ODISSEA, 440 m, VIII, RS3 - Up-Climbing

ODISSEA, 440 m, VIII, RS3

Nuova via su una severa parete del Gruppo dell’Adamello

Matteo Rivadossi e Cristina Oldrati hanno tracciato Odissea, sulla parete nord-ovest dell’Anticima del Corno di Grevo (Val Adamé, Gruppo dell’Adamello).

In apertura sul tetto a saetta di L10, ph. C. Oldrati

«La parete nord-ovest dell’Anticima del Corno di Grevo, non certo solare come le altre strutture della Valle Adamé, è l’unico settore ancora risparmiato dal trapano. L’idea di aprirvi una nuova via ci è venuta a luglio, dopo aver ripetuto la mitica e impegnativa Ultima Tentazione, aperta a chiodi e spit a mano dalla guida alpina Rino Ferri e Angiolino Paroletti nel lontano 1990», afferma Matteo Rivadossi.

Anche gli apritori di Odissea hanno scelto questo stile, attrezzando la nuova via solo con chiodi e spit piantati a mano, rigorosamente senza trapano. Matteo Rivadossi racconta:

«Dopo un’estate passata in parte nella materna Val Salarno tra richiodature, piacevoli ripetizioni e nuove amicizie, a fine settembre nasce, senza programmi particolari, l’idea di andare a curiosare nella parallela Valle Adamé, aprendo i primi impegnativi quattro tiri di una nuova via che avremmo concluso, ovviamente, l’anno prossimo. Il sabato seguente però il meteo è ancora ottimo: quindi ritorniamo faticosamente sulla parete nord-ovest dell’Anticima del Corno di Grevo, continuando per altri 3 lunghezze, sempre bellissime e all’insegna dell’arrampicata in aderenza, raggiungendo la grande cengia mediana. Peccato davvero perché da qui mancherebbero 4 tiri a uscire, ma ormai la stagione è agli sgoccioli, le giornate corte e la parte alta si verticalizza non poco. Soprattutto noi siamo in due, scegliendo di non usare corde fisse. Progetto quindi rimandato al 2027.

Dieci giorni dopo un’insperata ottobrata pare regali ancora giornate tiepide: giovedì 15 decidiamo per l’assalto finale. Risaliamo tutti i sette tiri e mezzo trascinandoci un pesante sacco da recupero. Solo verso mezzogiorno siamo in apertura sulla parte nuova. Per evitare di andare nella direzione della via Ultima Tentazione, che sale sulla Torre Nera ma dalla parte opposta a noi, decido di affrontare un difficile strapiombo a sinistra, che però mi costerà tantissimo tempo e fatica: molto esposto e da ripulire da erba e muschio gelati. Arrivo in sosta provato alle cinque del pomeriggio con la beffa di essere ormai 60 metri da fuori! Ma purtroppo non c’è altra scelta che calarci. Ormai nella penombra ci si incastra anche una doppia… Il sentiero con la frontale pare infinito, arrivando all’auto a Malga Lincino solo 14 ore dopo averla lasciata, sempre col buio…

Pare scontato che ormai si finirà l’anno prossimo quando, il giorno dopo, Cristina in preda a un “delirio” mi propone già di tornarvi l’indomani, sabato 17, raggiungendo il terminus dall’alto! Il meteo pare ottimo ma gli interrogativi sono tanti: ce la faremo a raggiungere la cresta, visto che c’è sicuramente da scalare? Come trovare il punto preciso? Ma noi, tra l’altro, riusciremo a spararci ancora 1200 metri di dislivello con questi zaini? Beh, detto fatto: la mattina dopo, partendo addirittura da Malga Bissina in Val Daone (altro versante ma anche altra regione!) pur di risparmiare 200 m di dislivello e gambe, saliremo fino al Passo del Forcel Rosso, poi verso il Corno di Grevo, da dove apriremo 3 tiri da 60 metri sulla cresta dell’Anticima, arrivando giusti giusti sulla verticale della nostra via!

