31 Ott UN CUORE PER FABIO, 300 m, 6a+
Nuova via sulla Costiera dell’Averta
Antonio Malandri, Michele Moscatelli e Massimiliano Mariani hanno aperto, dal basso e in due sessioni (agosto 2024 – agosto 2025), la via Un Cuore per Fabio.

Massimiliano Mariani sulla via. Foto di Antonio Malandri
Il nuovo itinerario corre sulle placche lavorate di ottimo granito del versante orientale della quota 2585 m, sulla Costiera dell’Averta (l’elevazione della costiera situata a sud-est del Passo dell’Averta), a destra di Top Ten (G. Ongaro, G. Maspes, 1997).
Il nome della via è stato ispirato da un grande masso a forma di cuore, ben visibile dalla S2, ma non dalla base della parete. Gli apritori hanno preso spunto da questa “apparizione” per dedicare la via a Fabio Malandri, prematuramente scomparso a causa di una caduta nella sua amata Val Masino.
Val di Zocca, Alpi Retiche Occidentali (Lombardia)
Costiera dell’Averta, quota 2585 m, versante orientale
Un Cuore per Fabio
Antonio Malandri, Michele Moscatelli, Massimiliano Mariani, agosto 2024 – agosto 2025
300 m, 6a+ (6a obbl.)
Materiale: classico da roccia, serie di friend (fino al n. 4 BD), 8 rinvii, 2 mezze corde da 60 m. La via è parzialmente attrezzata a spit. Le soste sono attrezzate a spit, collegati con cordoni di colore rosso.
Accesso: da San Martino in Val Masino (SO) salire al Rifugio Allievi Bonacossa in Val di Zocca. Dal rifugio seguire il Sentiero Roma in direzione del Passo dell’Averta. Poco prima che il sentiero inizi a salire in direzione del passo, scendere verso la base delle rocce della quota 2585. Continuare a scendere fino alla base della parete (1 h dal rifugio).
È anche possibile salire in giornata dalla Val di Mello, seguendo il tracciato per il rifugio Allievi: raggiungere la croce Parravicini e continuare lungo il sentiero fino a quando è possibile attraversare il torrente, poco sotto il piano di Zocca. Salire per ghiaioni fino all’attacco della via (3 h dal parcheggio in Val di Mello). Cuore rosso verniciato alla base della via.
Relazione:

Schema degli apritori
L1: seguire un’evidente lama per 15 m fino al primo spit. Risalire una bella placca a funghi fino a un buco, dove ci si può proteggere con un friend n.4 BD. Spostarsi leggermente a sinistra e risalire una placca (spit) fino a prendere una lama, che porta alla comoda cengia erbosa dove si trova la sosta. 5b, 40 m;
L2: alzarsi dalla sosta (spit), poi tendere a destra ad alcune lame. Abbassarsi leggermente a una piccola cengia, a sinistra della quale si trova un chiodo; con un passo di decisione portarsi in placca fino a raggiungere alcune lame (spit), seguire quindi un bel diedro (tutto da proteggere) fino alla comoda cengia di sosta. 6a+, 35 m;
L3: salire per lame (due spit) fino a raggiungere una lama rovescia. Seguirla, procedendo decisamente verso destra fino alla sua fine, quindi salire in placca fino in sosta.5c, 40 m;
L4: spostarsi a sinistra e risalire uno splendido e facile diedro fino alla sosta successiva. 4a, 45 m;
L5: portarsi decisamente a sinistra e rimontare un muretto fino a una bella placca triangolare a quarzi; raggiungere una cengia erbosa, superarla e scalare un’altra bellissima placca nera a quarzi e funghi fino alla sosta. 5b, 35 m;
L6: portarsi a sinistra (spit) e seguire le placche in successione, su granito bianco superbamente lavorato, fino alla sosta. 5c, 25 m;
L7: procedere sempre leggermente a sinistra, su placche lavorate a funghi e lame, fino alla sosta successiva. 5c/6a, 35 m;
L8: salire inizialmente dritti, poi verso sinistra, su roccia lavorata, fino a una placca con lame superficiali nette. Salire con passi di decisione fino alla sosta. 6a/6a+, 35 m.
Discesa: dalla S8 si può facilmente raggiungere una sosta della via Top Ten, situata a 6/7 metri a sinistra. Percorrere gli ultimi due tiri di questa via, arrivare in cima e, per un canale, scendere a piedi fino al Passo dell’Averta per tornare sul Sentiero Roma. Altrimenti scendere con 8 calate in corda doppia sulla via di salita. Le soste sono disposte in modo da essere tutte in linea.

Il cuore – Foto di Michele Moscatelli
In copertina: Michele Moscatelli in arrampicata. Foto di Antonio Malandri

