12 Feb 9A, ROBA DA TUTTI I GIORNI
UNO DEI QUESITI PIÙ CHIACCHIERATI
Il 9a è ancora un grado duro? Quanti 9a vengono saliti ogni anno e quando uno scalatore si può dire forte?
Il mondo dell’arrampicata è in forte sviluppo e, anche solo a partire da Hubble e Action Directe, il livello ha subito una costante crescita. Il celebre sito 8a.nu, sin dai suoi albori, raccoglie le vie che vengono salite in tutto il mondo, stilando classifiche non ufficiali in base alle realizzazioni. Se si fanno analizzare i database, per il 2025 escono cifre da capogiro: le salite loggate dal 9a a salire sono quasi 400, ovviamente con praticamente il 60% al primo grado; per il 2026 già si passa quota venti tiri di nono grado saliti in poco più di un mese.
Approfondendo le ricerche, emerge che la Spagna e la Francia spiccano tra le nazioni dove vengono saliti più noni gradi, rispettivamente con 82 ed 80 tiri ≥ 9a; questo dato si riflette poi anche sugli scalatori: due dei più prolifici, che si giocano il titolo con Laura Rogora, sono infatti i francesi Loic Zehani e Jules Marchaland. Questi dati, estrapolati dalle salite loggate, sono tuttavia riduttivi. Molti top climber non hanno infatti il profilo sul celebre sito e pertanto non caricano nessun record. Partendo da questo presupposto, si può tranquillamente aggiungere circa un 20% ai numeri citati poc’anzi, andando a raggiungere cifre da capogiro. Numeri alla mano, il 9a è una cosa che succede, nel 2025, tutti i giorni e non solo una volta al dì. Ma quindi: è diventato facile fare il 9a?
Assolutamente no. L’impennata di livello è dovuta a diversi fattori, molti dei quali socio (e social) culturali. Ai giorni nostri è praticamente impossibile trovare un tiro che conti due o tre salite senza video; l’aiuto delle beta già sbloccate accelera di non poco i cantieri, rendendo più veloce tutta la parte di scoperta. Al contempo, i tiri estremi nascono come funghi, contando decine di FA ogni anno. Ampliandosi la scelta, è inevitabile che sempre più persone possano trovare un tiro sulle loro caratteristiche. Questo in particolare è il caso della Spagna, dove le vie non sono più facili ma semplicemente è più facile trovarne una che calzi le singolari preferenze. Andando avanti con gli anni, bisogna anche fare i conti con la crescita di sapere e tecnologia: prodotti sempre migliori, allenamenti mirati e specializzazione contribuiscono sia a spingere il limite sempre più lontano ma soprattutto ad avere un livello medio sempre più “forte”.
Per concludere, la domanda sulla difficoltà del 9a trova risposta specialmente se si fa un passo indietro. Possiamo paragonare il salire un 9a al fare un goal in Serie A. Quasi tutte le partite si concludono con una rete, ma quindi è facile segnare? No, ma non tutti i goal sono uguali, motivo per cui molti vengono dimenticati ed altri rimangono nella storia. Il nono grado ad oggi è vittima dello stesso ragionamento. Ci sono salite da 9a che per caratteristiche particolari della via, della storia o dello scalatore, acquisiscono valore. Con i mezzi odierni, uno scalatore mediamente dotato e molto allenato, può arrivare al 9a senza troppi problemi (aspetto peraltro già profetizzato da Stevie Haston più di dieci anni fa), compiendo una performance di altissimo livello, che spesso si perde però nelle centinaia che avvengono ogni anno. Nel 2026 l’8a rimane un grado magico, ancora una pietra miliare nella carriera di ogni scalatore ed il 9a qualcosa di epico, nonostante i numeri in forte crescita.
Alessandro Palma

