VIA GIULIO REGENI, 415 m, VI+ - Up-Climbing

VIA GIULIO REGENI, 415 m, VI+

Nuovo itinerario sullo spigolo sud del Monte Garda

Foto Giuseppe Malfatti

Manuel Leorato, Christian Confente e Lodovico Gaspari hanno aperto la via Giulio Regeni, sull’evidente spigolo sud del Monte Garda.

Si tratta di una via esplorativa e appartata, dedicata alla memoria di Giulio Regeni. Nella parte bassa si scala su stratificazioni calcaree scure a scaglie. A partire da metà via la roccia migliora e si incontrano tiri piacevoli su placche e fessure.

Val di Gresta, Prealpi Bresciane e Gardesane (Trentino-Alto Adige)
Monte Garda 876 m, spigolo sud
Via Giulio Regeni
Lodovico Gaspari, Manuel Leorato, Christian Confente, novembre 2024 e novembre 2025
415 m, VI+

Materiale: classico da roccia, friend (fino al n. 4). La chiodatura è mista a chiodi tradizionali e qualche fix, le soste sono tutte attrezzate a fix.

Accesso: dalla rotonda nei pressi di Loppio (TN) salire in direzione Val di Gresta fino a Valle S. Felice. Passare oltre la chiesetta di S. Anna (strada stretta) e proseguire fino a una larga curva destrorsa, in loc. Fizana, presso la quale, sulla sinistra, ha inizio una strada sterrata. Slargo per parcheggio (45° 52′ 6.60″ N, 10° 55′ 43.49″ E). A piedi seguire brevemente la strada sterrata, fino a lambire il dirupo che si affaccia sul lago di Loppio. Al margine sinistro di quel che rimane di una trincea della Grande Guerra, individuare una traccia, indicata con bolli rossi e ometti, che scende nel bosco e conduce direttamente all’attacco della via (25-30’).

Relazione:

L1: salire in diagonale verso destra su placca nera delicata, poi la roccia migliora. Sosta a fix oltre una cengia. IV, 25 m;

L2: superare un muretto e aggirare uno strapiombo sulla sinistra fino a una grande cengia. V, 20 m;

L3: trasferimento di 40 m;

L4: percorrere una rampa diagonale sinistra-destra su roccia nera delicata. IV+, 20 m;

L5: continuare su balze stratificate. V+, 25 m;

L6: ultimo tiro su roccia nera fin sotto a un grande tetto. V+, 30 m;

L7: aggirare e superare il tetto fino a una cengia. V, 30 m;

L8: trasferimento di 15 m, III;

L9: salire verticalmente su fessurina da proteggere, poi traversare a sinistra per raggiungere un diedro. Cengia ripida e sosta sulla sinistra. VI, 20 m;

L10: aggirare a destra una fascia di rocce rotte e scalare una fessura larga, da proteggere (friend), fino a un pulpito. V+, 25 m;

L11: breve trasferimento di 15 m, II;

L12: superare il muro, passando in prossimità dello spigolo, su gradoni fin sotto a una caratteristica prua rocciosa. V, 30 m;

L13: salire la bella placca sulla destra nel suo centro. Uscire da uno strapiombetto su buone prese. Cengia ripida, poi sosta su leccio (corda fissa). V, 25 m;

L14: superare un piccolo tetto sulla destra, poi si risalire interamente un diedro. Uscita su roccia più delicata. VI+, 30 m;

L15: traversare a sinistra sotto ad alcuni lecci, poi risaliree interamente un diedro-fessura. Superato lo strapiombo che lo strozza, la roccia si fa di nuovo più delicata. VI+ A0, 30 m;

L16: tenere la sinistra per placche abbattute e fessurate. Sostare su albero presso la sommità. V, 30 m.

Discesa: dall’uscita attraversare il bosco verso nord, senza perdere quota, seguendo i bolli gialli. Raggiunta la strada asfaltata di loc. Naranch, procedere verso destra (est) prima in piano, poi in discesa fino al tornante sulla SP88. Scendere ancora per circa 100 m verso Pannone e, alla prima deviazione a destra con segnaletica CAI, prendere la strada bianca (attenzione: non la scaletta!) subito a destra, fino a raggiungere di nuovo e in breve la sottostante SP88 in corrispondenza della Cappella dei Signori. Sul lato opposto della strada, oltre il paracarro, scendere per traccia fino al successivo tornante, dove inizia il sentiero F20 del Cammino di S. Rocco. Raggiunta la strada asfaltata, scendere lungamente a destra e, tralasciando a un certo punto il sentiero F20 che si stacca a sinistra, proseguire su asfalto fino al punto di partenza in loc. Fizana. (45’ ca.).

In copertina: G. Bellamoli. Foto L. Gaspari.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.

 

 

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