zombie, VII+/A2 - Up-Climbing

Zombie, VII+/A2

Walter Polidori, in compagnia di vari amici, ha aperto Zombie, un nuovo itinerario su roccia alla Parete di Padaro (Valle del Sarca).

La Parete di Padaro è caratterizzata da buona roccia e morfologia molto varia. Nella parte centrale si evidenzia un grosso scudo di roccia verticale e strapiombante. Zombie segue una linea logica e ardita sullo scudo, disegnata da una fessura. Solo dove la fessura si chiude è stato necessario aggiungere dei fix, mentre il resto della via è di tipo trad, da proteggere con friends. Soste a fix.

Ad eccezione di alcune zone compatte con difficoltà elevate, è possibile spingere molto la libera, perché la fessura presenta roccia spettacolare ed è ben proteggibile.

La salita è fattibile tutto l’anno, ma preferibilmente nelle mezze stagioni: in estate può essere troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.

La via è dedicata a Dolores O’Riordan. Zombie è una famosa canzone dei Cranberries, di cui Dolores O’Riordan costituiva la voce. Il testo è impegnato e triste, una forte denuncia contro una delle tante guerre assurde del nostro mondo. La canzone fu ispirata dall’attentato dell’IRA a Warrington, in Inghilterra, nel 1993. Dolores O’Riordan dichiarò che Zombie parla della lotta per l’indipendenza dell’Irlanda, che sembra durare eternamente”. Il testo dice chiaramente: “È sempre la stessa storia dal 1916”, anno in cui fu firmato un accordo che sanciva la cessione di sei contee irlandesi all’Inghilterra. “Da allora non è cambiato niente: guerra, morte ed ingiustizia”. I Cranberries affermano di avere inteso Zombie come una canzone di pace tra l’Inghilterra e l’Irlanda.

 

Valle del Sarca, (Trentino)
Parete di Padaro, versante est
Zombie
Apertura dei primi cinque tiri: Walter Polidori, Mattia Guzzetti, Dario Chiari, 10 marzo 2019; conclusione via: Walter Polidori, Dario Chiari, Gabriele Mainini, 24 marzo 2019 (senza corde fisse).
200 m ca., VII+/A2, VI+/A2 obbl., R2-R3. La libera integrale non è ancora stata realizzata.

 

Materiale: classico da roccia con una serie di nuts e una serie di friends (fino al numero 5 BD, raddoppiare le misure da 1 a 3 BD). Soste attrezzate su fix a eccezione di S5 (fix + clessidra) e delle ultime due (albero e clessidra). Sui tiri si trovano pochi chiodi e fix solo nei tratti improteggibili. La protezione avviene prevalentemente con nuts e friends. Si raccomanda di portare una chiave n.13 per serrare le piastrine dei fix in caso di necessità.

Accesso: da Arco (TN) dirigersi al paese di Padaro e proseguire in auto fino a quando la strada passa proprio sotto la parete omonima. Lasciare l’auto in una delle piazzole sulla strada. A piedi, su traccia, salire in direzione della parete come per le vie La fessura obliqua e Artemis. L’attacco di Zombie si trova tra queste due (scritta rossa), nei pressi di una placca un po’ sporca (visibile il primo chiodo con cordino). 10’.

Relazione:

L1: salire per vago diedrino a sinistra della placca d’attacco (3 chiodi). Attraversare una zona terrosa verso destra, poi puntare a sinistra a un albero con cordone. Da lì salire in diagonale verso sinistra e sostare alla base di un diedro-camino (sosta su fix). IV+, 30 m;
L2: scalare il camino (passaggio stretto alla fine). Raggiungere una una comoda cengia, sosta a sinistra su fix con anello delle vie La fessura obliqua e Artemis. V, 20 m;
L3: salire sopra la sosta per pochi metri in comune con la via Artemis (cordoni). Poi traversare a destra (chiodo con cordino kevlar) e raggiungere uno strapiombino sotto un albero. Superarlo (albero con cordone), traversare a sinistra e salire per diedrino alla sosta su due fix sotto uno strapiombo. VI, 25 m;
L4: salire a sinistra e traversare a destra sotto lo strapiombo (attenzione a una zona friabile) fin sotto a una fessura. Seguirla fino alla sosta su due fix. Un chiodo sul tiro. VII+/A2, 20m;
L5: continuare per la fessura. Al suo esaurimento si trova un tratto molto difficile e compatto con due fix. Traversare a destra e (nut con cordone) e uscire in sosta su clessidra e fix. VII/A2, 20 m;
L6: salire sopra la sosta seguendo in diagonale la vaga spaccatura cieca che costituisce la prosecuzione della fessura. Nel primo tratto si trovano 6 fix. Segue un tratto in comune con la Via dei Nonni fino alla sosta. A2, VI+, 25m;
L7: tralasciare la Via dei Nonni che sale in una spaccatura a sinistra. Salire invece nella grossa fessura di destra, facendo attenzione a un masso che si trova all’inizio. Verso sinistra, raggiungere una fessura che incide il pilastro tra le due spaccature. Seguirla e, al suo termine, salire a sinistra (alberello con cordino) e arrivare a una sosta a fix. VI, 20 m;
L8: seguire interamente una fessura formata da un pilastro staccato (cordone arancione poco più in alto). Traversare a sinistra su buchi (clessidra con cordone) e continuare a salire in diagonale a sinistra, per placche con lame e buchi, fino al bosco. Sosta su albero con cordone (libro di via). V+ max, 30 m;

L9: salire facilmente nel bosco facendo attenzione al terreno delicato con terra e sassi. Sostare su clessidra con cordone presso una paretina. II, 15 m. 

Discesa (indicazioni faccia a monte): dalla sosta dell’ultimo tiro traversare a sinistra su roccette (attenzione). Continuare su comoda cengia, inizialmente sotto a un grosso strapiombo, fino a un fix con anello e la scritta “pista per calate”. Seguire le tracce e i segni blu che traversano a sinistra e, con facili passi di arrampicata, conducono nel bosco. Si raggiunge così a un pulpito con una sosta di calata. Fare una doppia da 35 m fino alla successiva sosta di calata, leggermente a sinistra, in corrispondenza di un albero. Fare una seconda doppia da 50 m nel vuoto che conduce a un grosso intaglio. Superarlo e raggiungere un avancorpo staccato dalla parete. Scendere nel bosco verso destra, con qualche facile passo di arrampicata, e tornare alla base della parete.

Relazione e immagini di Walter Polidori.

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