11 Mar Deanne Buck eletta Presidente dell’American Alpine Club
Una donna presidente di un Club Alpino? Certo, cosa c’è di strano? Deanne Buck infatti è infatti stata nominata da poco presidente del American Alpine Club, forte di una esperienza che nessun altro aveva nel campo dell’outdoor e dell’arrampicata in generale.
Membro a livello dirigenziale dell’Access Fund, Deanne ha in questi anni viaggiato molto, ha conosciuto molte comunità locali di scalatori e promosso iniziative come il Boulder Project e la campagna Adopt-a-Crag, attività finalizzate alla diffusione dell’arrampicata e conseguente valorizzazione e sviluppo del territorio (del binomio arrampicata=turismo ne abbiamo già profusamente parlato) e nel 2012 è diventata il primo membro stipendiato della Camber Outdoors, una organizzazione nazionale che promuove la parità di diritti delle donne attraverso l’arrampicata.
Una impiegata di successo in tacchi e tailleur? Decisamente no. Deanne Buck infatti, avvocato di formazione, è una vera e propria climber che mosse i primi passi alla famosa YMCA della quale poi, guarda caso, si fece anche promotrice. E se si pensa che possa essere una scelta politica mossa magari in contrasto o appoggio con questo o quel presidente, si è ahimè in errore, perché già tra il 1997 ed il 1999 fu una donna a guidare l’AAC nella persona di Alison Osius.
Phil Powers, CEO del Club, non nasconde le motivazioni della scelta: “Chi siamo? Cosa rappresentiamo? Quali sono gli scalatori americani oggi? Il Club ha una eredità abbastanza monodimensionale modellata su “ciò che eravamo”, ossia scalatori maschi, bianchi e benestanti. Nulla contro queste persone che hanno fatto cose meravigliose ma oggi la società è cambiata e ora dobbiamo fare un passo indietro per abbracciare quanti più scalatori possibile”.
Un cambiamento radicale e “cerebrale” insomma, una piccola rivoluzione condotta secondo i mezzi della società civile e moderna che può davvero cambiare le cose.
E già dalle prime parole della Buck si capisce che la sua linea di condotta con pacatezza e raziocinio. “Una delle priorità del Club per il prossimo anno sarà il programma di certificazione degli istruttori di arrampicata ma sarà importante non solo cosa verrà offerto ma come. Potremmo aver bisogno di chiedere aiuto alle donne che scalano per redigere il programma in modo da non dar loro qualcosa di confezionato dove potrebbero non riconoscersi. La frontiera potrebbe essere cambiata oggi. Potrebbero essere nuove vette mai salite prima oppure come sfruttare il nostro sistema di valori fondamentali per abbracciare al meglio il panorama in continua evoluzione dell’arrampicata.”
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