26 Feb IL PROF BILL RAMSEY DA 8B+ A 65 ANNI
IL FILOSOFO AL MOUNT POTOSI
Tra gli impegni accademici e gli allenamenti alle cinque del mattino, Bill Ramsey è da 8b+ a sessantacinque anni!
A sessantacinque anni compiuti, Bill Ramsey continua a riscrivere le regole della longevità nell’arrampicata sportiva estrema, mettendo la firma su Ghost Meat, un ostico 8b+ situato nella Clear Light Cave sul Monte Potosi. Ramsey, che divide la sua vita tra le liste di calcare e le austere aule universitarie come capo del dipartimento di filosofia, ha approcciato questa linea breve e intensamente potente come un vero e proprio “atto di sfida” verso l’avanzare dell’età. Nonostante la morfologia del tiro, caratterizzata da movimenti boulderosi e strapiombi fisici solitamente poco inclini alle articolazioni di un veterano, il filosofo-climber ha dimostrato che la dedizione può colmare qualsiasi divario anagrafico. Iniziata la carriera a Smith Rock negli anni ’70 al fianco di leggende come Alan Watts, Ramsey ha trasformato il suo 2026 in un anno di grazia, fissando l’obiettivo ambizioso di chiudere una serie di gradi altissimi per dimostrare che un “weekend warrior” senior può ancora competere e divertirsi ai massimi livelli mondiali.
Dietro il successo su Ghost Meat si cela una routine metodica e quasi monastica, frutto di una resilienza mentale forgiata in decenni di pratica. Ramsey ha lavorato al progetto dallo scorso settembre, scontrandosi per oltre tre mesi con un singolo, brutale movimento su un rovescio posizionato a due terzi della via. Per superare l’impasse, ha costruito una replica del passaggio nel proprio garage, integrando le sessioni in parete con sollevamento pesi e allenamenti al trave che iniziavano puntualmente alle cinque del mattino, prima degli impegni accademici. Questa disciplina ferrea, che prevede obbligatoriamente due giorni di riposo totale dopo ogni sforzo massimale per consentire il recupero fisico, riflette una passione che non si è mai spenta in cinquant’anni di attività. Circondato dalla stimolante comunità di climber di Las Vegas, Ramsey non si ferma qui: con il mirino già puntato sul prossimo obiettivo, continua a celebrare il puro piacere del gioco verticale, confermando che il limite della performance non è scritto sulla carta d’identità.
In definitiva, la straordinaria ascesa di Bill Ramsey non è soltanto un record di longevità atletica, ma la manifestazione plastica di una filosofia di vita che fonde rigore logico e resilienza fisica. Per il professore, ogni appiglio di Ghost Meat ha rappresentato una variabile da decodificare attraverso quello che definisce un approccio riduzionista: isolare l’errore, replicare il movimento in garage e trasformare la sofferenza in un dato cognitivo neutro. Questa “volontà di sofferenza”, teorizzata tra i libri e applicata sui rovesci del Monte Potosi, eleva la scalata a una forma di conoscenza incarnata dove il corpo non è un limite biologico, ma uno strumento di indagine. Mentre siede nell’ufficio di capo dipartimento, Ramsey porta con sé la consapevolezza che la vecchiaia, per un filosofo della mente, è un esperimento di ottimizzazione ancora tutto da scrivere. La sua parabola ci insegna che, armati di una logica ferrea e di una sveglia all’alba, il confine tra l’aula accademica e l’8b+ può diventare sottile come un filo di magnesite, trasformando la sfida al tempo in un’opera di pura razionalità applicata al verticale.
Fonte 8a.nu
Cortesia foto James Lucas
Alessandro Palma

