STEFANO RAGAZZO IN SOLITARIA SU ETERNAL FLAME - Up-Climbing

STEFANO RAGAZZO IN SOLITARIA SU ETERNAL FLAME

Impresa inedita sulla leggendaria linea della Nameless Tower

Dal 17 al 26 luglio 2024 Stefano Ragazzo ha realizzato la prima ascensione solitaria della celebre Eternal Flame alla Nameless Tower (Torri di Trango, Pakistan).

Aperta nel 1989 da Kurt Albert, Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora, Eternal Flame è una vera e propria leggenda, tracciata su oltre seicento metri di ottimo granito e culminante ad altissima quota. Le salite in libera sono pochissime: dopo la prima dei fratelli Huber, nel 2009, è stato necessario attendere fino al 2022 per vedere altre due ripetizioni in questo stile, a opera di Edu Marín e di Barbara Zangerl e Jacopo Larcher.

Finora nessuno aveva affrontato con successo questa via in solitaria. L’impegno di scalare una big wall a oltre 6000 metri di quota, da soli, è notevole. Di seguito Stefano Ragazzo commenta in breve la sua esperienza.

«Difficile descrivere le mie sensazioni. Forse, essendo ancora a Skardu e immerso nella cultura pakistana, ancora non riesco a mettere in ordine del tutto le idee.

È stata una di quelle salite che sogni ma che pensi irrealizzabile. Poi, un giorno, scatta una molla. Ti accorgi che tutto è allineato e decidi di comprare un biglietto aereo e provarci.

Foto Big Rock Media House

È stata una stagione difficile in Baltoro per quanta riguarda il meteo quest’estate, finestre di bel tempo praticamente nulle e tanta instabilità che ogni giorno portava vento e precipitazioni.

Sono stati nove giorni intensi, ne sono successe di tutte i colori. La mia testa ha fatto la differenza questa volta, non ho mai voluto seguire pensieri negativi, quando c’era da scalare scalavo, quando c’era da aspettare in portaledge sotto la bufera aspettavo. Essere da solo lassù fa diventare ogni cosa molto più lunga e impegnativa. In cordata di due o tre ci si dividono i compiti: uno apre il portaledge, l’altro inizia a cucinare, l’altro sistema il materiale… lì invece ero da solo e il tempo prendeva una forma diversa.

Dopo due settimane al campo base avevo finito le varie rotazioni fino a 5300 m, dove si trova l’attacco della via, per portare tutto il materiale necessario ed acclimatarmi. Avevo una giornata di tempo stabile a disposizione, quindi ho pensato di salire la prima parte della via fino alle sunny terrace per lasciare tutto il materiale e scendere, così da poter scalare leggero quando sarebbe arrivata la finestra. Invece, una volta arrivato alle terrazze, ho deciso di provare a continuare. Avevo cibo a sufficienza per 5/6 giorni, il meteo era preannunciato instabile ma con qualche finestra di bel tempo tra una perturbazione e l’altra.

Sono molto contento dell’esperienza che ho vissuto e delle persone che ho incontrato lungo questo viaggio. Tutti mi hanno sempre incoraggiato e aiutato, come altre volte ero solo in parete ma la positività delle persone attorno mi ha sostenuto.

I ragazzi di Big Rock Media House, Tommaso e Juan, sono stati bravissimi a seguirmi e riprendermi durante tutta la spedizione. Credo non sia facile seguire una persona schiva come me in quelle situazioni, ma sono riusciti quasi sempre a capire quando era il momento di filmare e quando era il momento di lasciarmi immerso nei miei pensieri, a prepararmi mentalmente alla salita. Abbiamo un sacco di materiale multimediale, speriamo di riuscire a trovare il modo di produrre un piccolo film sulla salita e dare modo a tutti di poter vivere le emozioni che ho provato in quel posto magico».

In copertina: foto Big Rock Media House

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