08 Apr HOT LINES: PICCOLRUAZ, PERELLI E PERI
GLI ULTIMI NONI AZZURRI
Michael Piccolruaz raggiunge il 9a+, Iacopo Perelli il 9a e Fabrizio Peri si regala un 8c+ per i 55 anni.
Il forte alpinista piemontese Iacopo Perelli Cazzola entra a gamba tesa nel mondo del nono grado con la redpoint di Coup de Grace, storico tiro a Sonlerto, in Val Bavona (Svizzera). La via sale la prua strapiombante di un gigantesco masso di granito nei pressi del borgo ed è stata liberata nel 2005 dall’americano Dave Graham, che propose il grado di 9a. Dopo la prima ripetizione nel 2011 firmata da Gabriele Moroni, che la definì “probabilmente la più bella via di granito estremo al mondo“, il tiro è diventato un banco di prova irresistibile per i migliori climber italiani. Caratterizzata da un boulder iniziale di circa 8A che mette subito alle corde il pretendente, Coup de Grace non lascia spazio a errori per tutti i suoi circa 20 metri: un itinerario compatto, intenso, su roccia granitica perfetta, il tipo di scalata che non si dimentica!
Michael Piccolruaz ha invece messo a segno la sua prima via di grado 9a+: dopo due anni di tentativi e un lunghissimo inseguimento, il Capitano ha incatenato Companion of Change, nella falesia di Bergstation nello Zillertal, in Austria. “Finalmente! Due anni dopo aver perso la testa su questo itinerario, sono riuscito a mettere insieme tutti i passi e a chiuderla. Sono contento di vedere che riesco ancora a migliorare tatticamente, e forse anche fisicamente”. La via era stata liberata il 17 novembre 2015 da Jakob Schubert, che la battezzò Companion of Change in riferimento a tutti i cambiamenti avvenuti nella sua vita dal primo tentativo al giorno del redpoint. Originariamente, la linea è stata chiodata da Markus Schwaiger e poi riattrezzata da Gerhard Hörhager. Schubert aveva lasciato un grado aperto tra 9a e 9a+; sono stati poi i ripetitori a confermare il più alto. Per Misha si tratta di un risultato particolarmente significativo: specialista del boulder e delle competizioni, contava già Es Pontas ed Alasha (9a+ DWS) nel suo palmares, ma questo è il primo vero e proprio 9a+ in falesia. Il climber altoatesino ha anche spiegato come mai si sente meglio che mai nonostante l’assenza di un piano di allenamento strutturato: da quando ha smesso di gareggiare lo scorso settembre scala prevalentemente all’aperto, e questo, a suo avviso, ha affinato la potenza massimale grazie a sessioni dove si spinge davvero al limite.
Venerdì scorso, a pochi giorni dal compimento dei 55 anni, un traguardo già di per sé ragguardevole, e con il profumo di Pasqua nell’aria, Fabrizio Peri ha regalato a sé stesso qualcosa di speciale: la salita di Chiodino Trip, celebre tiro di 8c+, all’Eremo delle Gole del Melfa. Questa via, liberata da Roberto Podio, aveva inizialmente il grado da confermare; in seguito alla ripetizioni da parte di Alberto Gotta e Giorgio Tomatis, è poi arrivata la conferma. Le Gole del Melfa, contesto selvaggio e suggestivo del Lazio meridionale, fanno da sfondo a un’impresa che parla di passione duratura, di dedizione costante e di un rapporto con l’arrampicata che il tempo non scalfisce, anzi affina.
Fonte Iacopo Perelli Cazzola, Michael Piccolruaz, Fabrizio Peri
Cortesia foto Sara Grippo
Alessandro Palma

