29 Ott NUOVA VIA SULLA TORRE DI LAGUNAZ PER GEREMIA E GRASSO
Nicolò Geremia e Mirco Grasso aprono “Colosseo dei Teatranti” sulla Torre di Lagunaz: 600m fino all’VIII+ nelle Pale di San Lucano.

Apertura, archivio M. Grasso
Nel selvaggio gruppo delle Pale di San Lucano, Nicolò Geremia e Mirco Grasso hanno aperto “Colosseo dei Teatranti” sulla Torre di Lagunaz, una nuova linea di 600 metri di sviluppo (150 m di trasferimenti) con difficoltà fino all’VIII+ e impegno R3. Dopo l’apertura avvenuta il 12 e 13 settembre 2026 con bivacco in parete e un avvicinamento di quasi sei ore, i due alpinisti sono tornati un mese più tardi per liberare integralmente la via.Caratterizzata da una roccia di grande qualità, la linea ha subito una piccola variazione al tracciato a causa delle infiltrazioni d’acqua notturne, rivelando un itinerario logico e pulito. Il nome deriva dalla riflessione provocatoria di Geremia che contrappone la concretezza dei “gladiatori” alla narrazione dei “teatranti”, sintetizzata dal motto: “Il Colosseo dei Teatranti è sempre vuoto. Noi siamo gladiatori.”

Bivacco con vista, archivio M. Grasso
L’idea della via nasce da Nicolò Geremia, reduce da una stagione intensa di esplorazioni tra la Quarta Pala e lo Spiz di Lagunaz. Osservando a lungo la struttura della Torre di Lagunaz, Geremia ha individuato la possibilità di tracciare una linea inedita. Al progetto si è unito Mirco Grasso, rientrato da poco da una spedizione in Pakistan. Come racconta lo stesso Grasso: “Rientrato dal Pakistan, appena le dita mezze congelate hanno smesso di farmi male, siamo andati a dare un’occhiata a questa linea”.
Raggiungere l’attacco della parete ha richiesto un avvicinamento complesso di quasi sei ore: i due hanno seguito il sentiero verso l’Arco di Bersanel, abbandonandolo per scendere in un ripido canale nel boral compreso tra la Quarta Pala e le Torri di Lagunaz, per poi risalire il canalino finale carichi del materiale da apertura e bivacco.
Nonostante l’aspetto austero da lontano, la scalata ha sorpreso gli alpinisti. Grasso spiega infatti: “Fin dai primi movimenti scaliamo su una roccia sempre magica. È incredibile come, in questo posto, quello che da lontano sembra compatto e inaccessibile si riveli poi divertente e mai troppo complesso da scalare”.

La magnifica roccia della torre di Lagunaz, archivio M. Grasso
La prima giornata si è conclusa sulla grande cengia a metà altezza, dove la cordata ha allestito il bivacco. Durante la notte, le infiltrazioni d’acqua uscite dalla montagna dopo le piogge dei giorni precedenti hanno bagnato la parete, costringendo i due a modificare il percorso originale. La variante trovata sul momento si è rivelata estremamente funzionale, garantendo una linea più asciutta e arrampicabile.
Il giorno seguente la cordata ha raggiunto la cima completando l’itinerario. Un mese più tardi, Geremia e Grasso sono ritornati sulla Torre di Lagunaz riuscendo a ripetere la via integralmente in libera, confermando le difficoltà fino all’VIII+.
Il nome “Colosseo dei Teatranti” racchiude la filosofia alpinistica di Geremia, basata sulla distinzione tra chi affronta la fatica sul campo e chi si limita al racconto. Come afferma Geremia: “I gladiatori combattono, gioiscono dei fallimenti e delle ferite, si gasano più ardua è la sfida perché a loro piace innalzare le proprie doti. Sanno che, anche tramite dolore e sofferenza, si diventa guerrieri più forti”. Una visione sintetizzata nel motto che accompagna la via: “Il Colosseo dei Teatranti è sempre vuoto. Noi siamo gladiatori.”

Schizzo della via, archivio M. Grasso
Alessandra Prato