Due doppie da 35 metri nel baratro ventoso della parete nord-ovest ci depositano sull’ultima sosta del giovedì, che emozione! Non senza un certo timore recuperiamo poi la corda e ripartiamo dal basso. Il primo tiro, difficile e laborioso, mi fa perdere tempo. No, non possiamo permetterci errori! Ma fortunatamente la lunghezza seguente risulterà più facile: uno splendido muro nero embricato con fessura finale da gustarsi prima di raggiungere la terrazza sommitale. È fatta, la nostra Odissea si è finalmente conclusa».

Ultimi metri prima della vetta, ph. M. Rivadossi

 

Val Adamé, Gruppo dell’Adamello, Alpi Retiche Meridionali (Lombardia)
Anticima del Corno di Grevo 2815 m, parete nord-ovest
ODISSEA
Matteo Rivadossi, Cristina Oldrati, settembre e ottobre 2026
440 m, 12 L, VIII, VII+ obbl., RS3, III

Materiale: classico da roccia con corda singola da 60 m e cordino per calate o due mezze corde, 10 rinvii, friend (da 0.3 al 3 BD, raddoppiando le misure piccole da 0,3 allo 0,75). In parete sono rimasti tutti i chiodi utilizzati in apertura (ben 49, alcuni dei quali sono stati aggiunti in discesa) e 28 spit da 8 mm con placchetta inox (di cui 13 alle soste). Tutte le soste utilizzabili per calate sono dotate di anello. Nella parte alta erano già presenti alcune soste su 3 fix inox da 10 mm e anello, attrezzate in passato durante un’esercitazione del CNSAS. Martello e chiodi non indispensabili allo stato attuale dell’itinerario, dopo l’apertura (2026), ma potrebbero essere necessari in futuro.

Accesso: dalla Val Camonica salire in Valle di Saviore fino alla Malga Lincino, raggiungibile in auto (parcheggio). A piedi raggiungere il Rifugio Lissone in Val Adamé. Dal rifugio continuare in piano per mulattiera, con direzione di massima sud, fino a poche decine di metri prima di un ponte sospeso. Piegare allora a sinistra, seguendo le indicazioni per la ferrata Erminio Arosio al Corno di Grevo e per il Forcel Rosso. Presso un bivio (segnavia CAI) prendere il sentiero per Forcel Rosso, percorrerlo circa cento metri, quindi abbandonarlo, in prossimità di una curva marcata da tre segnavia CAI bianchi e rossi. Da qui, senza percorso obbligato, risalire lungamente la ripida morena che conduce alla base della parete nord-ovest dell’anticima del Corno di Grevo (quota 2480 ca.). L’attacco della via si trova all’incirca al centro della parete, presso una placca compatta (chiodo con cordino), sotto la verticale di un evidente tetto, 20/25 metri a sinistra della via Ultima Tentazione. 1,45/2 h da Malga Lincino, circa 900 metri di dislivello.

Relazione: vedere schema.

Discesa: nove calate lungo la via riconducono all’attacco (una calata è leggermente fuori via, vedere schema). Esiste anche un’altra possibilità di discesa: dal terrazzo di vetta calarsi 50 m su placca e prato ripido. Procedere poi camminando con attenzione su erba scivolosa, in leggera discesa, circa 15 metri in direzione sud. Subito oltre un costone roccioso abbassarsi verso est per altri quindici metri e individuare, sul bordo dello strapiombo, una fettuccia con maglia rapida su spuntone. Da lì effettuare una calata lineare di 50 m per raggiungere il comodo sentiero di rientro della ferrata del Corno di Grevo, che in 15 minuti conduce al Forcel Rosso, dal quale è possibile ritornare al Rif. Lissone su sentiero.

In copertina: partendo su L2, ph. M. Rivadossi

Tutte le immagini: coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
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