TARRAGÓ, 8b+, 240 m - Up-Climbing

TARRAGÓ, 8b+, 240 m

Katherine Choong ripete la difficile multipitch di Montserrat

Il 15 ottobre 2025 Katherine Choong ha ripetuto la via Tarragó (8b+ max, 240 m) in un solo giorno, scalando tutti i tiri da capocordata.

Quella di Choong è anche la prima ripetizione femminile della difficile multipitch di Montserrat (Catalogna). La via, aperta da David Tarragó e compagni nel 2002, conta cinque tiri: 6b, 8b, 8a, 8b+, 7c+/8a. Liberata dai fratelli Pou nel 2013, è stata ripetuta da Edu Marín, Seb Berthe e Jorge Díaz-Rullo.

Katherine Choong la definisce “semplicemente pazzesca”, ma precisa che la roccia non è proprio perfetta: si tratta di un conglomerato “polveroso e fragile”, con prese che si rompono a ogni tentativo. L’arrampicata è atletica e sostenuta, su un enorme strapiombo.

Katherine Choong racconta:

«Pensavo di riuscirci abbastanza velocemente. Nessun movimento estremamente difficile, con uno stile che sembrava perfetto per me. Ma si è rivelata molto più dura del previsto! Al mio primo tentativo dal basso sono caduta proprio in cima al quarto tiro (8b+). I giorni successivi non sono riuscita nemmeno a superare il primo passaggio chiave di 8b+, e ho dovuto combattere sul secondo tiro (8b), che ha prosciugato completamente le mie energie.

Lo scorso 15 ottobre, dopo una giornata di pioggia, la roccia era ancora leggermente umida. Ho chiuso il secondo tiro, poi ho superato il primo passaggio chiave del quarto tiro, avvicinandomi al punto in cui ero caduta il primo giorno… quando, all’improvviso, mi sono ritrovata di nuovo appesa alla corda, con una presa rotta in mano. La situazione sembrava disperata. Fallire per qualcosa al di fuori del mio controllo era ancora più frustrante che cadere per un mio errore.

Ho preso fiato, ho trovato una nuova sequenza, mi sono riposata e ho fatto un ultimo tentativo. Questa volta, con un grande combattimento, tremando su ogni presa, tutto è finalmente andato a posto. Ho rinviato la sosta.

Ho raggiunto la cima dell’ultimo tiro in una fitta nebbia, completamente esausta ma profondamente felice. Che viaggio.

Grazie mille a Jim Zimmermann, il mio compagno, che è stato vicinissimo a chiudere la via, ma le condizioni degli ultimi due giorni che ci rimanevano sono state le peggiori del viaggio: la nebbia ha avvolto la parete di umidità per tutto il giorno. Torneremo!».

In copertina: foto Mélanie Cannac

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