PARTIGIANI SUL PASTELLO, 190 m, VI+ - Up-Climbing

PARTIGIANI SUL PASTELLO, 190 m, VI+

Nuova via sul Monte Pastello

Manuel Leorato presenta “Partigiani sul Pastello”, una via aperta con diversi compagni, tra il 2017 e il 2024, sul Monte Pastello (Monti Lessini).

Tracciato (coll. apritori)

La via prende il nome da un articolo dello storico Olindo Domenichini pubblicato sull’Annuario Storico della Valpolicella 2011-2012 in cui vengono narrate le vicende della Resistenza su questa montagna.

Dopo un primo tiro semi-sportivo l’itinerario assume un carattere più alpinistico. La roccia è un ottimo calcare grigio compatto con alternanza di placche, diedri e lame. Bellissima la vista sul vicino Pilastro Centrale, che si mostra nella sua imponenza.

Tutte le soste sono attrezzate a spit. Lungo i tiri si trovano chiodi e clessidre, tuttavia si consiglia di portare una scelta di friend e cordini.

La storia di “Partigiani sul Pastello” è piuttosto articolata. Il primo tiro è stato aperto nell’inverno 2017-2018 da C. Confente e L. Sganzerla. Nel 2021 L. Gaspari e S. Zampini, incuriositi dagli spit, hanno risalito il primo tiro e, non trovando nulla oltre, hanno proseguito proteggendosi con soli friend nel camino sulla destra (ora secondo tiro della via “Giochi estivi”), per poi uscirne sulla sinistra e calarsi da una pianta (scritta Gaspari-Zampini ancora visibile). Nel 2022 L. Gaspari è tornato con C. Confente e, trovando il camino già chiodato, i due hanno proseguito per placche sulla sinistra ed effettuato un aereo traverso sempre verso sinistra fino a un camino sbarrato da una pianta. Nell’aprile 2024 L. Gaspari, M. Leorato e D. Dal Pozzolo hanno superato la pianta e continuato fino all’uscita.

Monti Lessini, Prealpi Venete (VR)
Monte Pastello 1128 m, parete ovest
Partigiani sul Pastello
Confente, Sganzerla, Gaspari, Leorato, Dal Pozzolo, 2017-2024
190 m, V, pass. VI+

Materiale. Classico da roccia con friend medi e grandi.

Accesso. 700 metri prima di Forte Masua arrivando da Cavalo (frazione di Fumane, VR) prendere una strada sterrata sulla sinistra in località Molane (880 m, cartello CAI del sentiero Molane-Dolcè). Parcheggiare al bivio o seguire brevemente la sterrata fino alla sbarra con slargo. Seguire il sentiero CAI in discesa prima per pascoli, poi per faggeta. Superato un cancello per il pascolo, si trova un cartello naturalistico sulla sinistra. Abbandonare qui il sentiero CAI, che scende ripido, e prendere la traccia sulla sinistra. Questa procede prima senza perdere quota, poi scendendo brevemente nei pressi di un vecchio fronte di cava. Oltrepassato un vecchio rudere continuare in piano, poi in leggera salita fino a scavalcare una sella. Continuare senza perdere quota e, oltrepassata una radura, raggiungere la base dello spigolo. Costeggiare tutto il grande zoccolo verso sud arrivando così, con un’ultima salita terrosa, alle placche d’attacco della “Via delle Quaranta Galee”. Proseguire verso sud e oltrepassare il Pilastro Centrale. Poco oltre, tra il grande camino del pilastro e la parete gialla sulla destra, si trova l’attacco della via (cordone e nome alla base, 50′).

Relazione.

L1: salire per facili balze fino a un chiodo sopra una cengia. Traversare in diagonale verso sinistra, quindi affrontare con decisione una placca verso destra. Salire verticalmente fino alla sosta sopra una grossa lama. 5c, pass. 6a+ obbl. Spit e chiodi. 30 m;

L2: placca, poi diedro e passo difficile per salire su cengia. VI, chiodi, 25 m;

L3: traverso orizzontale su cengia. Prima pass. V+, poi III. Chiodi e 1 spit. 20 m;

L4: traversare ancora leggermente verso sinistra, abbassandosi poi raggiungere un camino e arrampicarsi sulla pianta a sinistra (stretto con lo zaino). Una volta nel camino salire in verticale sul suo lato destro. Sosta scomoda su piccolo pulpito sulla destra. V+/VI, 1 spit, chiodi e clessidre. 25 m;

L5: superare due risalti rocciosi tecnici, quindi risalire una cengia erbosa fino alla sosta nei pressi di una grossa quercia. V+, chiodi e clessidre, 20 m;

L6: affrontare una sequenza di facili balze separate da una cengetta erbosa fino a un bel diedro fessurato, con finale strapiombante, che conduce a un pulpito. VI/VI+, chiodi e cordini, 25 m;

L7: scalare la fessura (friend medio-grandi) e seguirla interamente, uscendo su cengia sulla destra. VI/VI+, chiodi poco visibili, 20 m;

L8: salire verticalmente per muretti articolati fino alla cengia dove si trova il libro di via. V, chiodi e cordini, 25 m.

Discesa. Salire nel bosco (ometti) fino a una traccia che conduce, verso destra (sud), a una radura. Costeggiarla in salita sbucando su una seconda radura più ampia e continuare sulla traccia. Individuare un primo albero isolato in mezzo al prato e lasciarlo a sinistra. Continuare sulla destra nel bosco (ometti) per traccia fino al tornante di una pista forestale. Scendere lungo questa, oltrepassando anche un cancello, per tornare al punto di partenza (30′).

Relazione originale degli apritori

Immagini: coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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