GERMAN CLIMBING: ONDRA, SOULÉ E SHANKLAND - Up-Climbing

GERMAN CLIMBING: ONDRA, SOULÉ E SHANKLAND

LE ULTIME TRA FRANKEN E SASSONIA

Adam Ondra scopre l’etica ferrea della Sassonia, mentre giovani francesi ripetono i famosi 9a del Frankenjura.

Il francese Pierre Shankland, parigino classe 2003, ha salito Sever The Wicked Hand all’Hängender Stein nel Frankenjura, aggiungendo così un terzo 9a al proprio palmares dopoil bis della scorsa stagione. La via, liberata nel 2011 dal locale Markus Bock, è uno dei classici del grado nella falesia tedesca: un itinerario che ha visto il passaggio di big come Adam Ondra e che si caratterizza per un boulder di ingresso con difficoltà stimate intorno all’8A/8A+. Shankland racconta di aver visitato la parete per la prima volta lo scorso novembre, trovando condizioni pessime e la fessura finale bagnata. Al secondo viaggio aveva già trovato il ritmo giusto con alcune serie nella sezione di resistenza finale. Al terzo, primo tentativo della giornata: catena. Il giovane scalatore ha suggerito una valutazione di 8c+, ritenendo la via adatta alle proprie caratteristiche fisiche, con un mix di riposi e sezioni di crux che favorisce chi ha sufficiente potenza per saltare alcune prese. Il tutto con un occhio già rivolto ai prossimi cantieri: Style boys (9a) e Action Directe (9a).

E proprio la mitica Action è la via oggetto della salita di Mattéo Soulé. Il diciannovenne di Aveyron, membro della nazionale francese, ha salito la via che Wolfgang Güllich liberò nel 1991 come primo 9a della storia, diventando così il terzo francese a riuscirci, dopo la FFA di  Mélissa Le Nevé nel 2020 e la salita di Nico Pelorson nel 2024. Nove sessioni in totale, tutte concentrate in un unico soggiorno di una quindicina di giorni: un processo relativamente rapido per una via che richiede continuità di forza sui monoditi dalla prima all’ultima presa. Soulé ha costruito la sua scalata sui punti di forza acquisiti sulle falesie di casa, tra Cantobre e le Gorges du Tarn, dove la tecnica sui buchi è pane quotidiano. Il passaggio più ostico si è rivelato non il celebre ingresso bensì una sequenza esplosiva a metà via, con un gran movimento verso un monodito che ha messo il francese alle corde per diverse sessioni. Una volta sbloccato il singolo, la trentasettesima salita non si è fatta attendere. 

Il nuovo corto di Mammut invece ci porta nel cuore pulsante della Sassonia, dove l’arrampicata non è solo sport, ma un rito antico fatto di arenaria e nervi d’acciaio. Adam Ondra si immerge in questo “tempio” del free climbing, confrontandosi con un’etica ferrea: niente magnesite, niente protezioni mobili e runout da brivido che trasformano ogni passaggio in una sfida psicologica. Accompagnato dal local Robert Leistner, Ondra esplora la sottile linea tra prestazione e avventura, rendendo omaggio ai pionieri che aprivano linee estreme a piedi nudi e con attrezzatura rudimentale. Il climax del video è la spettacolare libera di Ondra su uno dei progetti più iconici di Leistner, una linea perfetta che richiede una gestione magistrale della paura. Non è solo un video di arrampicata, ma un viaggio introspettivo che mette a nudo la differenza tra il moderno sport climbing e l’essenza selvaggia del ground-up sassone. Un contenuto imperdibile per chi crede che l’arrampicata sia, prima di tutto, una questione di rispetto per la roccia e la sua storia.

Fonte Adam Ondra, 8a.nu

Alessandro Palma

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